La difficoltà di accorciare le partite di tennis – Parte III (al meglio dei cinque set)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato il 22 settembre 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Questo è l’articolo conclusivo di una serie di pensieri e proposte su regole sperimentali che potrebbero ridurre la durata di una partita lunga. Dopo aver introdotto le regole e averle messe alla prova per le partite maschili al meglio dei tre set e le partite femminili, è ora la volta delle partite al meglio dei cinque set.

Partite al meglio dei cinque set

Ho preso la durata ufficiale di tutte le 61 partite non esenti degli US Open 2019 superiori alle due ore e 40 minuti, vale a dire il il tempo limite oltre al quale scattano le regole di accorciamento. La tabella mostra alcune informazioni di base su questo gruppo di partite.

Le regole determinano l’esenzione per tutti i quarti di finale, le semifinali e la finale degli Slam. Agli US Open 2019, tre dei quattro quarti di finale sono stati esenti: Matteo Berrettini c. Gael Monfils (tre ore e 57 minuti), Grigor Dimitrov c. Roger Federer (tre ore e 12 minuti) e Rafael Nadal c. Diego Schwartzman (due ore e 47 minuti). Le semifinali non hanno superato le due ore e 40 minuti. La finale tra Nadal e Daniil Medvedev è durata quattro ore e 50 minuti. Si tratta di partite che non sono interessate dalle regole di accorciamento, quindi gli appassionati di partite lunghe possono tirare un sospiro di sollievo.

Come si sono comportate le regole?

La tabella si riferisce alle 61 partite che ho sottoposto alle regole.

Come prevedibile, il risparmio di tempo è di gran lunga superiore in queste partite, perché essendo al meglio dei cinque set durano molto di più. In media, le regole hanno accorciato la durata di 27 minuti e, a differenza di quelle al meglio dei tre set in cui quasi il 33% non ha subito l’intervento delle regole, in questo caso l’applicazione ha riguardato l’85% delle partite.

È un risparmio di tempo notevole e porta la media complessiva al di sotto dei 180 minuti. Ho scelto questo valore come somma del Tempo Obiettivo di due ore e 40 minuti con ulteriori 20 minuti di gioco. Le partite al meglio dei tre set hanno ricevuto una coda di 15 minuti, ma ho pensato che quelle al meglio dei cinque necessitassero di una chiusura addizionale di 5 minuti. Questo perché molte verrebbero tagliate, attivando probabilmente diverse regole che determinerebbero il risultato finale. In ogni caso, avere una media di 174 minuti significa andarci davvero vicino.

Troncare partite maschili davvero lunghe

Come si sono comportate le regole nel contenere partite davvero lunghe sotto le tre ore di gioco? Come mostra la tabella, 40 partite reali sono andate sopra alle tre ore e, dopo l’applicazione delle regole, solo 16 di queste hanno continuato. Significa che ne è stato “salvato” solo il 60%, un risultato ben peggiore di quanto ottenuto, percentualmente, per le partite al meglio dei tre set (circa l’80%).

Non scenderò nel dettaglio di ognuna delle 16 partite più lunghe di tre ore, limitandomi invece a delle considerazioni più generali e ad alcuni esempi.

In media, la durata di queste 16 partite è stata di 190 minuti, 10 minuti in più del Tempo Obiettivo. Cinque sono durate meno di tre ore e 5 minuti e due sono arrivate a tre ore e 6 minuti, quindi complessivamente non è andata così male quanto possa sembrare.

Il tempo medio recuperato è stato di 45 minuti, vale a dire che le regole hanno fatto la loro parte, tagliando e tagliando ancora fino a che non si poteva più tagliare, e poi comunque sono rimaste alcune partite lunghe.

La durata di più della metà di queste partite dipende dal fatto che i giocatori hanno continuato a tenere il servizio, facendo in modo di dover giocare un tiebreak (a 7 punti) per terminare il set e almeno un super-tiebreak (a 10 punti) per decidere la partita. Quasi la metà ha raggiunto il Tempo Obiettivo nel terzo set, quindi è stato necessario risolvere il terzo set e avere un quarto set decisivo. O peggio di così, come la partita #1

#1 Rublev c. Tsitsipas 

È stata questa la partita in cui le regole sono state meno efficaci. Originariamente la durata è stata di tre ore e 54 minuti. All’arrivo del Tempo Obiettivo, si era nel mezzo di un game, terminato solo dopo 10 punti. Il punteggio era 6-6 nel terzo set. Siccome è stato giocato un tiebreak anche nella realtà (come sarebbe stato per la simulazione), ho usato quel risultato e quel tempo effettivo.

È stato un tiebreak lungo, che ha mandato Andrey Rublev avanti due set a uno. Segue un super-tiebreak che, se Rublev avesse vinto, avrebbe chiuso la partita sulle tre ore e 15 minuti, sempre sopra al Tempo Obiettivo. Invece, Rublev ha perso il super-tiebreak simulato, ma sono serviti 26 punti. Siamo quindi due pari nel computo dei set, e si deve giocare un altro super-tiebreak, questa volta di 22 punti. Durata finale della partita, anche dopo una riduzione di 16 minuti, pari a tre ore e 38 minuti.

#2 Andujar c. Edmund 

Kyle Edmund era in una delle partite al meglio dei tre set che non si sono salvate, ma questa volta do la colpa all’impostazione da terraiolo di Pablo Anduiar. È stata una partita di quattro ore e 21 minuti e, nonostante le regole abbiano eliminato ben 55 minuti è durata comunque tre ore e 26 minuti. Il Tempo Obiettivo è arrivato tra il terzo e il quarto set, seguito quindi da due super-tiebreak più lunghi del solito in una partita già con scambi molto lunghi.

#3 Lorenzi c. Kecmanovic

È davvero difficile limitare la durata delle partite di Paolo Lorenzi a un massimo di tre ore di gioco. La partita contro Miomir Kecmanovic è la più lunga dell’insieme considerato, di ben quattro ore e 48 minuti. In realtà la finale maschile è durata due minuti in più, ma appunto riceve l’esenzione. I minuti tolti dalle regole sono enormi, un ora e 23 in totale, e comunque si è andati oltre il limite, a tre ore e 25 minuti. Il Tempo Obiettivo è arrivato solo sul 4-3 nel terzo set.

Non sono entusiasta del fatto che è stato salvato solo il 60% delle partite davvero lunghe. Non mi aspettavo risultati analoghi a quelle al meglio dei tre set, speravo però di raggiungere almeno il 75%. Il lato positivo è che, se il limite fosse stato anche solo più ampio di cinque minuti a tre ore e 5 totali, il 73% delle partite sarebbe stato salvato. E io sarei stato molto contento.

Quali sono state le conseguenze?

Anche se le per le partite lunghe la discrepanza è molto più evidente, rimango convinto che le regole abbiano agito nella giusta misura. Come si vede dalla tabella però, il risultato finale è cambiato nel 16% delle partite. È un valore quasi doppio rispetto alle partite al meglio dei tre set, ma in qualche modo c’era da aspettarselo.

Serve sempre ripeterlo: non è possibile sapere che rendimento avrebbero avuto i giocatori in questi scenari. Quel numero potrebbe essere inferiore. Ma potrebbe essere pure più alto, anche se si spera che non lo sia. Queste sono alcune considerazioni sulle partite il cui esito finale è cambiato a seguito dell’intervento delle regole.

Considerazioni

Si tratta solo di 10 partite sulle 127 di tutti gli US Open, non sono poi molte.

Di queste 10, sei rappresentano lo scenario peggiore, perché hanno una durata sopra le tre ore. L’abbondante risparmio di tempo non è stato sufficiente a farle rimanere in quel tempo limite, oltre ad aver avuto un risultato opposto a quello reale.

In media, si è avuto un risparmio di tempo di 41 minuti, che è un po’ di consolazione. La partita che meno ha beneficiato dell’accorciamento e con un risultato opposto è stato la vittoria reale di Alexander Zverev contro Radu Albot, in una partita equilibrata che però nella mia simulazione è terminata con la vittoria di quest’ultimo.

Nove partite sono state risolte dal concatenamento di uno o più tiebreak, quindi in situazioni di esito finale aperto alla vittoria di uno o dell’altro giocatore. Il risultato è dipeso dal momento in cui è sopraggiunto il Tempo Obiettivo e quale dei due giocatori aveva il controllo della partita in quella fase di gioco.

Questo ci lascia con una sola partita in cui le regole hanno impedito il recupero di uno svantaggio. La partita è infatti terminata quando le regole hanno decretato la fine a completamento del game in corso, sottraendo a Heyon Chung la possibilità di ribaltare la situazione nel finale come ha fatto contro Fernando Verdasco.

Quali sono state le regole di maggiore impatto?

Rispetto alle partite al meglio dei tre set, un numero decisamente inferiore di quelle al meglio dei cinque si è concluso semplicemente terminando il game in svolgimento all’arrivo del Tempo Obiettivo. Questo perché il Tempo Obiettivo non è maturato a partita inoltrata come per quelle al meglio dei tre set. Lo scenario più frequente è quello in cui i giocatori stanno seguendo i servizi, ma per le partite al meglio dei cinque set non è la regola prevalente.

Per la prima volta inoltre è applicata la Regola 3.B.1(c), che si attiva quando il giocatore indietro di un break si appresta a servire, ma non si è nel set decisivo (a prescindere da quanti game siano stati giocati in quel set). È una regola meno applicata alle partite al meglio dei tre set, perché il Tempo Obiettivo arriva più spesso nel secondo set di quanto non accada nel quarto set di una partita al meglio dei cinque.

Come si sono risolte le partite per gli uomini?

Sono proprio poche le partite che si sono risolte in modo naturale, finendo cioè con lo stesso punteggio di quello della partita reale. Ed è comprensibile, visto che saranno sempre in numero superiore le partite al meglio dei cinque set troncate dalle regole. Proporzionalmente, le regole hanno deciso con maggiore frequenza l’esito di una partita al meglio dei cinque set rispetto a una al meglio dei tre. Undici partite si sono risolte con un super-tiebreak e due con due super-tiebreak, oltre al tiebreak normale.

Cosa ho imparato?

Declinare un insieme di regole per accorciare con raziocinio le partite è difficile se si è riluttanti ad accorciare partite che non necessitano di essere accorciate.

Possibili risultati arbitrari

Una qualsiasi di queste regole potrebbe a volte produrre esiti completamente diversi, e arbitrari, in funzione delle dinamiche di gioco nel momento in cui si raggiunge il Tempo Obiettivo e di quale giocatore ha un vantaggio psicologico sulla partita.

Molto raramente però sono regole che hanno impedito un recupero del giocatore in svantaggio. Su 165 partite esaminate, solo due non hanno concesso il recupero al giocatore che ha poi vinto la partita reale, determinando anticipatamente la fine della partita. Contestualmente però, hanno permesso un risparmio complessivo di più di 43 ore di gioco.

Si riesce a confinare la maggior parte delle partite entro un limite di tempo ragionevole, come le due ore e 15 minuti per le partite al meglio dei tre set e le tre ore per quelle al meglio dei cinque. E solo raramente si eccede di più di cinque minuti il limite prestabilito.

Con l’esenzione si può conservare lo spirito delle partite al meglio dei cinque set

Nella stesura delle regole, è possibile prevedere categorie di partite esenti così da mantenere alcune di quelle più lunghe in molti dei tornei più importanti e nelle fasi che più contano. Viene conservato lo spirito del formato al meglio dei cinque set, anche perché le partite molto lunghe che hanno subito la riduzione sono quasi interamente quelle che gli appassionati non ricorderanno comunque.

Sono regole abbastanza schematiche, ma sicuramente più complicate di quelle attualmente in vigore. Si può sostenere che siano troppo complicate per l’appassionato medio. Penso però anche che in ogni caso lo spettatore di passaggio non conosca a fondo il punteggio del tennis e abbia bisogno dell’aiuto di un amico che dia spiegazioni. Ed è probabile che l’amico sia proprio un patito di tennis. Questo a dire che difficilmente le regole allontaneranno chi segue il tennis, specialmente se servono ad avere partite di lunghezza compatibile con il livello di attenzione dell’appassionato e con la programmazione dell’emittente televisiva.

Alcuni dei punteggi finali non saranno belli da vedere. Può sembrare superficiale, ma è l’aspetto che spesso interessa di più agli appassionati e che farà storcere il naso hai tradizionalisti. I quali però saranno già infastiditi dalle regole stesse.

Tutti sanno che lasciarsi coinvolgere in un conflitto terreno in Asia è un errore che non si dovrebbe mai commettere. Meno noto, ma solo di poco, è questo: mai tentare di accorciare una partita in cui sta giocando Lorenzi!

The Difficulty of Shortening Tennis Matches, Part III (Best-of-Five)