Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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La strada che porta a 110 titoli

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Pubblicato l’8 marzo 2019 su HiddenGameOfTennis – Traduzione di Edoardo Salvati

// Come ormai noto, la vittoria di Roger Federer a Dubai è coincisa con il titolo 100 in carriera, a nove tornei di distacco da Jimmy Connors. Aggiungerne dieci non sembrerebbe un’impresa, a meno di avere 37 anni e mezzo. Ero dell’idea, dagli articoli sul numero 100, che Federer non sarà in grado di raggiungere Connors. Ho ragione a crederlo?

Non esistono precedenti di giocatori che hanno continuato a giocare all’età e al livello espresso da Federer. Connors ha vinto solo due tornei dopo aver compiuto 37 anni e uno solo quando ne aveva 36. Federer ne ha già vinti due a 37 anni e cinque a 36.

Penso si possa concordare sul fatto che se Federer volesse superare il record di titoli di Connors potrebbe farlo semplicemente accumulando vittorie con più partecipazioni agli ATP 250. Si fatica a credere però che Federer abbia qualsiasi interesse per una dinamica di questo tipo. Dove sta infatti la gloria? Più ancora, che tipo di ricadute avrebbe quella scelta di calendario sui tornei più importanti, quelli che ha veramente a cuore? Sarebbe davvero motivato a cercare di vincere Brisbane e Sidney nel 2020 e 2021 sulla strada che porta ai 110, sacrificando l’opportunità di fare lo stesso in due edizioni degli Australian Open? Ne dubito. Ha iniziato a saltare Brisbane nel 2017 per essere più fresco a Melbourne.

I segnali positivi

Ipotizziamo che Federer provi a giocare per altre 104 settimane di calendario, come ha fatto negli ultimi due anni, in cui ha vinto 11 dei 25 tornei a cui si è iscritto. Ha fatto anche altre quattro finali, perdendo due volte da Novak Djokovic, una da Alexander Zverev e una da Borna Coric.

Inoltre, non si è trattato di undici titoli fortuiti. Ho messo insieme le previsioni di vittoria per quei 25 tornei sulla base delle valutazioni Elo e le attese erano per 10.6 titoli. In media, l’indice di dominio (Dominance Ratio o DR) – cioè il rapporto tra i punti vinti alla risposta e quelli vinti alla risposta dall’avversario – per le undici vittorie era un solido 1.75. Deve quindi fare esattamente così per le prossime 104 settimane o poco più, e ha raggiunto Connors!

I segnali negativi

Neanche Federer, a 37 anni e mezzo, può pensare di ringiovanire. Solo 3 degli 11 titoli sono arrivati nelle ultime 52 settimane, periodo nel quale le aspettative di vittoria secondo le previsioni Elo erano di 5.4 tornei. Potrebbe aver ottenuto più di quanto previsto tra Indian Wells 2017 e Rotterdam 2018 e potrebbe essere in fase calante ora, almeno rispetto al numero di tornei vinti.

Ci sono altri indicatori di declino, anche se meno evidenti. Nelle ultime 52 settimane, il DR complessivo di tutte le partite è di 1.33, rispetto a 1.50 nel precedente anno, nonostante una classifica media degli avversari più bassa nell’ultima stagione.

Prima di entrare in depressione, non associamo al declino nel rendimento di Federer un offuscamento dell’incredibile successo ottenuto, allo stesso modo in cui non si può parlare di picchiata quando un aereo perde quota da 10.000 metri a 9000. La maggior parte dei giocatori firmerebbe per avere un DR medio di 1.33 per 52 settimane contro un avversario in media al 47esimo posto della classifica.

Altri segnali dell’invecchiamento di Federer?

La mia valutazione Elo specifica per il cemento di 104 settimane fa era per Federer di 2276. Ora è di 2235, una differenza che non desta preoccupazione. Però, 52 settimane fa era di 2323. C’è stato quindi un calo di quasi 90 punti in un tempo relativamente breve. Va detto che aveva giocato in maniera incredibile fino a quel momento, quindi assomiglia più a una scivolata che a una caduta.

Misurata nel corso della carriera, la valutazione Elo di Federer ha ovviamente raggiunto un valore altissimo. Ed è un calcolo che comprende un grande numero di partite: più alto questo numero, minore è l’oscillazione del valore a fronte di un insieme limitato di vittorie o sconfitte. Per questo motivo risulta complicato utilizzare la valutazione Elo in carriera per osservare un eventuale calo di Federer.

Elo stagione per stagione

Mi sono spesso chiesto che sembianza avrebbe Elo se fosse calcolato per un periodo definito, invece che per l’intera carriera. L’impressione è che Elo si stabilizzi molto rapidamente per i giocatori più bravi. In uno scambio di email con Jeff Sackmann di TennisAbstract, è emersa l’idea di calcolare Elo, seppur in un altro contesto, solamente dalle partite di una stagione (ho provato in passato a determinare un Elo “durante la partita” e non perdete tempo a provarci, perché non funziona!).

Elo specifico per erba e cemento

Vediamo se un calcolo Elo stagione per stagione sul cemento e sull’erba rivela indizi sulle possibilità di Federer di arrivare a 110 tornei vinti. In altre parole, per ogni anno si assegna a Federer (e agli altri giocatori) una valore Elo di 1500 e si calcola la valutazione alla fine della stagione, come se l’intero universo del tennis professionistico maschile sul cemento e sull’erba fosse contenuto all’interno di quella stagione. Ho iniziato con il 2009, quando Federer aveva 27 anni, fino ad agosto. L’immagine 1 mostra le sue valutazioni alla fine di ogni stagione.

IMMAGINE 1 – Andamento delle valutazioni Elo di Federer specifiche per erba e cemento alla fine di ogni stagione a partire dal 2009

È una curva poco lineare, anche se si mantiene a un livello alto. Se si tracciasse una linea di tendenza che unisce il centro di tutti quei punti, verrebbe fuori una traiettoria un po’ discendente. L’immagine 2 mostra esattamente questo.

IMMAGINE 2 – Linea di tendenza delle valutazioni Elo di Federer specifiche per erba e cemento alla fine di ogni stagione a partire dal 2009

Elo prima di Indian Wells

Però Federer è partito bene nel 2019, con un record di 8-1 e la vittoria di un torneo, e siamo appena a marzo. La valutazione Elo specifica per cemento è già a 1862.99: si tratta di un numero buono o cattivo, prima di Indian Wells (dove Federer, al momento della traduzione, ha vinto tre partite, n.d.t.)? L’immagine 3 mostra la valutazione Elo di Federer prima dell’inizio di Indian Wells per il periodo dal 2009 al 2019.

IMMAGINE 3 – Valutazione Elo specifica per cemento di Federer prima di Indian Wells dal 2009 al 2019

Se si tracciasse una linea di tendenza, sarebbe qui più piatta di quella osservata in precedenza per la fine della stagione. Detto altrimenti, la progressione di Federer è leggermente più stabile appena prima di Indian Wells di quanto non lo sia alla fine della stagione. Forse era prevedibile pensando al rendimento storicamente solido nei tornei della prima parte del calendario (principalmente gli Australian Open, Rotterdam, Dubai e qualche volta Brisbane). Ma è anche vero che il campione di partite dai tornei prima di Indian Wells è più ridotto, aspetto che normalmente comporta una maggiore variazione.

Elo da Indian Wells in avanti

Più stabilità prima di Indian Wells di quella che segue potrebbe essere un’indicazione della minore freschezza di Federer al progredire della stagione. Se questo è valido per qualsiasi giocatore, senza dubbio per uno di quasi 38 anni deve rappresentare un’ulteriore sfida. Cosa succede se sottraiamo il grafico dell’immagine 3 da quello dell’immagine 2? Cioè, quanta parte dell’aumento della valutazione Elo stagionale è generato in media da Indian Wells in avanti? L’immagine 4 mostra quanti punti Elo Federer ha accumulato ogni anno da Indian Wells a fine stagione.

IMMAGINE 4 – Punti Elo accumulati da Federer ogni anno da Indian Wells a fine stagione

Appare evidente che da Indian Wells 2018 a fine stagione dello stesso anno, Federer abbia avuto un rendimento inferiore a qualsiasi periodo equiparabile del passato che rientra nel confronto. Bisogna preoccuparsi? Non lo so, in fondo si parla di un solo anno. Nella stagione precedente, la progressione da Indian Wells in avanti è stata efficace tanto quanto nel periodo compreso nel grafico, indietro fino ai 27 anni. Ci sono stati altri momenti di alternanza tra cadute e risalite da un anno al successivo. Nel 2012, le prestazioni dopo Indian Wells sono state relativamente deboli, per poi raggiungere il massimo due anni dopo. Anche nel 2016 il rendimento è sceso sotto la media per ritornare al massimo nel 2017. Preferisco però non dare troppa importanza a questo andamento, che merita comunque di essere tenuto in conto. Serve avere conferma da altri segnali.

Arriverà a 110?

La logica sembrerebbe sfavorevole, ma non ho visto nei numeri argomentazioni sufficientemente forti da suggerire che sia impossibile. Eventuali risultati mediocri durante l’estate – cioè una diminuzione nel rendimento al progredire della stagione simile a quella dell’immagine 4 – potrebbero farmi cambiare idea.

In ogni caso, che Federer raggiunga i 110 titoli rimane improbabile, a meno di sue partecipazioni nei 250 per qualche facile vittoria. Altrimenti, per stabilire il nuovo record nelle prossime 104 settimane dovrà replicare quasi alla lettera quanto fatto nelle 104 precedenti. Al riguardo, i fattori critici sono rappresentati dalla condizione fisica e dal desiderio di sottoporsi al regime imposto dal professionismo. Ci si aspetta che nella fascia di età dai 37.5 ai 39.5 sia più complesso che nell’età dai 35.5 ai 37.5. Ma poi, quante sono le circostanze che ci attendevamo dall’invecchiamento di Federer che non hanno avuto riscontro nel suo gioco?

Il problema concreto è dato dai ridottissimi margini del circuito maggiore. Se l’abilità di Federer o la condizione fisica diminuisse anche solo di un 10% nelle prossime 104 settimane, o se il resto della carriera fosse più breve delle speranze che tutti nutrono, la possibilità di arrivare a 110 diventerebbe davvero risicata. ◼︎

The Road to 110

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