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Andrey Rublev ai quarti di finale negli Slam

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Pubblicato il 22 gennaio 2024 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Andrey Rublev è una quantità nota. Sappiamo che servirà prime potenti ma che sulla seconda è attaccabile. Colpirà dritti violenti, spesso anche avventurandosi sul lato del rovescio, e gli avversari rimarranno immobili a vederli passare. Ma ne sbaglierà anche tanti. Il rovescio non ha la stessa spinta propulsiva, insistendo su quel colpo lo si può trascinare in scambi lunghi. Il suo gioco non esprime troppa complessità, ma non va letto come critica: la complessità può far guadagnare proseliti e sponsorizzazioni, non è un requisito necessario a vincere tornei. Dopo aver battuto al quinto set la speranza di casa Alex de Minaur, Rublev è arrivato ai quarti di finale degli Australian Open 2024, la decima volta negli Slam. Il record è di 0-9, ma è la continuità di rendimento la vera protagonista. Solo Alexander Zverev ha dieci quarti di finale Slam e non ancora trent’anni. Prima o poi Rublev riuscirà ad andare oltre.

Quello che può essere sfuggito del ventiseienne russo è che è diventato un giocatore stabilmente pericoloso alla risposta, ambito in cui è sempre stato efficace, ma con numeri rimasti di alto livello all’aumentare dell’intensità della competizione. Lo scorso anno, ha vinto quasi il 39% dei punti alla risposta, che si traducono all’incirca in 3.2 break ottenuti a partita, il settimo migliore sul circuito. Agli US Open 2023 contro Daniil Medvedev ha strappato il servizio cinque volte pur perdendo in tre set. Non è stata la risposta di Rublev il problema quindi, quel giorno il problema è arrivato da quella di Medvedev (e la seconda di Rublev, ma questo si sapeva già). Su 98 punti in cui Rublev ha servito, 65 sono stati poi scambi di almeno quattro colpi. Un numero più bizzarro che mai o, cambiando punto di vista, una prestazione incredibile di Medvedev, che non solo ha rimandato in gioco la palla 65 volte, ma ci ha aggiunto 65 colpi +1, neutralizzando le due qualità più incisive di Rublev.

Tipicamente, almeno nelle 138 partite del Match Charting Project, il rendimento di Rublev porta a chiudere i punti al servizio al massimo in tre colpi nel 59% delle volte, vincendone poco più di tre quarti (contro Medvedev, si è fissato su un rispettabile 70%, per quanto il 70% di poco è comunque poco). Complessivamente, il 45% dei punti con Rublev al servizio terminano in suo favore in non più di 3 colpi. Si tratta di un vantaggio importante! Nel 2023, Rublev ha vinto il 66% dei punti al servizio, infliggendo il danno maggiore nello scambio sin da subito. Il servizio e il colpo +1 non solo rappresentano una buona parte dei punti giocati — quantomeno in giornata favorevole — ma forniscono una buona approssimazione della durata degli scambi. Quando Rublev vince la maggior parte dei punti al servizio, anche quando non ne gioca quanti ne vorrebbe, quasi sempre ne emerge vincitore. Se ordiniamo le sue partite del database per percentuale di punti corti vinti al servizio, per poi suddividerle in tre gruppi, come mostrato dalla tabella la differenza è notevole.

<=3 %PVS        Partite   %Vittorie 
81%+            45        87%  
75.5% - 80.9%   44        64%  
fino a 75.4%    49        24%

(Ho usato degli intervalli di grandezza leggermente diversa solo perché non volevo mettere percentuali praticamente identiche in categorie separate).

Quando Rublev vince la maggior parte degli scambi corti al servizio, vince anche la partita. Quando invece non ci riesce, solitamente perde. Se proprio vogliamo vedere, i numeri nella tabella sottostimano il contrasto tra le due situazioni; un numero sproporzionato di vittorie a bassa percentuale è arrivato sulla terra, tra cui molte su quella più lenta di Monte Carlo. Per certi versi, è ovvio che “vincere più punti di uno specifico sottogruppo” equivale a “vincere più punti in generale” e quindi vincere poi la partita. Ricordiamo però che si tratta della frequenza di vittoria indipendentemente da quanti punti finiscono velocemente. La combinazione di frequenza e vittoria, cioè “quale percentuale di tutti i punti al servizio finisce in uno scambio breve e a favore del giocatore al servizio”, dovrebbe dire di più sul risultato complessivo. Per Rublev non è un’indice così predittivo dell’esito finale come la sola percentuale di vittoria.

In lotta con i demoni interiori

Nell’ottavo contro de Minaur, Rublev ha vinto l’82% degli scambi corti al servizio. La partita è stata equilibrata perché de MInaur è riuscito a ridurre gli scambi corti a poco meno della metà dei punti in cui Rublev era al servizio. Ma la regola appena evidenziata rimane concreta, nonostante una difesa incostante. Quando de Minaur ha giocato il quarto colpo, ha vinto il 57% dei punti alla risposta, un ottimo numero ma con Rublev che ha portato a casa la stragrande maggioranza degli scambi brevi, non è stato abbastanza. Possediamo dati colpo su colpo per quattro delle sei partite in cui si sono sfidati.

Torneo                 Risultato   %Corti    %V Corti  
2024 Australian Open   V           49.4%     82.0%  
2023 Rotterdam         S           60.3%     75.6%  
2022 Monte Carlo       V           42.7%     73.2%  
2018 Washington        S           53.2%     71.6%

de Minaur ha fatto il suo compito a Melbourne, tenendo la palla in gioco più spesso che nelle due precedenti occasioni sul cemento (la lentezza della superficie di Monte Carlo ha presumibilmente contribuito ad allungare gli scambi), vinte entrambe da de Minaur controllando gli scambi lunghi e con Rublev che ha commesso più errori sui +1. In Australia Rublev non si è deconcentrato, anche se ha potuto colpire di dritto in poco meno della metà dei +1, sotto la media sia del circuito che di quella personale. Invece di caricare con rovesci scriteriati, parte del motivo per cui ha perso a Rotterdam, ha lasciato che lo scambio proseguisse. Il 43% degli scambi lunghi vinti non è granché, ma è molto di più della probabilità nulla di vincere lo scambio dopo averlo buttato via con un errore non forzato. Non voglio esagerare sulla cautela di Rublev, perché non è stata una partita cauta. E non dovrebbe mai giocarne di partite caute, ma certamente mettere più palle in campo e battersi negli scambi che seguono migliora la percezione della sua seconda di servizio. Come abbiamo visto, Rublev è bravo alla risposta. I punti sulla seconda di servizio non sono molto meglio di quelli alla risposta…ma va bene lo stesso! A Melbourne, Rublev ne ha vinti il 55% sula seconda, un incremento degno di nota rispetto al 3%7e 38% rispettivamente a Washington e Rotterdam

È la volta buona?

Si può perdonare a Rublev un record negativo nei quarti di finale Slam: sette volte su nove era il giocatore con classifica più bassa, perdendo due volte contro Novak Djokovic, una contro Rafael Nadal e tre contro Medvedev. Avrebbe potuto o dovuto vincerne una (o tre), ma come quinto giocatore di un circuito che sembra avere sempre tre o quattro fortissimi, è una fatica immane. Il prossimo avversario è Jannik Sinner, che lo precede di una sola posizione in classifica (anche se Elo assegna a Sinner un posto molto più in alto). Si tratterà del settimo scontro diretto, e il passato non muove a favore di Rublev visto che, a parte due ritiri, Sinner ha sempre vinto. La tabella mostra le statistiche negli scambi corti al servizio per Rublev in tre di quelle partite (manca la sconfitta dello scorso autunno a Vienna).

Torneo             Risultato   %Corti   %V Corti  
2023 Miami         S           62.5%    77.1%  
2022 Monte Carlo   S           41.0%    58.5%  
2021 Barcelona     S           43.8%    85.7%

Non è un sforzo insormontabile per Rublev: spesso vince partite con il 77% degli scambi corti vinti al servizio e ci riesce quasi sempre con l’86%. Vorrebbe che più del 44% dei punti al servizio si chiudessero velocemente, ma sulla terra è un compito più arduo. Contro Sinner, i primi tre colpi sono ancora più importanti, perché possiede uno stile di gioco simile e una volta che lo scambio raggiunge il quarto colpo, ha una migliore capacità di esecuzione. A Miami Sinner ha vinto due terzi degli scambi al servizio di Rublev “lunghi”. A Monte Carlo, ne ha vinti il 54%, simile a quanto fatto da de Minar. A Barcellona, Sinner ha vinto un incredibile 70% dei punti alla risposta dopo aver messo il quarto colpo in campo, cosa più frequente che meno.

Le seconde di Rublev ci fanno capire meglio, come è stato per la partita contro de Minaur. Tipicamente, sono i punti che Rublev non può terminare in fretta, quelli nei quali dovrebbe pensare in termini di costruzione dello scambio e non di sparare il colpo e via. Nelle quattro partite completate contro Sinner, ha vinto solo il 37.5% dei punti sulla seconda, che non è chiaramente sufficiente. Per battere un avversario di vertice, a Rublev serve trovare il giusto peso tra aggressione a tutto braccio e tattica. Contro de Minaur si è comportato bene, staccandosi nel finale contro un giocatore che non molla mai. Per trovare la prima semifinale Slam sconfiggendo un ventiduenne che sembra diventare più forte di settimana in settimana, dovrà giocare ancora meglio (Sinner ha però poi vinto con il punteggio di 6-4 7-6 6-3, n.d.t.). ◼︎

Andrey Rublev, Grand Slam Quarter-finalist

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