La regina delle palle corte

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Pubblicato il 4 novembre 2024 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Ha fatto sfoggiato un nuovo asso nella manica Aryna Sabalenka nel mese di maggio: la palla corta, un colpo a cui si è affidata come non mai. Dopo aver vinto sei punti con la palla corta nel primo turno del torneo di Roma contro Katie Volynets, ne ha poi inflitte 28 a Elina Svitolina, in una partita che è finita al tiebreak del terzo set, con i 15 punti vinti con la palla corta a rappresentare un bottino superiore al margine effettivo di vittoria. Fino a quel momento, le palle corte nella carriera di Sabalenka erano l’1.1% dei colpi (escluso il servizio), cioè la metà della media del circuito, al 2.2%. Per le undici partite a Roma e poi a Parigi, quel valore è quasi quadruplicato, arrivando al 4.1%. Sul cemento è poi regredito, ma non di così tanto: a giugno la frequenza è stata dell’1.9%. Vedremo che la palla corta ha continuato a darle frutti, pur usandola meno spesso. 

È una tattica assolutamente sensata per una giocatrice con le caratteristiche di Sabalenka. I suoi colpi carichi di potenza costringono solitamente chi è dall’altra parte della rete a una posizione più difensiva e arretrata. In avanti ha doti da ex numero 1 in doppio, quindi non solo possiede il tocco per mascherarla, ma anche la capacità di sostenere il rapido scambio a rete che può seguire quando viene intercettata dall’avversaria. Avessimo pensato di sollevare l’interrogativo diciamo un anno fa, l’unica questione è se a Sabalenka fosse davvero interessato. Non tutti sono Carlos Alcaraz, pronto in qualsiasi momento a lasciar partire l’equivalente tennistico di una palla curva nel baseball. Sabalenka se la cavava benissimo scatenando la sua forza da fondo: perché cambiare? Ora sappiamo che è una tattica con cui si trova a suo agio, anche se il 4% è probabilmente riservato per i campi più lenti. Come valutiamo quindi la palla corta di Sabalenka rispetto a quella delle colleghe, in termini di frequenza, efficacia e valore? Poco tempo fa ho scritto due articoli in cui delineavo i diversi modi di analizzare le tattiche che impiegano la palla corta. Si trattava del gioco maschile in generale e di quello di Alcaraz e Alexander Bublik nello specifico. Lo stesso metodo può far luce su Sabalenka e sul circuito femminile. 

Il perimetro

Tutti i dati qui riportati arrivano dalle statistiche punto per punto del Match Charting Project, di cui ho preso solo gli ultimi dieci anni. Se per Sabalenka abbiamo nel database praticamente tutte le partite sul circuito maggiore, per molte altre giocatrici la disponibilità è limitata. Inoltre, la scelta non è sempre casuale, quindi si tratta di numeri che forniscono un quadro di riferimento, ma non sono completamente esaustivi. E’ importante poi stabilire cosa s’intende con “palla corta”. Ai fini di questo approfondimento, tengo conto solo della prima palla corta di ogni punto. Le palle corte a seguire infatti richiedono un talento a parte, e probabilmente uno ben diverso. Sono anche difficili da studiare perché molto più rare di quanto già sia poco frequente quella classica. Per il momento quindi le tralasciamo. Iniziamo dalle giocatrici più prolifiche con la palla corta dal 2015. Ricordiamo che la media del circuito è del 2.2%, cioè più o meno una palla corta ogni 45 punti. La tabella riepiloga le tredici giocatrici che hanno eguagliato o superato il 4.1% di Sabalenka sulla terra battuta nel corso della carriera (di cui abbiamo partite nel Match Charting Project).     

Giocatrice             % Palla corta  
Yulia Putintseva       8.6%  
Ons Jabeur             8.2%  
Laura Siegemund        7.6%  
Anastasija Sevastova   6.6%  
Marketa Vondrousova    6.3%  
Petra Martic           5.6%  
Kristina Mladenovic    5.2%  
Su Wei Hsieh           4.5%  
Agnieszka Radwanska    4.2%  
Karolina Muchova       4.2%  
Kiki Bertens           4.1%  
Viktorija Golubic      4.1%

Finora torna tutto. Yulia Putintseva fa venire il mal di testa da quante volte usa la palla corta, Ons Jabeur lo fa per mettersi in mostra e Agnieszka Radwanska solo perché ne era capace. Anche al lato opposto dell’elenco troviamo situazioni anomale e fonte di sorriso, come le cinque palle corte di Camila Giorgi, su più di 50 partite e 7000 punti. Sono cinque palle corte, di cui due vincenti e le altre perse! Più importante della frequenza sono i punti vinti. La tabella riepiloga le quattordici giocatrici la cui frequenza di vittoria sulla palla corta è maggiore del recente 55.6% ottenuto da Sabalenka.

Giocatrice              % Palla corta   % Punti vinti  
Dominika Cibulkova      2.5%            61.4%  
Qinwen Zheng            2.0%            60.7%  
Sara Sorribes Tormo     2.3%            60.4%  
Ashleigh Barty          1.7%            59.5%  
Barbora Krejcikova      1.8%            59.0%  
Marketa Vondrousova     6.3%            58.7%  
Emma Raducanu           1.6%            58.3%  
Liudmila Samsonova      1.3%            58.2%  
Bianca Andreescu        3.2%            58.1%  
Anett Kontaveit         1.1%            57.4%  
Sofia Kenin             4.1%            57.4%  
Aliaksandra Sasnovich   3.3%            56.6%  
Sorana Cirstea          1.9%            56.3%  
Kiki Bertens            4.1%            56.1%  
…                                       
Media                   2.2%            52.6%  
…                                       
Aryna 2017-Apr '24      1.1%            53.2%  
Aryna 2024 Roma/RG      4.1%            61.9%  
Aryna 2024 2nda metà    1.9%            55.6%

Non c’è di fatto correlazione tra quanto spesso una palla corta viene giocata e quanti punti si ottengono, quindi giocatrici come Marketa Vondrousova e Sofia Kenin (e Sabalenka su campi lenti in terra) riescono a emergere rispetto al gruppo. L’immagine 1 rappresenta lo stesso insieme di dati, con l’aggiunta di alcune giocatrici. 

IMMAGINE 1 – Tattiche femminili con la palla corta nel periodo 2015 – 2024

La maggior parte si attesta sulla frequenza di 1-2% di palle corte, non importa la bravura nell’eseguire il colpo. Vondrousova e Putintseva fanno quasi storia a sé per numero di tentativi e regolarità nel vincere il punto con la palla corta. 

Alla ricerca del valore aggiunto

Anche se da giovani tenniste c’è il sogno di figurare nella classifica di uno degli articoli del sito, conta solo una cosa: vincere punti. E lo si può fare giocando mille palle corte e vincendo quegli scambi con la giusta frequenza (come Putintseva) o scegliendo i momenti più adatti ma sempre con ottima esecuzione (come Qinwen Zheng). Ipotizziamo per ora che la tipica palla corta venga giocata da una posizione perfettamente neutrale, quella in cui si ha il 50% di probabilità di vincere il punto. Se si mettono insieme i due indici che abbiamo visto — moltiplicando la frequenza per la differenza tra la percentuale di vincita del punto e il 50% — si ottiene il valore aggiunto della palla corta per una giocatrice. Nella tabella, ho moltiplicato il risultato per 1000 in modo da non soccombere alla vista di tutti quegli zeri.

Giocatrice              % PC     % PV       PC/1000  
Marketa Vondrousova     6.3%     58.7%      5.4  
(Aryna 2024 Roma/RG)    4.1%     61.9%      4.9  
Yulia Putintseva        8.6%     55.1%      4.4  
Sofia Kenin             4.1%     57.4%      3.0  
Dominika Cibulkova      2.5%     61.4%      2.9  
Kiki Bertens            4.1%     56.1%      2.5  
Bianca Andreescu        3.2%     58.1%      2.5  
Sara Sorribes Tormo     2.3%     60.4%      2.4  
Petra Martic            5.6%     54.2%      2.3  
Aliaksandra Sasnovich   3.3%     56.6%      2.2  
Qinwen Zheng            2.0%     60.7%      2.1  
Su Wei Hsieh            4.5%     54.5%      2.0  
Karolina Muchova        4.2%     54.8%      2.0  
...                                                   
(Aryna 2024 2nda metà)  1.9%     55.6%      1.1  
Average                 2.2%     52.6%      0.6  
(Aryna 2017-Apr '24)    1.1%     53.2%      0.4  
...                                                    
Elise Mertens           1.9%     46.1%     -0.7  
Sloane Stephens         1.1%     42.2%     -0.8  
Amanda Anisimova        2.0%     45.8%     -0.9  
Kristina Mladenovic     5.2%     47.1%     -1.5  
Laura Siegemund         7.6%     47.7%     -1.7  
Ons Jabeur              8.2%     47.3%     -2.2

La terra battuta si presta alle palle corte ma, in ogni caso, Sabalenka fa impressione! Di contro, succede che Jabeur non è granché nelle palle corte? Servono più riferimenti prima di trarre qualsiasi conclusione. Magari Jabeur si trova in situazioni disperate quando ricorre alla palla corta, però è comunque una sorpresa in negativo vedere il suo nome così in basso nell’elenco. 

Qualcuno ha detto contesto?

Sabalenka colpisce la palla corta più spesso quando ha servito la prima e la risposta arriva sul rovescio. In carriera, la palla corta come secondo colpo le garantisce il 51.1% di punti vinti. Con qualsiasi altro colpo, vince il 51.8% dei punti. In assenza di dati più specifici con tecnologia video di tracciatura, non riusciamo a fare più di così per quella categoria (e dozzine di altre). Il Match Charting Project non è in grado di differenziare tra il tipo di risposte di rovescio che Sabalenka deve fronteggiar, e quindi se quelle su cui gioca la palla corta sono diverse dalle altre. Ma contestualizzare resta un esercizio valido anche in presenza di limitazioni: possiamo classificare ogni palla corta in funzione di quando viene colpita, se al servizio o alla risposta, se è dopo una prima o una seconda di servizio, se è dal lato del dritto o da quello del rovescio, e in quale punto dello scambio si presenta. Quando Sabalenka attende almeno un colpo dopo aver servito la prima, la sua palla corta è molto più incisiva. Invece del 47% di punti che vince sul terzo colpo dello scambio dal lato del suo rovescio con un’altra scelta, con la palla corta ne vince il 55%. Emerge un elenco un po’ diverso dopo aver fattorizzato questi elementi aggiuntivi. Ho suddiviso i risultati di ogni giocatrice in ciascuna di quelle categorie, in modo da confrontare le percentuali di palle corte vinte con quanto ottenuto nella stessa combinazione di eventi. L’acronimo “PCVSA” sta per Palle Corte Vinte Sopra le Attese, vale a dire il rapporto tra i due numeri. 

Giocatrice             % PCV   % PV Att.   PCVSA  
Dominika Cibulkova     63.5%   50.1%       1.27  
Petra Martic           54.2%   42.9%       1.26  
Sara Sorribes Tormo    60.4%   47.9%       1.26  
Martina Trevisan       59.5%   48.7%       1.22  
Marketa Vondrousova    58.7%   48.1%       1.22  
Danka Kovinic          56.0%   46.1%       1.21  
Sorana Cirstea         56.8%   46.8%       1.21  
Kaja Juvan             58.5%   48.4%       1.21  
Ashleigh Barty         59.1%   49.3%       1.20  
Kiki Bertens           56.2%   47.2%       1.19
...  
Average                51.3%   49.2%       1.04
...  
Ons Jabeur             47.3%   47.8%       0.99  
Agnieszka Radwanska    48.9%   49.9%       0.98  
Maria Sakkari          48.6%   49.9%       0.97  
Jelena Ostapenko       49.7%   52.9%       0.94  
Caroline Wozniacki     50.0%   53.3%       0.94  
Elise Mertens          46.1%   50.2%       0.92  
Serena Williams        45.5%   49.8%       0.91  
Amanda Anisimova       45.8%   50.4%       0.91  
Sloane Stephens        44.1%   48.8%       0.90  
Iga Swiatek            49.6%   56.2%       0.88

(Sono percentuali leggermente diverse dalle precedenti perché alcuni dati non erano sufficientemente dettagliati per questo tipo di calcoli). Un valore medio di 1.04 sembra plausibile, significa che le giocatrici generalmente sanno come muoversi, non colpirebbero palle corte se non avessero motivo di pensare che la probabilità di vincere il punto aumenti. Anche Jabeur si comporta meglio qui. Pur rimanendo nelle ultime dieci, il suo PCVSA di 0.99 ci dice che se paga un prezzo per la palla corta, non è granché. E può essere che pure un metodo più granulare come questo perda qualche dettaglio utile per spiegare il processo decisionale di Jabeur. Devo anche parlare della stranezza di trovare Iga Swiatek in fondo all’elenco, o a qualsiasi elenco se per questo. La frequenza del 49.6% di palle corte vinte non è male in assoluto, è come gioca nel resto del tempo a porla in una sfera a sé. Non ha la fama della palla corta e non ne gioca tante. Vale la stessa considerazione fatta per Jabeur, cioè queste categorie possono non catturare il grado di difficoltà in cui Swiatek si trova quando chiama l’avversaria a rete. La narrazione su Sabalenka però viene confermata: le sue palle corte, per quanto rare, andavano bene prima di maggio, sono diventate incredibilmente efficaci sulla terra, per poi assestarsi su un livello più modesto con i tornei sul sintetico.

Giocatrice      % PCV   % PV att.   PCVSA  
2017-Aprile     53.3%   51.2%       1.04  
Maggio          61.9%   51.4%       1.20  
Seconda metà    55.6%   52.4%       1.06

Nascosta nei dettagli di un rispettabile valore di 1.06 da giugno, c’è una tendenza particolarmente incoraggiante. Ricordate quei rovesci sul +1 su cui non avrebbe dovuto giocare la palla corta? Dopo giugno, ha praticamente smesso, solo cinque palle corte di quel tipo su 108 totali.

Dopo la palla corta

Per una giocatrice della potenza di colpo di Sabalenka, ricorrere a una palla corta può voler dire più che aggiudicarsi il punto. Nel momento in cui l’avversaria si rende conto di dover occasionalmente lanciarsi su una palla corta, allenta la concentrazione sulla difesa dello scambio da fondo. Almeno, questa è l’idea. Quando ho affrontato l’argomento in campo maschile, mi ha sorpreso scoprire che la palla corta non incide sui punti che seguono nel modo in cui pensavo. La maggior parte delle palle corte viene giocata da chi è al servizio, ma dopo averne colpita una, hanno meno probabilità di vincere punti nella prosecuzione dello stesso game. Se esiste una dinamica evidente nei dati ATP, è che una volta che si è ricorsi alla palla corta — da parte di chiunque — il giocatore alla risposta ha un vantaggio per il resto del game. Probabilmente, non è una relazione del tutto casuale, perché forse le palle corte si presentano più facilmente quando chi è al servizio fatica a controllare il gioco. I dati WTA raccontano di altro. Nel punto successivo a una palla corta — che lo si vinca o lo si perda — la giocatrice che ha eseguito la palla corta vince il 51.1% delle volte. Quel vantaggio continua due punti dopo e rimane fino alla fine del game.

Situatione         % PV  
Punto successivo   51.1%  
Due punti dopo     50.7%  
Stesso game        50.7%  
Tutte le altre     49.9%

Non è lo stesso vantaggio per ogni giocatrice. La tabella che segue elenca la percentuale di vincita del punto per le giocatrici che ottengono in assoluto di più dal giocare la palla corta, insieme a quelle che, come per gli uomini al servizio, vedono diminuire i fasti associati alla palla corta.  

Giocatrice                Stesso game   Resto   Diff.  
Jasmine Paolini           56.5%         50.4%   6.2%  
Marta Kostyuk             55.9%         50.1%   5.8%  
Sloane Stephens           55.0%         49.9%   5.1%  
Beatriz Haddad Maia       53.0%         48.7%   4.3%  
Qinwen Zheng              54.5%         50.7%   3.8%  
Naomi Osaka               54.5%         50.8%   3.7%  
Anastasija Sevastova      53.3%         49.7%   3.7%  
Maria Sakkari             53.1%         49.7%   3.3%  
Angelique Kerber          53.8%         50.5%   3.3%  
Su Wei Hsieh              50.9%         47.9%   3.1%  
Karolina Pliskova         54.0%         51.0%   3.1%  
Danielle Collins          53.7%         50.7%   2.9%  
Marketa Vondrousova       52.8%         50.0%   2.8%  
Agnieszka Radwanska       54.0%         51.4%   2.5%  
Garbine Muguruza          53.4%         50.9%   2.5%  
Aryna Sabalenka           55.0%         52.5%   2.5%  
…                                                   
Media                     50.7%         49.9%   0.7%  
…                                                   
Ons Jabeur                50.2%         50.3%   0.0%  
…                                                   
Emma Raducanu             49.6%         51.1%   -1.5%  
Ashleigh Barty            51.5%         53.0%   -1.5%  
Eugenie Bouchard          48.9%         50.6%   -1.7%  
Svetlana Kuznetsova       47.8%         49.8%   -2.0%  
Karolina Muchova          48.6%         50.7%   -2.1%  
Monica Niculescu          46.9%         49.1%   -2.2%  
Barbora Krejcikova        47.4%         50.1%   -2.7%  
Jessica Pegula            47.6%         50.6%   -2.9%  
Lesia Tsurenko            44.5%         47.5%   -3.0%  
Caroline Garcia           44.9%         49.6%   -4.7%

Guardate Jasmine Paolini! Difficile stabilire esattamente cosa abbia contribuito al miglioramento nel 2024. La sua frequenza di vittoria dopo la palla corta è troppo di nicchia da essere un fattore rilevante, ma è affascinante pensare che abbia avuto un ruolo. Ho aggiunto Jabeur proprio a dimostrazione di quanto sia complicato analizzare le palle corte. Come detto, la teoria prevede che giocare una palla corta costringe l’avversaria poi a tenerne conto mentalmente. Contro Jabeur però, le avversarie devono pensarci dal momento in cui scendono in campo! E una palla corta in più nella magia di Jabeur non cambia di certo la predisposizione. È solo uno dei motivi per cui la relazione tra frequenza, efficacia e scambio vinto post palla corta è così imprevedibile. Alcune, come Sloan Stephens e Naomi Osaka, giocano la palla corta poco e non vincono molti punti nell’occasione. L’effetto che ne consegue però può controbilanciare quel magro raccolto. Di converso, Karolina Muchova ha una palla corta di livello che usa spesso ma, quale sia la ragione, non ne trae i benefici che dovrebbe nei punti successivi.     

Per l’ultima volta, torniamo a Sabalenka. L’ho infilata nella tabella precedente perché, anche prima del festival della palla corta, comunque la situazione era a suo favore dopo averne giocata una. Non bisogna sorprendersi nel vedere che c’è stato un miglioramento in quei numeri negli ultimi sei mesi. 

Periodo          Stesso game   Resto   Diff.  
2017 - Apr '24   54.3%         52.3%   1.9%  
2024 Roma/RG     60.2%         53.7%   6.5%  
2024 2nda metà   58.9%         54.2%   4.8%

Sabalenka su terra ha ottenuto il meglio dei due mondi: ha vinto più punti giocando la palla corta e ha vinto più punti per via dell’effetto positivo di quella tattica. Forse grazie a una reputazione in consolidamento di regina della palla corta, ha continuato a trarne vantaggio da giugno, anche quando non ha sfregato la personale lampada di Aladino così spesso. La sua strada al successo con la palla corta non potrà essere di aiuto per tutte. A prescindere da quanto scomponiamo quei numeri, per lei ha sicuramente funzionato. ◼︎

Aryna Sabalenka, Drop Shot Queen

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