L’istinto di sopravvivenza di Daniil Medvedev

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Pubblicato il 3 aprile 2024 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Notoriamente, il tennis su terra battuta è caratterizzato da rimbalzi lenti, posizioni difensive e scambi lunghi. Eppure, molti punti impiegano la tattica tipicamente moderna di un servizio bomba e del colpo di chiusura a seguire. In questo senso, la prima settimana della stagione 2024 ha suonato la sveglia: i vincitori di Estoril, Houston e Marrakech sono stati rispettivamente Hubert Hurkacz, Ben Shelton e Matteo Berrettini, non esattamente un trio di pallettari terraioli. In Portogallo, il 70% dei punti al servizio di Hurkacz è terminato in massimo 4 colpi, e ne ha vinti l’83%. Negli Stati Uniti, il 75% dei punti al servizio di Shelton è terminato con la stessa rapidità, e quelli del finalista Frances Tiafoe sono stati ancora più veloci. Per Berrettini, i punti al servizio sono finiti in massimo 4 colpi nel 77% dei casi, e ne ha portati a casa il 76%. In altre parole, ha vinto quasi il 60% dei punti in battuta con il solo servizio e colpo vincente. Poi però ci si è assestati in dinamiche più simili a quelle classiche. A Bucharest, Marton Fucsovics ha superato Mariano Navone in una battaglia di scambi. A Monaco di Baviera, in finale c’erano Taylor Fritz e Jan-Lennard Struff, due che colpiscono la palla con violenza, però Struff ha vinto con molti meno punti corti di Berrettini e compagnia.

I punti conclusi in rapidità hanno un effetto debordante sull’esito delle partite su terra battuta. Quando nella finale di Monte Carlo Stefanos Tsitsipas ha battuto Casper Ruud, quasi il 70% dei punti sul suo servizio non è andato oltre i quattro colpi, un rendimento stile Hurkacz e in linea con un servizio di quel calibro. La settimana dopo a Barcellona, lo stesso numero è sceso al 63%, solo poco meglio della media su terra del circuito. E infatti si è ritrovato a dover lottare in più scambi contro uno dei migliori giocatori da fondo, perdendo il servizio tre volte e la finale in due set. Chi segue il tennis tende a concentrarsi sulla percentuale vincente delle statistiche sulla lunghezza degli scambi: come si comporta Jannik Sinner nei punti tra 0 e 4 colpi? E Carlos Alcaraz ha vinto più della metà degli scambi con minimo 10 colpi? Sono certamente percentuali di vittoria associate a categorie che hanno un peso, ma spesso si riesce a dire di più su una partita, compreso il probabile vincitore, guardando la frequenza di determinate tipologie di punti. Se Berrettini termina così tanti punti al servizio velocemente, significa che il suo gioco funziona a dovere e quindi sta probabilmente vincendo. Se invece si ritrova imbrigliato in molti scambi lunghi, allora l’avversario ha più probabilità di dettare il gioco, lasciando pensare a un esito finale opposto. Sulla terra, dunque, si cerca di sopravvivere, trascinando il giocatore al servizio in uno scambio prolungato. E nessuno lo fa meglio di Daniil Medvedev.

Polipo di terra

Stando ai dati del Match Charting Project dal 2015, per un totale di più di 200 mila colpi, nella tipica partita del circuito maschile sulla terra battuta il 61% dei punti finisce in massimo 4 colpi. La tabella riepiloga i risultati ottenuti dal giocatore alla risposta per ogni tipo di scambio.

              Frequenza   % Vitt
Corto (0-4)   61.2%       33.1%  
Medio (5-9)   27.5%       35.3%  
Lungo (10+)   11.2%       55.8%

Più lungo lo scambio, maggiore la probabilità di vincerlo di chi è alla risposta, anche se è un processo graduale. Scambi da 5 e 6 colpi tendono ancora ad andare verso il giocatore al servizio, anche se non come quelli più corti. Quelli da almeno 10 colpi hanno di fatto un esito neutro. Sembrano favorire chi è alla risposta perché gli scambi da 10 colpi precisi sono vinti più spesso da chi risponde, ed è la lunghezza più frequente nella categoria degli scambi da almeno 10 colpi (se la suddivisione fosse a 9 o 11 colpi, avremmo il problema opposto). Guardiamo ora Medvedev.

              Frequenza   % Vitt  
Corto (0-4)   52.5%       35.5%  
Medio (5-9)   30.3%       36.1%  
Lungo (10+)   17.2%       52.3%

Le percentuali sugli scambi corti e medi sono leggermente migliori, ma è la colonna della frequenza che si fa notare. In media in una partita ciascun giocatore ha 80 punti al servizio. Di questi, Medvedev è in grado di cancellare circa 7 punti corti e aggiungere 5 lunghi. In questo senso, essere bravi alla risposta non vuol dire realizzare vincenti o prendere in contropiede chi sta servendo. L’obiettivo, più semplicemente, è sopravvivere, mettere in campo la risposta, magari cercando di togliere quel colpo vincente ad alta percentuale in uscita dal servizio. Nella finale del Masters di Roma 2023, Medvedev ha imbrigliato Holger Rune con lunghi punti al servizio quasi perfettamente in linea con le medie in carriera: 54% di punti corti e 31% di media lunghezza. Rune si è comportato bene fino ai primi 9 colpi, ma quando Medvedev ha raggiunto la soglia del decimo — dieci volte su 67 punti con Rune al servizio — li ha vinti tutti tranne uno. Due di quegli scambi lunghi hanno dato a Medvedev il break per chiudere il primo set, e un altro scambio micidiale da 22 colpi ha portato al break quando Rune non è riuscito a chiudere il secondo set al servizio. La difesa di Medvedev è ancora più impressionante se messa a confronto con giocatori che possiedono un pedigree migliore sulla terra. La tabella riepiloga i primi 20 giocatori (con almeno 500 punti alla risposta sulla terra dal 2015 nel database) per frequenza di punti corti alla risposta.

Giocatore                        Frequenza   % Vitt
Daniil Medvedev                  52.5%       35.5%  
Diego Schwartzman                53.5%       36.5%  
Rafael Nadal                     54.7%       39.5%  
Alex de Minaur                   54.9%       31.2%  
David Ferrer                     55.1%       34.6%  
Marton Fucsovics                 55.6%       41.8%  
Andy Murray                      55.6%       40.0%  
Novak Djokovic                   55.7%       36.4%  
Gael Monfils                     55.8%       34.7%  
Francisco Cerundolo              55.8%       38.6%  
Stefanos Tsitsipas               56.1%       31.8%  
Jannik Sinner                    56.9%       36.0%  
Jaume Munar                      57.0%       36.5%  
Hubert Hurkacz                   57.1%       30.3%  
Alexander Zverev                 57.5%       34.8%  
Alejandro Davidovich Fokina      58.3%       33.7%  
Sebastian Baez                   58.3%       36.3%  
Gilles Simon                     58.6%       35.9%  
Dominic Thiem                    58.6%       32.5%  
Guido Pella                      58.8%       35.1%

Ci sono solo circa sei punti percentuali a sperare l’intero elenco, quindi il punto pieno tra Medvedev e Diego Schwartzman — senza citare i due punti pieni con Rafael Nadal — evidenziano quanto sia fuori dagli schemi. Una bassa frequenza non necessariamente si traduce in meglio: la combinazione di frequenza e percentuale di vittoria di Nadal è una scelta che non lascia dubbi a nessuno rispetto a quella di Medvedev, anche dopo aver letto questo articolo. Se però Medvedev non raccoglie così tanti punti brevi alla risposta come Nadal, Andy Murray o addirittura Fucsovics, la sua disposizione conservativa non è di certo uno svantaggio. Ne vince infatti quasi quanti Schwartzman, Sinner o Novak Djokovic, e questo nonostante uno stile di gioco costruito per neutralizzare lo scambio quando si allunga.

La verità del decimo punto

Il dominio che Medvedev ha imposto a Rune sugli scambi lunghi può essere fuorviante. Come detto, sulla terra vince circa la metà degli scambi alla risposta che raggiungono i dieci colpi. Ma ci riesce la maggior parte dei giocatori. Il vantaggio di allungare lo scambio non è quello di battere tutti, perché nessuno, lo vedremo, ci va nemmeno vicino. L’obiettivo è la neutralizzazione dello scambio. Sulla terra, in media il giocatore al servizio vince il 64% dei punti, quindi tutto quello che chi è in risposta può fare per livellare quel numero a un 50/50 è un buon affare. E si può creare anche un effetto stanchezza, per cui se chi serve si affatica, potrebbe perdere energia per il servizio successivo, o rischiare maggiormente nella volontà di chiudere in fretta il punto successivo. I migliori nel palleggio da fondo non hanno bisogno di beneficiare dell’effetto stanchezza. Medvedev eccelle nel costruire punti lunghi, ma altri giocatori sono molto più bravi a portarsi quei punti a casa. La tabella riepiloga i primi 20 con almeno cento scambi lunghi alla risposta nel database.

Giocatore                        Punti Lunghi   % Vitt
Kei Nishikori                    141            69.5%  
David Ferrer                     129            67.4%  
Nicolas Jarry                    126            65.1%  
Rafael Nadal                     863            62.9%  
Gilles Simon                     121            62.0%  
Philipp Kohlschreiber            133            60.9%  
Aljaz Bedene                     167            60.5%  
Richard Gasquet                  116            60.3%  
Andrey Rublev                    271            60.1%  
Roberto Carballes Baena          158            60.1%  
Carlos Alcaraz                   381            60.1%  
Botic van de Zandschulp          210            60.0%  
Robin Haase                      142            59.2%  
Sebastian Baez                   284            59.2%  
Borna Coric                      164            59.1%  
Pablo Carreno Busta              203            58.6%  
Lorenzo Musetti                  144            58.3%  
Novak Djokovic                   1099           58.0%  
Alexander Zverev                 793            57.9%  
Juan Martin del Potro            168            57.7%

(C’è anche Nicolas Jarry, incredibile!)

Siamo di fronte a un elenco ben diverso dal precedente. L’abilità che serve per allungare uno scambio non è esattamente la stessa che serve a concluderlo. L’ideale quindi è quel giocatore in grado di ottenere un rendimento bilanciato. La percentuale di vittoria di Kei Nishikori in questi casi è eccellente, ma Medvedev ha quasi il doppio di probabilità di arrivare al decimo colpo di uno scambio quando è alla risposta. Jarry si ritrova in scambi da dieci colpi alla risposta meno di un terzo delle volte rispetto a Medvedev. La chiave qui è pensare in termini marginali: i punti più lunghi lavorano a favore del giocatore alla risposta, possiamo quindi interpretare ogni punto lungo come un punto di media lunghezza che chi è alla risposta ha esteso con efficacia. In questo modo, in media un giocatore aumenta la possibilità di vincere quel tipo di scambio di 21 punti percentuali (dal 36% al 56%). Chiamiamolo il “valore marginale” di uno scambio lungo. Moltiplicando il valore marginale di uno scambio lungo per la frequenza con cui un giocatore genera scambi lunghi, otteniamo il risultato complessivo della sua abilità difensiva. In media, un giocatore raggiunge il decimo colpo in un scambio circa l’11% delle volte, quindi il risultato è di 21% * 11% = 2.3%, non un numero di per sé significativo, ma che rappresenta un riferimento per le statistiche individuali. Se il risultato alla risposta di un giocatore è superiore, allora significa che ottiene un vantaggio dalla capacità di generare scambi lunghi maggiore della media. La tabella riepiloga i primi 20 (e qualche altro giocatore che si fa notare) sulla base di questa combinazione di frequenza di scambi lunghi e successo.

Giocatore                 Lunghi   Freq    ValMarg   RisTot  
David Ferrer              129      14.2%   30.5%     5.3%  
Roberto Carballes Baena   158      14.1%   29.0%     4.4%  
Gilles Simon              121      14.7%   35.5%     3.9%  
Aljaz Bedene              167      12.6%   31.2%     3.7%  
Lorenzo Sonego            131      11.7%   23.0%     3.6%  
Pablo Carreno Busta       203      13.0%   31.7%     3.5%  
Robin Haase               142      11.5%   28.7%     3.5%  
Rafael Nadal              863      14.4%   39.8%     3.3%  
Novak Djokovic            1099     16.2%   37.5%     3.3%  
Stefanos Tsitsipas        558      13.3%   32.4%     3.2%  
Juan Martin del Potro     168      12.6%   32.1%     3.2%  
Marton Fucsovics          137      16.0%   31.7%     3.1%  
Diego Schwartzman         751      17.3%   37.7%     3.1%  
Alexander Zverev          793      13.0%   36.0%     2.8%  
Daniil Medvedev           394      17.2%   36.1%     2.8%  
Richard Gasquet           116      10.5%   34.0%     2.8%  
Kei Nishikori             141      9.6%    41.0%     2.7%  
Dominic Thiem             931      13.2%   34.9%     2.7%  
Holger Rune               185      11.1%   33.3%     2.7%  
Cameron Norrie            103      10.0%   29.5%     2.7%  
                                                             
Giocatore                 Lunghi   Freq    ValMarg   RisTot   
Jannik Sinner             352      12.9%   38.5%     2.4%  
…                                                            
Andy Murray               299      12.5%   33.1%     2.3%  
MEDIA                                                2.3%  
…                                                            
Casper Ruud               560      9.3%    35.9%     1.7%  
…                                                            
Carlos Alcaraz            381      8.4%    41.7%     1.5%  
Nicolas Jarry             126      5.6%    38.4%     1.5%  
…                                                            
Stan Wawrinka             193      8.4%    36.2%     1.4%

Abbiamo ulteriore prova che David Ferrer è il 79esimo miglior giocatore del secolo scorso! E il suo talento potrebbe pure essere sottostimato dal fatto di aver limitato l’analisi a partire dal 2015. Anche Nadal probabilmente non riceve la giusta rappresentazione e, con pochi punti lunghi a disposizione, la fotografia al vertice è in qualche modo alterata: non sono infatti pronto a certificare l’abilità nello scambio di Lorenzo Sonego rispetto alla maggior parte dei giocatori che gli stanno sotto. Tralasciando questi particolari, abbiamo comunque una stima plausibile del valore che un giocatore ottiene allungando lo scambio. Ruud e (specialmente) Alcaraz sono molto efficaci dopo il decimo colpo, ma non ci arrivano così spesso. Medvedev rimane il re della creazione di scambi lunghi, ma molti colleghi sono più bravi a portarli a loro beneficio.

A prescindere dall’ordine che vogliamo dare all’elenco, l’assunto chiave qui è che la frequenza è tanto importante quanto la frequenza di vittoria. Raramente chi è alla risposta ha la possibilità di concludere il punto in velocità, per questo allungare lo scambio è quasi sempre una strategia positiva: fallo spesso, e non serve dover vincere una frequenza alta di quegli scambi lunghi. Medvedev infatti non lo fa ed è diventato uno dei giocatori migliori del circuito sulla superficie che meno gli aggrada. Fastidiosamente spesso, ottiene il break semplicemente rimandando una palla in più dall’altra parte della rete. ◼︎

Daniil Medvedev’s Instinct For Survival

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