Il sospetto che Venus e Serena debbano giocare contro troppo spesso è fondato?

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 12 agosto 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

Nel torneo di Lexington di questi giorni, la testa di serie numero 1 Serena Williams affronterà al secondo turno la sorella, Venus Williams (Serena ha vinto con il punteggio di 3-6 6-3 6-4, n.d.t.). Sono due delle giocatrici più forti di ogni epoca e si sono ritrovate contro in ben nove finali Slam. Suscita inevitabilmente scalpore quindi vederle dalla stessa parte del tabellone a giocare in un martedì qualsiasi.

Sembra però che ultimamente le loro strade si incontrino sempre molto prima delle fasi finali di un torneo. Le tre partite dalla finale degli Australian Open 2017 a oggi sono state nei trentaduesimi, tra cui quella agli Internazionali d’Italia nel 2019 che non si è giocata per il ritiro di Serena. Non più una forza dominante, Venus è spesso anche fuori dalle teste di serie, quindi, almeno sulla carta, può capitare in qualsiasi torneo che le sorelle siano vicine di tabellone.

È normale che succeda così spesso?

L’irruzione di Serena e Venus sulla scena mondiale del tennis non è stata accolta con favore universale, per usare un eufemismo. Se si ha un debole per le teorie complottistiche, ogni sorteggio di tabellone rappresenta un’opportunità per mettere in atto scorrettezze più o meno velate. È possibile che all’inizio dell’era Williams, organizzatori razzisti o in altro modo fuorviati volessero evitare una finale tutta in famiglia. O, in periodo più recente, i grandi capi di un torneo, consapevoli che Venus difficilmente arriverà in finale, manipolano il tabellone in modo da rendere più probabile una partita tra sorelle che faccia notizia. 

Sono sicuro che la maggior parte dei sorteggi è condotta nella massima trasparenza, ma è anche un processo sufficientemente opaco da esporsi a facili sospetti. Altrettanto facile è cadere in generalizzazioni errate che si basano su dati insufficienti. Vediamo cosa ci dicono i numeri.

150 tornei!

Quello di Lexington è il 150esimo torneo con la partecipazione sia di Serena che di Venus [1]. Si tratta della partita numero 31, oltre a un ritiro per parte. In 13 tornei su 150, le sorelle erano le prime due teste di serie o la numero 3 e la numero 4. Questo esclude qualsiasi trucco nel tabellone, perché un’eventuale partita tra loro poteva accadere solo in finale. E così è stato 4 volte su quei 13 tornei. 

Qual è la probabilità? Ho analizzato i rimanenti 137 tornei per vedere il turno in cui hanno effettivamente giocato contro o avrebbero potuto farlo. Ai fini dell’analisi di un tabellone, fondamentalmente non c’è differenza. Ad esempio, Serena e Venus sono finite nella stessa metà del tabellone 73 volte su 137, un po’ più delle 68 o 69 volte che ci saremmo aspettati. 

Viste le rispettive teste di serie, avevano la possibilità di finire nello stesso quarto 116 volte, e così è successo per 28 volte, solo una in meno delle 29 volte previste da una frequenza esatta di una volta su quattro. Più piccola la sezione di tabellone, minore il numero di tornei in cui la testa di serie di Serena e Venus poteva farle incontrare.

Ho conteggiato il numero di tornei con una possibile partita in uno specifico turno o prima di quel turno, e poi il numero di tornei in cui il tabellone ha effettivamente portato a quella partita, a prescindere dalla presenza di una o entrambe le sorelle in quel turno. La tabella riepiloga i risultati, insieme alla probabilità associata alle partite concretamente giocate. 

Sezione         Possibile  Effettivo  Probabilità 
Stessa metà     137        73         25%  
Quarti          116        28         62%  
Ottavi          85         17         3%  
Sedicesimi      64         5          37%  
Trentaduesimi   42         1          74%

C’è il 25% di probabilità che Serena e Venus sarebbero state nella stessa metà di tabellone rispetto a tutte le volte in carriera in cui sono state nella stessa metà. C’è un po’ di sfortuna, ma niente di trascendentale. Identico ragionamento per lo stesso quarto, così come per partite nelle fasi di avvio del torneo che le avrebbe fatte scontrare nei trentaduesimi o nei sessantaquattresimi di finale.   

Dubbi sugli ottavi?

Rimane un solo numero di cui parlare, uno che fa alzare il sopracciglio. Su 85 occasioni, almeno una delle due era fuori dalle prime otto teste di serie, così da rendere possibile una partita nei sedicesimi o anche prima. In una simulazione di tabelloni casuali, ci aspetteremmo 10 o 11 sezioni in cui si sarebbero potute scontrare così presto nel torneo. Invece, è successo ben 17 volte!

Una probabilità del 3% di tante partite “anticipate” non è così malvagia come sembra. Ho cercato di illustrarvi il procedimento nel modo in cui l’ho concepito. Mi sono chiesto se Serena e Venus si fossero incontrate più spesso di quanto affidato alla casualità, ma non avevo un turno specifico in mente. Come abbiamo visto, sono arrivato a un po’ di numeri, e uno su cinque desta sospetti. Si potrebbe concepire una teoria a spiegazione del fatto che per loro i sedicesimi sono diversi dagli altri turni (come la mia sulla partita infrasettimanale che cattura l’attenzione dei media). Di fronte a così tanti numeri però, era molto più probabile che arrivassimo a una percentuale estrema semplicemente per caso.

Una pallottola spuntata

Abbiamo fatto vedere che esiste la possibilità di tabelloni non del tutto casuali, ma a fatica riusciamo a dimostrarlo. Un problema, che si sarebbe potuto ipotizzare già da subito, è legato al fatto che alcuni tabelloni non sono sicuramente manipolati, probabilmente la maggior parte. Anche se lo fossero, non ci sarebbe ragione per gli organizzatori di alterare la posizione di Serena o Venus. E se proprio lo facessero, preferirebbero una finale interamente Williams, modificando quindi il loro piazzamento in senso opposto a quello che stiamo cercando di far emergere.  

Se siete alla ricerca della teoria complottistica, ho per voi un piccolo campione. Dall’inizio del 2018, Venus e Serena hanno giocato nello stesso torneo 15 volte, e la testa di serie (o sua la mancanza) ha fatto sì che capitassero nello stesso ottavo 14 volte. Di queste 14, cinque volte erano posizionate in modo da potersi incontrare nei sedicesimi o prima ancora. Esiste solo il 2% di probabilità che questo accada…senza nemmeno considerare che sto analizzando qualsiasi sottoinsieme di partite per trovare una qualche tendenza (probabilmente fittizia). Se non altro, il dato di 5 volte su 14 spiega perché sembra che Serena e Venus continuino a finire nella stessa sezione del tabellone, almeno ultimamente. È perché così succede! 

Per arrivare a una conclusione generale, si è trattato di molto rumore per nulla (non so neanche se queste teorie esistono, forse ne ho inventata una per poi passare un intero pomeriggio a smontarla). È possibile che ci siano alcuni organizzatori impegnati a manipolare i sorteggi…servirebbe un’attività investigativa di tutt’altro tipo per darne credito a questa ipotesi. 

Nel peggiore degli scenari, avremo altre partite tra Serena e Venus. Non un buon affare per la più grande delle due sorelle, certamente un trattamento di lusso per gli appassionati di tennis.

Note:

[1] O così credo. Non ho dei dati super precisi per i primi anni di carriera delle Williams, e ho dovuto integrare con un lavoro da amanuense. La loro pagina su Tennis Abstract non riposta la Grand Slam Cup 1999, che ho comunque considerato in questo articolo. Ai fini di considerazioni statistiche, non ha troppa importanza se il totale è 148 o 151, ma se serve un’ufficializzazione o una torta di festeggiamento, sarebbe meglio controllare due volte. 

Are Tournament Draws Giving Us Suspiciously Many Venus-Serena Clashes?