Stili di gioco e risultati a sorpresa

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 14 gennaio 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Durante un podcast con Carl Bialik, ho confessato una teoria che mi ronza in testa da tempo, e cioè che le vittorie a sorpresa sono più probabili in presenza di stili contrastanti di gioco. La logica è piuttosto semplice. Se ci sono due ribattitori, è probabile che il più forte vinca. Se ci sono invece due cannonieri del servizio, il migliore dei due non dovrebbe avere problemi. Ma se un cannoniere affronta un ribattitore beh…può succedere di tutto.

Abbiamo visto Rafael Nadal fare fatica contro giocatori come John Isner e Dustin Brown, così come un grande servizio essere neutralizzato dal suo opposto, ad esempio le sei sconfitte di Marin Cilic contro Gilles Simon a fronte di una sola vittoria. Ci sono comunque vittorie a sorpresa anche nello scontro di stili di gioco simili ma, come per tutte le ipotesi non sottoposte a prova empirica, anche questa ha il suo fascino e non è da scartare in partenza.

Serve una verifica approfondita

Al primo turno degli Australian Open 2019 Reilly Opelka ha battuto Isner. Difficile trovare due stili più affini e, da veterano, Isner aveva tutti i favori del pronostico nel perfetto caso di quel tipo di partita che mi aspetto già delineata, tranne che poi finisce per vincere lo sfavorito. Hanno giocato quattro tiebreak e ci sono stati solo due break, ma Opelka non ha nemmeno dovuto attivare la nuova regola del super-tiebreak al quinto set. Pur trattandosi di una sola partita, il suggerimento implicito che ne deriva è di fare una verifica più approfondita della mia idea.

Dopo un paio di ore di analisi, la teoria può vantare ora una prova ufficiale, e ho scoperto che non è esente da difetti. Fortunatamente, non si tratta solo di un altra battuta d’arresto. Lo stile di gioco è effettivamente correlato alla probabilità di un risultato a sorpresa, semplicemente non nel modo che mi ero immaginato.

Una misura della pronosticabilità

Voglio spiegare in dettaglio il test e poi illustrare gli esiti. Ho utilizzato i dati del Match Charting Project per calcolare l’Indice di Offensività di ciascun giocatore con almeno dieci partite nel database dal 2010. In sintesi, l’Indice di Offensività è la percentuale di colpi che terminano il punto (tramite un vincente, un errore non forzato o un errore forzato commesso dall’avversario) e si comporta da approssimazione dello stile di gioco. Otteniamo così 106 giocatori, da conservatori tipo Simon e Yoshihito Nishioka con Indice di Offensività del 13% a i battitori liberi come Brown e Ivo Karlovic, con indici intorno al 30%. Li ho poi suddivisi in quartili (per numero di partite, non numero di giocatori, con ogni quartile che contiene tra i 21 e 31 giocatori), in modo da vedere come in generale uno stile di gioco si comporta con un altro.

La divisione in quartili

Questi sono i gruppi:

(l’Indice di Offensività mette insieme due aspetti: grande servizio/grande potenza di colpi e aggressività tattica. Isner non è sempre iper aggressivo, ma per via della sua altezza e del talento al servizio, è in grado di terminare i punti così frequentemente che, statisticamente, sembra essere estremamente aggressivo. Quindi, parlerò allo stesso modo di “cannonieri” e “giocatori offensivi”, anche se in realtà ci sono molte differenze tra i due gruppi).

Un campione di 11 mila partite

Concentrandomi su questi 106 giocatori, ho trovato poco più di 11 mila partite da esaminare e le ho divise in insiemi sulla base del quartile di appartenenza dei due giocatori. Ciascuno dei dieci possibili sottoinsiemi di partite, come Q1 contro Q2 o Q4 contro Q4, contiene almeno 400 elementi.

Per ogni partita, ho stabilito la probabilità di vittoria del favorito con le valutazioni Elo corrette per superficie, in modo da ottenere pronostici pre-partita che, seppur non accurati quanto quelli degli allibratori, sono altrettanto affidabili. Questi pronostici permettono di stabilire se determinati gruppi sono più pronosticabili di altri. Se su 100 partite in cui il favorito ha una probabilità di vittoria del 60%, il favorito ne vince 70, diremo che il risultato è più pronosticabile delle attese. Se ne vince solo 50, il risultato è stato meno prevedibile.

Addio mia bella teoria

Per le partite in ciascuno dei dieci sottoinsiemi quartile contro quartile, ho calcolato la probabilità media di vittoria del favorito (“Probabilità Favorito”, confrontandola con la frequenza con cui il favorito ha effettivamente vinto (“% Vittoria Favorito”). La tabella mostra i risultati insieme al rapporto tra quei due numeri (“Indice”). Un indice di 1.0 significa che le partite del sottoinsieme sono pronosticabili esattamente quanto ci si attende che lo siano. Un indice più alto significa che il favorito è stato ancora più forte del pronostico, mentre un indice inferiore manifesta più vittorie a sorpresa delle attese.

Partite
Quartili
Numero
Partite
Probabilità
Favorito
% Vittoria
Favorito
Indice
Q1 vs Q141271.1%75.2%1.06
Q1 vs Q2107269.5%70.6%1.02
Q1 vs Q3138269.7%68.6%0.98
Q1 vs Q4118769.7%70.0%1.00
Q2 vs Q261270.2%69.9%1.00
Q2 vs Q3161668.8%67.8%0.99
Q2 vs Q4143468.8%67.4%0.98
Q3 vs Q388666.7%60.3%0.90
Q3 vs Q4168567.3%66.8%0.99
Q4 vs Q479167.1%61.2%0.91

Emerge un risultato impressionante: il valore più alto, che identifica il gruppo di partite più pronosticabili, arriva dalla coppia di giocatori più conservativi. Viceversa, il valore più basso, che identifica il gruppo di partite con più vittorie a sorpresa, arriva dalla coppia di giocatori più offensivi.

Prima di analizzare le correlazioni, facciamo un’altra verifica. I migliori non sono equamente distribuiti tra quartili, visto che nel Q1 ci sono due dei Fantastici Quattro. Per i più forti e per le partite più sbilanciate è più complicato calcolare con precisione pronostici basati sulle valutazioni Elo, che sono la colonna portante di questo procedimento.

Restringiamo il perimetro

Per questo motivo occorre prestare attenzione quando i giocatori di vertice potrebbero influenzare il risultato finale dell’analisi. Proviamo quindi a vedere gli stessi numeri relativi però solo a quelle partite in cui il favorito ha una probabilità di vittoria che va dal 50 al 70%, escludendo così molti degli scontri tra i giocatori di vertice e tutte le loro partite con pronostico a senso unico.

Partite
Quartili
Numero
Partite
Probabilità
Favorito
% Vittoria
Favorito
Indice
Q1 vs Q119659.5%62.8%1.05
Q1 vs Q260459.8%60.6%1.01
Q1 vs Q373159.7%58.1%0.97
Q1 vs Q466359.9%60.6%1.01
Q2 vs Q232259.0%54.7%0.93
Q2 vs Q393159.8%59.8%1.00
Q2 vs Q482259.7%57.2%0.96
Q3 vs Q354459.5%55.0%0.92
Q3 vs Q4102459.5%58.2%0.98
Q4 vs Q449359.3%55.0%0.93

Si elimina circa il 40% del campione, ma le dinamiche di pronosticabilità rimango in generale le stesse. Sia nel campione complessivo che in quello ridotto del 50-70% di probabilità per il favorito, la correlazione più solida che ho trovato è stato l’Indice di pronosticabilità e il quartile dei giocatori meno offensivi. In altre parole, è probabile che un ribattitore abbia risultati più prevedibili di un giocatore più aggressivo, a prescindere che l’avversario sia un cannoniere del servizio, un altro ribattitore o un giocatore che si pone a metà tra queste due tipologie.

Torniamo ai fondamentali

La mia teoria iniziale è chiaramente sbagliata. Mi aspettavo di trovare che le partite Q1 contro Q1 fossero più pronosticabili della media, e ho avuto ragione. Secondo questa logica, mi aspettavo che anche le partite Q4 contro Q4 andassero in quella direzione mentre accoppiamenti come Q1 contro Q4 fossero più soggetti a risultati a sorpresa. Sarebbe stato meglio che il gatto del mio avesse fatto pronostici per mio conto.

Si trova invece che partite con giocatori più aggressivi portano più probabilmente a esiti contro pronostico. Non è la scoperta del secolo, ed è una conclusione che avrei dovuto intuire. I grandi servitori tengono il servizio più facilmente e fanno break meno frequentemente, così che le loro partite finiscono con punteggi più ravvicinati, lasciando spazio a un ruolo maggiore da parte della fortuna specialmente quando set e partite sono decise da tiebreak.

Starete a questo punto pensando che ho buttato via il mio pomeriggio e la vostra attenzione per giungere a un esito scontato e poco degno di nota. Sono d’accordo, non è particolarmente eccitante proclamare che la fortuna ha un ruolo più incisivo con i cannonieri del servizio. C’è comunque una scoperta utile, e anche sorprendente, nascosta tra le righe.

Potenziale esponenziale di vittoria a sorpresa

Sappiamo che i giocatori in assoluto mono-dimensionali subiscono più di altri gli alti e bassi della fortuna, per via dei margini risicati del tiebreak. Per un giocatore che raramente strappa il servizio all’avversario, nessuna partita ha garanzia di vittoria. Per un giocatore che raramente subisce un break, nessun avversario è impossibile da battere. Però, mi sarei aspettato che la non pronosticabilità dei cannonieri fosse già incorporata nei pronostici delle partite, tramite la loro valutazione Elo. Se un giocatore ha risultati insolitamente casuali, ci attendiamo che la sua valutazione si muova verso la media del circuito. Questo è uno dei motivi per cui è molto difficile per i giocatori con una risposta debole arrivare in cima alla classifica.

Le cose però non sono come sembrano. Per i cannonieri del servizio, le valutazioni Elo, guidate dalla casualità, ottengono risultati quasi perfetti nella previsione delle partite contro i ribattitori, e hanno un leggero eccesso di confidenza contro avversari con uno stile di gioco più a metà strada nei quartili Q2 e Q3. Quando si affrontano tra di loro invece, i risultati a sorpresa sono all’ordine del giorno. Quella frazione di risultati così volatili, le partite piene di tiebreak in presenza di due cannonieri, rappresenta solo una parte della valutazione di questo tipo di giocatori.

Siamo abituati a vedere esiti imprevedibili legati ai giocatori più aggressivi, per via del grande servizio, del rendimento erratico alla risposta e degli scambi corti. L’analisi di oggi aumenta la conoscenza sulla frequenza con cui questo accade o non accade. Contro i ribattitori, la situazione non è poi così difficile da pronosticare. Quando però si ritrovano due cannonieri del servizio, ci aspettiamo l’inatteso, e il risultato diventa ancora più imprevedibile.

What I Should’ve Known About Playing Styles and Upsets