La sconfitta di Pliskova lascia spazio a un evento storico nel tennis femminile

di Matt Zemek // Tennis with an Accent

Pubblicato il 29 settembre 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

I momenti celebrativi più carichi di pathos in una stagione sono le finali di singolare, il cui prestigio, specialmente negli Slam, è di ordine assoluto. Trofei vengono alzati al cielo di fronte al pubblico delle grandi occasioni e a uno stuolo di fotografi. Scrivere il proprio nome nell’albo d’oro ha il potere di alterare una carriera o consolidare un’annata di successi.

Sono questi gli episodi che più rimangono impressi nell’immaginario collettivo. I canadesi ricorderanno con precisione dove si trovavano quando Bianca Andreescu ha vinto gli US Open, lo stesso vale per i rumeni quando Simona Halep ha trionfato a Wimbledon. Per gli australiani è la vittoria di Ashleigh Barty al Roland Garros, come per i giapponesi quelle di Naomi Osaka agli US Open 2018 e agli Australian Open 2019.

Un primo turno da scossa sismica

Non è quindi un pensiero naturale per il tifoso associare al primo turno di un torneo non Slam (per quanto comunque un Premier Mandatory) le caratteristiche di partita che cambia il corso della storia del tennis. E non è nemmeno iperbolico considerare che la sconfitta di Karolina Pliskova contro Jelena Ostapenko al China Open in svolgimento a Pechino abbia le conseguenze di un terremoto sportivo. L’aspetto più immediato a cui si guarda — totalmente pertinente alla situazione in esame — è che Pliskova perderà punti rispetto al risultato dell’edizione 2018. Con molti punti ancora da difendere nel prossimo mese, le possibilità di Pliskova di superare Barty per il primo posto a fine stagione hanno subito un duro colpo.

Osaka, altra pretendente al titolo, ha sconfitto Jessica Pegula nella partita d’apertura. Dovrà arrivare in finale per guadagnare punti rispetto alla semifinale del 2018, e dovrà vincere per fare un passo avanti nella rincorsa a Barty.

Ma queste sono cose note. Sapete invece quanto la sconfitta di Pliskova abbia alterato il corso degli eventi e gettato le basi per il verificarsi di un’avvenimento storico? Da quando è stata istituita la classifica mondiale, sono state in tutto 27 le giocatrici a raggiungere il numero 1. Quasi la metà, 13, hanno anche terminato la stagione al primo posto. Solo 13? Beh, se si pensa che Steffi Graf ha finito l’anno al numero 1 per otto volte, Martina Navratilova sette, Chris Evert e Serena Williams cinque, sono quattro giocatrici per venticinque anni. Ci sono poi altre 9 giocatrici con il primo posto alla fine dell’anno, a coprire i rimanenti venti anni.

Solo europee o americane

Si tratta di un gruppo di giocatrici estremamente selezionato. Vi starete chiedendo: “e quale sarebbe questo pezzo di storia così fondamentale? Perché non taglia corto e ce lo dice?”

L’elemento che accomuna le 13 giocatrici con il primo posto alla fine dell’anno a partite da Chris Evert nel 1975 (la capostipite) è la provenienza dagli Stati Uniti o dall’Europa. Anche Osaka è stata numero 1, ma non ha concluso l’anno al primo posto, merito di cui invece può vantarsi Halep. Barty e la connazionale Evonne Goolagong hanno raggiunto il numero 1, ma non l’hanno mantenuto a fine stagione.

L’uscita di scena di Pliskova a Pechino ha significativamente aumentato la probabilità che per la prima volta in circa mezzo secolo di tennis femminile il numero 1 a fine stagione andrà a una giocatrice che non proviene dall’Europa o dagli Stati Uniti. Saranno il Giappone (meno probabile) o l’Australia (più probabile) a festeggiare la conquista della vetta, motivo di enorme orgoglio nonché segno di consacrazione internazionale per lo sport.

Gli appassionati dalla Repubblica Ceca e i tifosi di Pliskova non rimarranno certamente contenti di questo sviluppo. È il rovescio della medaglia, che segnerà un passaggio indimenticabile per Osaka o Barty e per l’intero movimento del tennis.

Un primo turno di un torneo non Slam in Cina così importante e pieno di significato?
Fate meglio a crederci.

Pliskova loss opens the door to a massive historic event