Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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È improbabile rientrare rapidamente ad alto livello dopo un infortunio

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Pubblicato il 22 gennaio 2018 su StatsOnTheT – Traduzione di Edoardo Salvati

// Al rientro dopo sei mesi di pausa per infortunio al gomito, Novak Djokovic è negli ottavi di finale degli Australian Open 2018 (sconfitto da Hyeon Chung in tre set, n.d.t.). Si tratta di una prestazione soddisfacente, ma quanto è probabile un rapido ritorno ad alti livelli dopo aver subito un infortunio? Quali sono gli ostacoli che un giocatore di vertice deve aspettarsi nel ritrovare la forma dopo essere stato fuori dalle competizioni così a lungo?

Prospettive incerte

Per quanto eccitante possa essere stata la prima settimana degli Australian Open, diversi tra i giocatori più forti sono sembrati arrugginiti e sette tra i primi 30 non sono andati oltre il primo turno, tra cui l’ottava e l’undicesima testa di serie, rispettivamente Jack Sock e Kevin Anderson.

Al terzo turno, solo cinque dei primi 10 erano rimasti in tabellone, con cinque posti andati inaspettatamente a giocatori fuori dai primi 30. Si è creata così un’importante occasione per quei giocatori che non sono mai venuti alla ribalta in uno Slam, tra cui Chung e altri come Tennys Sandgren (che deve giocare i quarti di finale contro lo stesso Chung, n.d.t.) e Marton Fucsovics (sconfitto agli ottavi di finale da Roger Federer, n.d.t.). Non possiamo ignorare però che queste opportunità siano strettamente associate alla sequela d’infortuni che hanno martoriato il vertice del tennis nel 2017.

Sia Djokovic che Rafael Nadal sono arrivati a Melbourne in una condizione avvolta dall’incertezza. Nadal ha sciolto qualsiasi riserva sul suo stato di forma con vittorie convincenti nei primi turni.

Djokovic invece ha mostrato chiari segni di adattamento del suo gioco agli strascichi dell’infortunio, avendo dovuto modificare in modo evidente il movimento del servizio.

Altri giocatori tra i più forti hanno avuto meno fortuna nel loro rientro, tra cui Stanislas Wawrinka, visibilmente limitato negli spostamenti nella sconfitta al secondo turno contro Sandgren. Ancora più difficile è stata la preparazione di Kei Nishikori e Andy Murray, entrambi costretti a rinunciare agli Australian Open.

In questo campione ridotto di giocatori, le prospettive di un rientro convincente sono di fatto alterne, rendendo molto incerta la possibile evoluzione del circuito maschile per il 2018.

Ritorni storici

Che indicazioni può dare il passato sulla capacità di un giocatore di vertice di recuperare con successo dopo l’interruzione per un lungo infortunio?

Dal 1990, ci sono stati 28 giocatori tra i primi 10 che per almeno 90 giorni non hanno potuto giocare. È il gruppo migliore per analizzare il tipo di rendimento ottenuto al ritorno da una significativa assenza dalle competizioni.

Utilizzando le valutazioni Elo nelle 30 partite precedenti e nelle 30 successive all’interruzione, si può verificare la bontà della prestazione in entrambi i periodi. La valutazione Elo di ciascun giocatore è messa a confronto con quella posseduta all’inizio dell’interruzione, così che un valore 0 significa che il livello di gioco è il medesimo raggiunto prima dell’infortunio.

IMMAGINE 1 – Difficoltà del rientro dopo una lunga interruzione per infortunio

La tendenza generale è di un rendimento altalenante nel primo anno, nel quale la maggior parte dei giocatori perde più di 50 punti Elo nei primi 6 mesi dal rientro.

È un declino che, approssimativamente, si traduce in una riduzione delle attese di vittoria di cinque punti percentuali. Si nota anche un diffuso andamento negativo appena prima dell’interruzione, a indicazione di un calo di rendimento già prima di un lungo stop.

Non tutti i rientri sono uguali

La nuvola di punti prima e dopo un infortunio dell’immagine 1 suggerisce un impatto negativo alla ripresa, ma per avere maggiore certezza di questa dinamica dobbiamo raccordare le traiettorie pre e post interruzione di ciascun giocatore.

L’immagine 2 mostra il percorso di Murray, per il quale il 2017 e l’inizio del 2018 non è stato l’unico periodo di pausa dovuta a infortunio. Anche alla fine del 2013 infatti si è dovuto fermare per risolvere un problema alla schiena e al rientro la sua valutazione Elo ha subito, nei mesi iniziali, una netta diminuzione.

IMMAGINE 2 – Valutazione Elo di Murray pre e post infortunio nel 2013

Applicando un modello gerarchico a questi dati, ci troviamo di fronte a un percorso che si rivela essere canonico, vale a dire che anche i giocatori di vertice difficilmente riescono a riprendere il loro livello subito dopo essere tornati a giocare a seguito di un infortunio.

Pur essendo il declino la dinamica più probabile dopo un infortunio, non è il destino che attende ogni giocatore. Ci sono stati casi, seppur rari, in cui giocatori hanno ritrovato una forma eccellente già al rientro dall’infortunio, come ad esempio Nadal e Federer all’inizio del 2017.

E nel campione storico di dati si distingue Andre Agassi, attuale coach di Djokovic, con una ripresa impressionante nel 2001, frapposta a due altre lunghe interruzioni dopo le quali invece il pieno recupero è stato per lui più complicato.

IMMAGINE 3 – Valutazione Elo di Agassi pre e post infortunio nel 2001

Conclusioni

Quest’analisi mette in dubbio l’eventualità di una ritrovata rivalità tra Djokovic e Murray nel 2018. Ci sono però alcune significative limitazioni associate ai dati attualmente a disposizione che rendono difficile fare previsioni più puntuali.

In primo luogo, non si riesce ad assegnare un valore preciso al tipo o severità di infortunio che vada oltre la durata dell’interruzione. Secondo, non possediamo informazioni precise su quanto il regime di allenamento e recupero dei giocatori incida positivamente sulle tempistiche di rientro o le allunghi.

Fino a che non saremo in grado di quantificare il peso della tipologia di infortunio e delle variabili legate al recupero, dobbiamo mantenere cautela nell’ipotizzare – per qualsiasi giocatore – percorsi di rientro analoghi a quanto accaduto in passato. ◼︎

The Odds Are Against Quick Comebacks

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