Elena Rybakina e l’importanza della media

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Pubblicato il 12 febbraio 2024 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Mai sottostimare la media. Arrivare al vertice del circuito professionistico di tennis è straordinariamente complicato, dimostrare che uno specifico talento è sulla media di quello delle colleghe è ancora più difficile. La maggior parte delle giocatrici è, in alcune categorie, superiore alla media, mentre è inferiore in altre. Chiunque sia in grado di fare meglio della media in ogni comparto ha virtualmente garanzia dello status di super stella. Essere nella media è l’arma segreta di Elena Rybakina. Magari non pensavate gliene servisse una, visto che possiede già un’arma molto efficace ed evidentemente non così segreta: una prima di servizio bomba impossibile da anticipare. Nell’ultimo anno, più del 43% delle sue prime di servizio non ha avuto risposta valida. Nessuna sul circuito si avvicina a più di tre punti percentuali da quel valore, e solo in cinque superano il 35%. Quando è in giornata, può bastare il servizio a mettere una partita in cassaforte. A Pechino 2023 ha costretto Aryna Sabalenka al 65% di prime senza risposta. La maggior parte delle giocatrici a malapena riesce a vincere quei punti con la prima, tantomeno chiuderli con un solo colpo. Sul servizio ci torniamo, perché è talmente rilevante che sarebbe strano analizzare il gioco di Rybakina senza approfondirlo. Ciò che però la rende favorita in ogni torneo (non da ultimo quello appena vinto ad Abu Dhabi) è la solidità anche sugli altri fondamentali. Tra le giocatrici che vincono il punto con più del 35% delle prime, troviamo un lungo elenco di debolezze: Qinwen Zheng non serve abbastanza prime valide, Donna Vekic e Caroline Garcia faticano a fare break. Anche Liudmila Samsonova non fa abbastanza break, ed è prona a dolorosi passaggi a vuoto che rischiano di costarle la partita. La presenza di giocatrici con profili monodimensionali non è priva di senso, perché in poche mostrano la combinazione di talento naturale e disciplina necessaria a sviluppare un servizio imprendibile. La bravura nel tennis è correlata, ma non perfettamente. Una giocatrice che serve come Vekic spesso acquisisce, a un buon livello, colpi a rimbalzo e colpi marginali. Chi però ha un talento preponderante è meno probabile che sia poi inattaccabile su tutto il resto. Se una giocatrice è tra le prime 10 in una determinata categoria, perché dovremmo aspettarci che sia tra le prime 100 secondo un altro parametro? Rybakina è arrivata in alto accostando a un servizio di caratura internazionale delle abilità che non hanno difetti (certo, le si posso fare le pulci sugli spostamenti o sulla tecnica, ma non sono da ostacolo per vincere un sufficiente numero di punti). Dopo aver visto la devastazione con il servizio, ci renderemo conto invece di quanto sia nella media su tutto il resto, e perché grazie a questo vince così tante partite.

Prima di tutto la prima di servizio

Abbiamo già visto il numero da copertina: da dodici mesi a questa parte, il 43.4% delle prime di Rybakina non ha avuto risposta valida. Si tratta di un punto percentuale in più della frequenza di Serena Williams in carriera. Che però, per Williams, è un numero legato alle partite del Match Charting Project, un campione non casuale più rappresentativo di partite di alto calibro contro avversarie forti. Non sono ancora pronto ad affermare che il servizio di Rybakina sia meglio di quello di Williams, ma nemmeno a negarlo, perché siamo all’interno di quel tipo di margine di errore. Con una matematica spicciola, possiamo vedere che beneficio una giocatrice tragga dall’avere la migliore prima di servizio in circolazione. Rybakina serve circa il 60% di prime, meno della media, ma con un costo-opportunità per lei adeguati (e in miglioramento, come vedremo). Di fronte a una risposta, vince circa la metà dei punti, grossomodo in linea con le altre giocatrici. Complessivamente, il 43% dei punti al servizio è vinto sulla prima. Se si aggiunge circa la metà dei punti vinti con la seconda — sono il 48%, poco meglio della media — otteniamo la frequenza di vittoria del 62.5% di punti al servizio, valida per il quarto posto nel circuito. Ecco un’altra prospettiva: mettendo insieme un dato di valore assoluto (prime di servizio senza risposta) con uno sotto la media (prime in campo), un numero medio (frequenza di punti vinti di fronte a una risposta) e uno appena sopra la media (punti vinti con la seconda), emerge una frequenza di successo inferiore solo a quella di Iga Swiatek, Sabalenka, e Garcia. Se mai aveste messo in dubbio l’importanza di una prima intoccabile, si tratta dell’impatto positivo di un numero molto buono. Oltre a una velocità accecante, la chiave di una prima così incisiva per Rybakina è la difficoltà di lettura. E deve essere davanti a tutte per quanto poco si muove chi è alla risposta a ogni ace, una statistica che ho immaginato guardando la semifinale di Abu Dhabi 2024 contro Samsonova, la quale sembrava incollata al terreno con una saetta dopo l’altra che le passava accanto. Dopo l’ennesimo ace a uscire, Samsonova aveva anche applaudito con la racchetta, un apprezzamento insolito per una situazione quel giorno ripetitiva. Alla capacità di nascondere il servizio con un lancio di palla e un movimento di braccio praticamente sempre identici, Rybakina unisce efficacia in ogni direzione. Non c’è modo per l’avversaria di anticipare nella speranza di trarre vantaggio su quel lato del rettangolo di servizio. La tabella riepiloga la frequenza di prime senza risposta e di punti totali vinti per ciascun angolo di battuta.

Direzione          % No risp   % PV
Parità-Esterno     36%         69%  
Parità-Centro      45%         75%  
Vantaggi-Centro    37%         70%  
Vantaggi-Esterno   42%         74%

In media, una giocatrice termina il punto con la prima tra il 20 e il 25% delle volte, vincendo il 60% dei punti. Non importa la direzione del servizio, i numeri di Rybakina sono stratosferici al confronto. Se esiste una strategia alla risposta da sfruttare in qualche modo, è quella di spostarsi un po’ sul dritto, perché con un servizio che arriva sul rovescio non c’è proprio nulla da fare. Ma la cosa che più spaventa è che, ad ancora 24 anni, il servizio di Rybakina ha margini di miglioramento. Il 43.4% di prime senza risposta nelle ultime 52 settimane è superiore alla media in carriera del 38.2%. Contro Samsonova, ha raggiunto il 41%, meglio che in tutte le altre quattro precedenti volte. E può anche diventare più scaltra. Tra i pericoli di uno stile di gioco costruito intorno a un colpo superlativo è la possibilità, da parte di alcune giocatrici, di neutralizzarlo. L’avversaria di Rybakina nella finale di Abu Dhabi, Daria Kasatkina, rientra proprio in quella categoria di giocatrici molto abili in difesa e con facilità di spostamento fuori dal comunque. Quando a Montreal la scorsa estate si sono ritrovate in una maratona di tre ore e mezza, Kasaktina è riuscita a rispondere a tre quarti delle prime, risultato che in poche riescono a ottenere e una delle ragioni principali della durata di quella partita. Rybakina ha comunque vinto, ma ha perso il servizio ben dieci volte. Kasatkina si è rivelata ostica anche ad Abu Dhabi, rimandando quasi lo stesso numero di palle in campo. Rybakina però ha osato di meno con la prima, forse per adattarsi al vento tanto quanto all’avversaria. Quale il motivo, ha servito il 75% di prime, e mai era andata sopra al 61% contro Kasatkina. Si è trattato di un esempio esagerato di una tendenza di lungo periodo. Rybakina sta servendo più prime di sempre, senza sacrificare gli ace e solo una piccola parte di punti vinti sulla prima. Come mostra la tabella, i numeri complessivi parlano da soli.

Anno       % 1ma in   % PV 1ma   % ace   % PVS  
2024       66.8%      70.9%      10.3%   64.8%  
2023       56.8%      73.6%      10.5%   62.8%  
Carriera   57.8%      71.1%      8.4%    62.0%

Non è un confronto perfetto, perché a oggi il calendario 2024 si è svolto sul sintetico, quindi è probabile che le statistiche di Rybakina nel resto della stagione scenderanno. Un aumento di dieci punti percentuali nelle prime in campo? Nessuno ci riesce. In finale Kasatkina ha vinto solo cinque game, e non sarà l’ultima avversaria a scoprire di aver perso una possibile posizione di vantaggio nei confronti di Rybakina.

Il peso della media

Come Ivo Karlovic può testimoniare, il miglior servizio del mondo ha comunque i suoi limiti. Alcune prime saranno fuori di metri, altre avranno risposta, e poi c’è da affrontare tutti i game alla risposta. Raramente nel tennis femminile emergono giocatrici con un carattere dominante unilaterale come il servizio di Karlovic, ma Vekic e Garcia sono una conferma della tesi per cui il solo servizio può non consentire di inanellare una striscia di vittorie. La tabella mostra il rendimento, in media, del resto del gioco di Rybakina nelle ultime 52 settimane contro una giocatrice tra le prime 50.

Stat        Prime 50   Rybakina
% Pv 2nda   46.7%      48.4%  
% DF        5.2%       3.9%  
% PVR       44.4%      44.2%  
% Break     35.5%      36.9%  
% PB conv   46.6%      43.5%

È un po’ meglio della media con la seconda di servizio, come ci si aspetta da una giocatrice con una prima così impositiva, aiutata anche da qualche doppio fallo in meno della media. Alla risposta, ci sono due storie da raccontare. Considerando la totalità dei punti, Rybakina è praticamente nella media, in linea con giocatrici come Barbora Krejcikova e Marta Kostyuk. Rimane indietro in una sola categoria rispetto al gruppo, cioè la trasformazione delle palle break e, per estensione, i break realizzati. In generale, è possibile che la discrepanza tra i risultati di Rybakina sulle palle break e sui punti alla risposta sia solo temporanea. La maggior parte delle giocatrici vince più palle break del tipico punto alla risposta, perché contro avversarie più deboli alla risposta è più probabile che aumentino le occasioni per fare il break. Così però non è stato per Rybakina nelle ultime 52 settimane, come non lo è stato nel 2022, quando ha vinto il 41.9% dei punti alla risposta ma convertito solo il 40.5% delle opportunità di break.

I dati del Match Charting Project indicano un’efficienza alla risposta superiore sul lato delle parità, rispetto a quello dei vantaggi, anche se non è sostanziale. Visto però che la maggior parte delle palle break è sul lato dei vantaggi, può essere una spiegazione, parziale, della differenza nei risultati. Suggeriscono inoltre che Rybakina è un pò più conservativa sulle palle break, con una frequenza più bassa del solito di vincenti ed errori forzati, anche se non inferiore a quella della giocatrice tipica. Può essere che continui ad avere un basso rendimento sulle opportunità per fare il break, ma è allo stesso tempo inusuale che una giocatrice mantenga un divario così ampio. In ogni caso, è una componente che, nel 2024, ha saputo tenere sotto controllo. A oggi, in 13 partite ha vinto complessivamente il 46.9% dei punti alla risposta e il 47.3% delle palle break. Sarebbe troppo rischioso trarre grandi conclusioni da un campione così ridotto, specialmente se concentrato sulla superficie preferita, c’è però la possibilità che l’unico punto debole del suo gioco sia già tornato in linea con il rendimento complessivo alla risposta che la pone tra le prime 50.

L’importanza di tutti questi valori medi può essere riassunta così: quello che Rybakina si prende sulla prima di servizio non lo cede poi nel resto del gioco. Abbiamo visto come una frequenza eccezionale di prime senza risposta — unita a un contributo medio dalla seconda e dai colpi a rimbalzo — equivalgano a risultati al servizio di assoluto vertice. Una prestazione alla risposta nella media del circuito vuole dire circa quattro break a partita. Rybakina è più vicina a 3.5 ma, a prescindere, è più che sufficiente se poi i risultati al servizio sono di quella solidità. Mi viene da pensare alle “altre” capacità di Rybakina come elementi di aiuto al campione protagonista in uno sport di squadra, nel suo caso una prima di servizio che è come un alzatore olimpico nella pallavolo: il resto del gioco sono i compagni in prima e seconda linea. In sport più ricchi, come il calcio, un giocatore medio della massima divisione ha uno stipendio che può tranquillamente superare i sei zeri. La risposta per Rybakina non ha un equivalente valore, ma è altrettanto critica. Anche un maxi calciatore può finire in una squadra che non vince, come ad esempio Garcia può uscire dalle prime 50 nonostante il servizio. Rybakina non corre quel rischio.

Un ultimo attributo che colpisce di questo insieme di talenti da media del circuito è la capacità di cancellare avversarie con caratteristiche più disparate. La conclusione del torneo di Abu Dhabi è una perfetta rappresentazione del concetto, avendo sconfitto Samsonova e Kasatkina, due giocatrici ben diverse tra loro ma che le hanno dato filo da torcere in passato. Pur essendo più aggressiva della giocatrice media, Rybakina è considerevolmente più cauta di Samsonova, con un Indice di Offensività come quello di Swiatek. Però è riuscita ad avvantaggiarsi dei passaggi a vuoto di Samsonova senza perdere il proprio ritmo o accumulare troppi errori non forzati. Contro Kastkina poi, ha collezionato la statistica “media” più inattesa. In una sfida tra potenza e difesa, la difesa dovrebbe avere il sopravvento con il prolungarsi dello scambio. In finale, ci sono stati 15 punti di almeno dieci colpi, e Rybakina ne ha vinti 8. In carriera, ha vinto il 52% di quei punti, probabilmente sfiancando le avversarie con colpi da obice dritti al centro che con una qualsiasi forma di costruzione articolata del punto, colpi comunque efficaci a prescindere dalla modalità. Rybakina non ti batte sul tuo gioco, ma lo gioca dannatamente bene. Se si aggiunge la migliore prima del circuito femminile, avere il resto nella media è quasi garanzia di vittoria sicura. Ad Abu Dhabi ha vinto il settimo titolo, certamente sulla via per accumularne molti altri. ◼︎

Elena Rybakina and the Value of Average

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