Naomi Osaka e la garanzia del primo set

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 23 gennaio 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Battendo la testa di serie numero 6 Elina Svitolina con un comodo 6-4 6-1, Naomi Osaka si è qualificata per le semifinali degli Australian Open 2019, dove giocherà contro Karolina Pliskova. Ha anche la possibilità di diventare numero 1 del mondo a torneo concluso. (Osaka ha sconfitto poi Pliskova per 6-2 4-6 6-4, n.d.t.).

Un club esclusivo

Ci si aspetta ormai questo tipo di impeto nel chiudere le partite dalla ventunenne Osaka. I commentatori di Eurosport hanno condiviso una statistica incredibile: le ultime 59 volte in cui Osaka ha vinto il primo set, ha poi vinto anche la partita (è stato detto 57, diventato 58 a fine partita, ma sono convinto che sia rimasta fuori una vittoria per ritiro contro Heather Watson nel 2017 in cui si è completato il primo set). L’ultima volta in cui a primo set acquisito Osaka ha poi perso è stata nella partita conclusiva della stagione 2016, a Tianjin contro Svetlana Kuznetsova.

Naturalmente, vincere il primo set è una spinta importante per chiunque. In una partita di totale equilibrio e in assenza di situazioni da vantaggio psicologico, la vincitrice del primo set ha il 75% di probabilità di esito a lei favorevole.

Nel mondo reale, la giocatrice che vince il primo set è solitamente anche la più forte, quindi la sua probabilità nel secondo e terzo set è ancora più alta. Nella stagione 2018 del circuito femminile, la giocatrice che si è portata avanti di un set ha vinto poi la partita nell’81.5% delle volte.

Anche nel caso di probabilità teoriche ancora più alte per Osaka dopo aver vinto il primo set, 59 partite di fila è un’impresa di tutto rispetto. Solo 15 giocatrici hanno una striscia attiva di almeno 10 vittorie dopo aver vinto il primo set, e ancora più esclusivo è il club di quattro con una striscia di almeno 20.

Tra queste ci sono Aryna Sabalenka con 25 vittorie dopo la conquista del primo set, Qiang Wang con 27 e Serena Williams, appena dietro con 51 e pronta a rimpiazzarla non appena Osaka ha un passo falso. La striscia di Williams copre un periodo di tempo ancora più lungo, fino ad Aprile 2016 a Miami (quando ha perso da chi? Kuznetsova!).

La presenza di Williams al vertice non sorprende. In diversi anni d’indagine su vari record e strisce relative al tennis, ho scoperto alcune regole generali.

I tre postulati della regola dei record

In primo luogo, se si pensa di aver trovato un’impresa recente degna di nota, Williams ha fatto sicuramente meglio. In secondo luogo, se significa demolire le giocatrici ordinarie del circuito, Steffi Graf è stata ancora più incisiva di Williams. Da ultimo, per quanto incredibili i risultati di Williams e Graf, il record di tutti i tempi appartiene a Chris Evert o Martina Navratilova.

Le vittorie dopo aver vinto il primo set non fanno eccezione. Oltre all’attuale striscia di 51 vittorie, Williams ne ha ottenute 61 di fila nel 2002-2003. Sono due partite e tre posizioni sopra Osaka, ma valgono solamente il 37esimo posto nella classifica di sempre.

Graf ha ottenuto una striscia lunga più del doppio, con 126 partite di fila dal 1989 al 1991. Impressionante, vero? La terza regola però ha una vendetta in serbo.

Tra il 1978 e il 1981, Evert ha vinto 220 partite di fila dopo aver vinto il primo set, guadagnando il primo posto assoluto. Navratilova si consola con il secondo e il terzo posto. Lei e Graf sono le uniche giocatrici con più di una striscia a tre numeri.

La tabella riepiloga le strisce più lunghe di giocatrici tra le prime 40. Molte di queste hanno realizzato più strisce di almeno 60 vittorie, e ho qui riportato solo le più lunghe.

Class   Giocatrice        P    Periodo  Note   
1 Evert 220 1978-81 altre 3
2 Navratilova 172 1982-84 altre 5
4 Graf 126 1989-91 altre 3
6 Seles 112 1991-93 un'altra
7 Shriver 105 1986-88
8 M.J. Fernandez 105 1989-91
9 Zvonareva 103 2006-08
12 Hingis 86 1996-97
14 Sanchez Vicario 85 1992-93
16 Azarenka 79 2011-13
17 Sharapova 77 2010-12 un'altra
19 Court 74 1969-77
21 V. Williams 73 1999-01
22 Barker 70 1973-78
23 Cawley 69 1978-80 un'altra
24 Davenport 67 1999-00 un'altra
25 Austin 67 1979-80
26 Wade 66 1975-78
28 Sabatini 65 1990-91
30 Jaeger 64 1981-82
33 Kohde Kilsch 63 1986-87
34 Reid 62 1969-77
37 S. Williams 61 2002-03
39 Chakvetadze 60 2006-07
40 Osaka 60 2017-19 attiva

Purtroppo, sono numeri da prendere con cautela, perché lo storico del mio database per la WTA non è perfetto. So ad esempio che mancano partite di Evert e Navratilova, oltre a una manciata di risultati successivi. In record come questi, anche una sola partita in meno potrebbe voler dire che Evert aveva due strisce da 110 l’una, o qualsiasi altro numero o combinazione tali da rendere l’elenco sbagliato. Vi chiedo quindi di considerarli non ufficiali. Magari la WTA farà ricorso al suo database – presumibilmente più completo – per produrre una lista più precisa.

Osaka, la campionessa in carica degli US Open, è in buona compagnia, che diventa ancora più valida se si restringe il campo alle giocatrici del 21esimo secolo. Solo cinque delle quelle che la precedono sono ancora in attività, e quattro hanno vinto più di uno Slam, possibilità che Osaka avrà in finale contro Petra Kvitova.

La sua striscia ha ora raggiunto quota 60.

The Naomi Osaka First-Set Guarantee