Chi vince e chi perde in caso di sospensione della classifica

di Stephanie Kovalchik // StatsOnTheT

Pubblicato il 13 marzo 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

L’annuncio di una sospensione di sei settimane del circuito maschile è solo l’ultimo di una serie di sconvolgimenti del calendario tennistico causati dalla pandemia COVID-19. In assenza di decisioni in merito alla possibilità per i giocatori di conservare la classifica attuale, cerco di capire il possibile impatto di un eventuale scenario in cui, per entrambi i circuiti, la classifica rimane inalterata per un periodo di tempo prolungato.

Con il continuo aumento dei casi di contagio in tutto il mondo e con le drastiche misure necessarie per contenere la diffusione del virus, era inevitabile che le conseguenze ricadessero anche sul tennis. Con la sospensione del circuito maschile che dovrebbe terminare pochi giorni prima dell’avvio del Roland Garros, in programma il 24 maggio 2020, potrebbe essere proprio lo Slam di Parigi il prossimo grande evento sportivo di tennis vittima dell’emergenza.

Raziocinio?

Sia gli organizzatori dell’Indian Wells Master che l’ATP hanno definito queste scelte una “sospensione”, invece di considerarla un’immediata cancellazione. Da un punto di vista finanziario, ha senso mantenere aperta la possibilità dello svolgimento del torneo in altra data, prima di rinunciare definitivamente al potenziale indotto economico associato. Con il passare del tempo però, e con il rinvio di altri tornei, la fattibilità di un deferimento si fa sempre più remota.

Di fronte a una situazione così drammatica, gli organismi decisionali dei due circuiti dovrebbero agire razionalmente e pianificare la gestione di un calendario fortemente accorciato. E uno dei temi più spinosi da affrontare è certamente la classifica dei giocatori.

Al momento sono solo congetture, ma sembra ragionevole ipotizzare che non ci saranno penalizzazioni per i tornei che sono stati cancellati (se così sarà perché non verranno effettivamente recuperati). In questo caso, l’impatto minore arriverebbe dal permettere ai giocatori di conservare la classifica alla viglia di Indian Wells.

Sarebbe una soluzione equa?

Un modo per valutare l’equità di una sospensione della classifica è di verificare quanto le posizioni in classifica variano in un periodo di tempo prolungato. L’immagine 1 mostra il cambiamento in un anno della classifica di quei giocatori che sono entrati almeno tra i primi 250 negli ultimi venti anni. I segmenti rappresentano lo scarto interquartile della variazione rispetto all’età dei giocatori. I grafici sono raggruppati per posizione massima in classifica.

Primi 10

Prendiamo la dinamica associata ai primi 10. Quando sono giovanissimi, il guadagno in classifica è normalmente di qualche centinaio di punti. Tra i venti e i venticinque anni raggiungono e si assestano sul livello di gioco più alto, rendendo quasi nulla la variazione anno su anno. Superati i trent’anni, inizia la fase discendente ed è più probabile assistere a una perdita più sostanziale di posizioni in classifica da un anno all’altro.

IMMAGINE 1 – Stabilità nella classifica maschile con la variazione su un anno delle posizioni dei giocatori, dal 2000 al 2020 (scarto interquartile)

Sono tutte tendenze che si può pensare di prevedere. E, in termini di generale crescita in classifica per fascia di età, l’andamento per i primi 10 è simile a quello di giocatori con una carriera meno ricca di successi: un maggior guadagno di posizioni nei primi anni sul circuito, una progressione stabile tra i venti e i trent’anni, seguita da una fase di declino nella parte finale. Per i giocatori che occupano le parti basse della classifica però, un avanzamento di posizioni nei primi anni non è mai altrettanto importante e nel periodo apicale è più probabile assistere a spostamenti minimi verso l’alto o verso il basso.

Donne

Nonostante parziali differenze nel sistema di assegnazione di punti per la classifica maschile e quella femminile, lo stesso meccanismo si ripete per le giocatrici.

IMMAGINE 2 – Stabilità nella classifica femminile con la variazione su un anno delle posizioni delle giocatrici, dal 2000 al 2020 (scarto interquartile)

Quali sono le implicazioni?

Abbiamo una chiave di lettura su quali giocatori trarrebbero probabilmente maggiori benefici o, viceversa, maggiori svantaggi dalla mancata opportunità di cambiare la loro classifica.

Djokovic e Federer

All’età di 32 anni, il numero 1 del mondo Novak Djokovic è in quell’intervallo della curva in cui rimanere al vertice per lunghi periodi vorrebbe dire andare contro pronostico. I giocatori tra i primi 10 a questo punto della carriera perdono tipicamente dieci di posizioni in un solo anno.

La situazione sarebbe ancora più precaria per i 38 anni di Roger Federer. A quell’età, non sono molti i giocatori a rimanere competitivi ad alto livello e quelli che riescono a non subire infortuni possono comunque attendersi di perdere quindici posizioni in un anno. In realtà, dopo aver compiuto trent’anni, Federer ha perso anche fino a quattordici posizioni in 52 settimane. Dovesse Federer tornare alla ribalta dopo l’operazione al ginocchio, sarebbe doppiamente fortunato in caso di sospensione della classifica.

IMMAGINE 3 – Variazione di classifica nell’arco di 52 settimane per quattro giocatori di vertice, con possibili guadagni e perdite attesi in caso di mancate opportunità nei prossimi mesi

Thiem e Auger-Aliassime

Quando riprenderanno le competizioni, saranno giocatori come Dominic Thiem che si trovano nel pieno della carriera ad aver avuto meno da perdere grazie al mantenimento della posizione attuale.

Sono invece giocatori in ascesa come Felix Auger-Aliassime, al momento il numero 20 del mondo a soli diciannove anni, che subiranno le conseguenze più negative di un’interruzione della classifica. Solitamente, in questo passaggio del loro percorso, giocatori destinati a entrare tra i primi 10 hanno guadagnato tra le 25 e le 150 posizioni della classifica in un solo anno. Ci si può fare un’idea nel grafico dal numero e dalla intensità degli incrementi che Auger-Aliassime ha collezionato, con guadagni annuali anche da 125 fino a 150 posizioni negli ultimi due anni.

Certezze e incertezze

La contrapposizione delle traiettorie di questo gruppo di giocatori obbliga a valutare se una stima della classifica non sarebbe un sistema più equo al momento della ripresa dei circuiti dopo una lunga sospensione. Se ad esempio non si torna a giocare prima di sei mesi, ci aspettiamo davvero che tutti i giocatori e le giocatrici siano in grado di mostrare lo stesso livello della loro attuale classifica?

Non credo che lo faremmo e sapremmo probabilmente chi dovrebbe trovarsi più in alto o più in basso rispetto all’età e alla forma più recente. Di sicuro però giocatori e appassionati non accetterebbero cambiamenti alla classifica che non siano legati a risultati effettivi. Ciò che è meno certo è quanto dovremo aspettare prima di vedere di nuovo delle partite su un campo da tennis.

Winners and Losers of a Rankings Hiatus