Verso una nuova distribuzione d’età bimodale agli US Open

di Stephanie Kovalchik // StatsOnTheT

Pubblicato il 6 settembre 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Con due giocatori e due giocatrici di età inferiore ai 23 anni nelle semifinali degli US Open, stiamo assistendo alla prima ondata di una nuova dominante generazione negli Slam?

È da diverso tempo ormai che la presa di potere dei trentenni è l’argomento più dibattuto nel tennis. C’è estrema familiarità relativa alle statistiche sulla predominanza di giocatori con almeno 30 anni nelle fasi finali degli Slam, statistiche generate in larga parte (anche se non totalmente) dai Grandi Tre tra gli uomini e da Serena Williams tra le donne.

Se la generazione di giocatori nati all’inizio degli anni ’90 ha quasi perso le speranze di rubare uno Slam dalla bacheca dei Grandi Tre, gli US Open 2019 sono stati palcoscenico dei primi forti segnali che la generazione immediatamente successiva — cioè i giocatori nati a metà o verso la fine degli anni ’90 — farà di tutto per interrompere la siccità di titoli.

Matteo Berrettini, 23 anni, ha perso in semifinale contro Rafael Nadal e Daniil Medvedev, anche lui ventitreenne, è riuscito a fare meglio di un turno, dovendosi però poi arrendere al quinto set sempre contro Nadal in finale. Fosse uno dei due riuscito nel risultato a sorpresa, per la prima volta dopo undici Slam si sarebbe avuto un vincitore diverso da Novak Djokovic, Roger Federer o Nadal. E sarebbe stata la prima volta di un giocatore sotto i 23 anni a vincere uno Slam da quando Djokovic ha conquistato gli Australian Open 2011.

Uomini

Già comunque arrivare nei quarti di finale è stata un’impresa ragguardevole. Ne è prova il confronto tra la distribuzione d’età dell’edizione 2019 e quella delle edizioni passate: spiccano due evidenti mode a 23 anni e 33 anni. Serve tornare indietro fino al 2003 per trovare una situazione in cui il valore dell’età era polarizzato così in basso e così in alto allo stesso tempo. Quell’anno infatti Andre Agassi (33) raggiunse la semifinale, Younes El Aynaoui (32) perse ai quarti di finale e un gruppo di ventunenni ottenne un risultato simile o migliore, tra cui Guillermo Coria, David Nalbandian e Andy Roddick, che vinse poi il torneo.

IMMAGINE 1 – Composizione dell’età di giocatori e giocatrici che hanno raggiunto i quarti di finale degli US Open nel periodo dal 2000 al 2019

Donne

Tra le donne, si è già osservato un ciclo simile. Il più recente divario tra mode è stato agli US Open 2015, probabilmente una delle edizioni più strane del tabellone di singolare femminile, a partire dalla sconfitta inattesa di Williams contro Roberta Vinci, oltre alla finale tutta italiana tra la stessa Vinci (32) e Flavia Pennetta (33). Viste le peculiarità del 2015, forse è meglio guardare al 2014 come inizio del cambiamento arrivato a maturazione nel 2019. È stato l’anno infatti in cui Belinda Bencic ha raggiunto i quarti di finale a 17 anni.

Ora ventiduenne, Bencic nel 2019 ha perso la semifinale con un’altra giovanissima, Bianca Andreescu (19), vincitrice poi del torneo contro Williams, che ha rappresentato chiaramente un’eccezione in termini di età. Il 2019 infatti è il primo anno dal 2011 in cui solo una giocatrice sopra i 30 anni ha raggiunto i quarti di finale.

Tra gli uomini invece sono cinque le edizioni consecutive in cui 3 o 4 dei giocatori nei quarti di finale hanno avuto almeno trent’anni. Si dovesse verificare un andamento che rispecchia quanto accaduto tra le donne, quel tipo di sequenza sarà solo un ricordo del passato.

Ages at the US Open are Getting Bimodal, Again