Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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Evitare i doppi falli quando più conta

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Pubblicato il 24 aprile 2013 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Più il momento è ad alta tensione, più è probabile che conservi spazio nella memoria. Ci si ricorda facilmente se il proprio giocatore preferito ha perso un game con un doppio fallo; si dimentica velocemente se il doppio fallo è arrivato sul 30-0 a metà del set precedente. Quale dei due è più frequente, il mega “braccino” o l’irrilevanza?

Ci sono tre cause principali di un doppio fallo.

  • Aggressività sulla seconda palla di servizio. Un rischio eccessivo e si commettono più doppi falli. Maggiore cautela e l’avversario risponderà con più efficacia.
  • Difficoltà nel gestire la pressione. Se si sbaglia anche la seconda, si perde il punto. Più importante il punto, maggiore la pressione per vincerlo.
  • Casualità. Nessun servizio è perfetto e, una volta ogni tanto, una seconda può uscire in assenza di apparenti motivi (ma anche per le condizioni di vento, distrazioni, corde che si rompono, etc).

In questo articolo illustrerò una metodologia per misurare quanto ciascuno di questi fattori contribuisca al doppio fallo nelle partite del circuito maschile, in modo da trovare delle valide risposte.

Volatilità durante la partita

Sul punteggio di 30-40, la posta in gioco è decisamente più alta che sullo 0-0 o sul 30-0. Se si ritiene che i doppi falli siano in larga parte causati dalla difficoltà del giocatore al servizio nel gestire la pressione, ci si dovrebbe aspettare più doppi falli sul 30-40 che in punteggi a minore pressione. Per rispondere con cognizione alla domanda, è necessario attribuire un valore numerico alla “maggiore pressione” e alla “minore pressione”.

Occorre fare ricorso al concetto di volatilità. La volatilità quantifica l’importanza di un punto prendendo in considerazione diverse probabilità di vittoria del punto stesso. Nel tennis maschile, un giocatore medio ha l’81.2% di probabilità di tenere il servizio all’inizio del game. Se vince il primo punto, le probabilità di vittoria del game salgono a 89.4%. Se lo perde, le probabilità scendono a 66.7%. La volatilità del primo punto è definita come la differenza tra questi due possibili risultati, quindi: 89.4% – 66.7% = 22.7%.

(Naturalmente, diverse cose possono alterare le probabilità. Ad esempio, un giocatore forte al servizio, una superficie veloce o un giocatore debole in risposta aumentano la percentuale con cui chi serve tiene il servizio. Quelle indicate sono tutte percentuali medie.)

Il punto a minore volatilità è sul 40-0, quando la volatilità si attesta sul 3.1%. Se chi è al servizio vince il punto, vince anche il game (dopodiché la sua probabilità di vincere il game è diventata, ovviamente, 100%). Se perde il punto, va sul 40-15, situazione di punteggio che comunque assegna a chi sta servendo una probabilità di tenere il servizio del 96.9%, considerando quanto sia importante questo colpo tra gli uomini.

Il punto a maggiore volatilità è 30-40 (o, per equivalenza, il vantaggio esterno), quando la volatilità è 76.0%. Se chi è al servizio vince il punto, sale a parità (40-40), punteggio che rimane comunque percentualmente in suo favore. Se perde il punto, ha perso il game, subendo quindi il break.

Mettendo dentro…i doppi falli

Utilizzando i dati a disposizione su ogni singolo punto dei tornei dello Slam del 2012, siamo in grado di raggruppare i doppi falli in funzione del punteggio nel game. Sul 40-0, il giocatore al servizio ha commesso doppio fallo il 3.0% dei punti, sul 30-0 il 4.2% e sul vantaggio esterno il 2.8%.  

In ciascuno dei nove punteggi a minore volatilità, il giocatore al servizio ha commesso doppio fallo il 3% dei punti. Nei nove punteggi a maggiore volatilità, la frequenza è stata solo di 2.7%.

(Risultati più completi si possono trovare in fondo all’articolo).

Se vogliamo essere più sofisticati nell’analisi, possiamo determinare la correlazione tra la frequenza dei doppi falli e la volatilità. Naturalmente, la relazione è negativa, con coefficiente di determinazione (r-quadrato) di .367. Data la relativamente bassa frequenza dei doppi falli e la possibilità che un giocatore possa semplicemente perdere la concentrazione in qualsiasi momento, è una relazione ragionevolmente significativa.

In realtà, possiamo fare meglio. Punteggi come 30-0 o 40-0 sono dominati da giocatori con un servizio migliore, mentre giocatori con un servizio più debole si troveranno più facilmente sul 30-40. Per rendere confrontabili gruppi leggermente diversi, possiamo introdurre i “doppi falli adeguati” stimando quanti doppi falli dovremmo attenderci da questi diversi gruppi. Ad esempio, scopriamo che sul 30-0, il giocatore al servizio commette doppio fallo il 26.7% in più della sua media stagionale, mentre sul 30-40 il doppio fallo occorre il 28.6% in meno della media.   

Facendo i calcoli con i doppi falli adeguati rispetto ai doppi falli effettivi, otteniamo un r-quadrato di .444. In misura moderata, il giocatore al servizio limita i propri doppi falli quando la pressione aumenta a suo sfavore.

Pressione su pressione

In qualsiasi situazione di punteggio cruciale, una di quelle che potrebbe decidere il game, il set o la partita, il giocatore al servizio commette meno doppi falli della sua media stagionale. Sulle palle break, il 19.1% meno della media. Servendo per vincere il set, il 22.2% in meno. Dovendo salvare il set, un incredibile 45.2% in meno.   

Anche sulle palle match i numeri sono sorprendenti, ma considerando il campione limitato a disposizione, le conclusioni vanno lette con cautela. Sulle palle match, il giocatore al servizio ha commesso complessivamente doppio fallo solo 4 volte in 296 opportunità (1.4%), mentre in situazioni di palle match da salvare ci sono stati doppi falli 4 volte su 191 opportunità (2.2%).

Più concentrati o più moderati?

A questo punto è chiaro che i doppi falli sono meno frequenti sui punti più importanti. Della psicologia spicciola potrebbe indurci a concludere che i giocatori perdano concentrazione sui punti meno importanti, commettendo doppi falli sul 40-0. O che conservino le proprie energie dedicando massima attenzione solo sui punti più importanti.

Per quanto ci sia sempre un minimo di verità nella psicologia spicciola – dopo tutto, anche Ernests Gulbis rientra nel gruppo analizzato – è più probabile che i giocatori tengano sotto controllo la frequenza dei doppi falli modificando l’approccio alla seconda di servizio.

Con più di 9 possibilità su 10 di vincere il game, perché mettere in gioco una seconda carica di effetto quando si può cercarne una vincente in topspin all’incrocio? Sulla palla break, niente tentativi di seconde vincenti, ma solo metterla dentro per cercare di non perdere il punto. 

I numeri in questo caso sono di supporto, almeno in minima parte. Se i giocatori cercano di evitare i doppi falli con seconde di servizio più conservative sui punti più importanti, ci attenderemmo di vederli perdere qualche punto in più quando l’avversario risponde al servizio.

È una relazione debole, ma i dati suggeriscono che almeno va nella direzione attesa. La correzione tra la volatilità del game e la percentuale di punti vinti sulla seconda di servizio è negativa (r = -0.282, r-quadrato = 0.08).  A complicare i risultati potrebbe mettercisi un approccio conservativo del giocatore in risposta, quando anche il suo obiettivo immediato è semplicemente quello di rimettere la palla in gioco.

Chiaramente, la casualità riveste un ruolo decisivo nei doppi falli, come ci si aspettava dall’inizio. Ma è anche vero che le cose vanno più in la di questo. Alcuni giocatori non riescono a gestire la pressione e a volte commettono doppio fallo, ma questo succede in misura ridotta. I giocatori al servizio dimostrano la capacità di limitare i propri doppi falli, e lo fanno all’aumentare dell’importanza del punto.

L’elenco mostra i risultati completi dalle partite del tabellone principale maschile degli Slam del 2012. “Adj DF%” rappresenta il rapporto tra doppi falli effettivi e doppi falli attesi, considerando la media stagionale di ogni giocatore. “Vol” è la volatilità come descritta nell’articolo. Nelle righe in fondo alla tabella, “PP” è la palla per chiudere la partita, “SP” è il punto del set e “PP/PS Contro” conteggiano i punti in cui il giocatore alla risposta ha avuto il punto della partita o del set. ◼︎

PUNTEGGIO  DF%   Adj DF%  VOL
0-0        3.4%  1.01     22.7%
0-15       3.5%  1.03     33.3%
0-30       3.1%  0.88     39.9%
0-40       2.7%  0.76     31.1%
15-0       3.5%  1.07     16.7%
15-15      2.9%  0.85     29.5%
15-30      3.1%  0.89     44.8%
15-40      3.4%  0.99     48.6%
30-0       4.2%  1.27     9.5%
30-15      3.4%  1.00     20.9%
30-30      3.2%  0.94     42.7%
30-40      2.5%  0.71     76.0%
40-0       3.0%  0.93     3.1%
40-15      3.3%  0.99     8.7%
40-30      3.5%  1.04     24.0%
DEUCE      3.1%  0.91     42.7%
AD IN      3.2%  0.95     24.0%
AD OUT     2.8%  0.79     76.0%
BREAK PT   2.8%  0.81
PP Contro  2.2%  0.61
PS Contro  1.9%  0.55
GAME PT    3.3%  0.98
PP         1.4%  0.45
PS         2.4%  0.78

Avoiding Double Faults When It Matters

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