Pubblicato il 24 ottobre 2024 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati
// Grazie a una singola tattica accuratamente eseguita, Tommy Paul ha vinto in finale a Stoccolma 2024, insistendo sul rovescio di Grigor Dimitrov colpo dopo colpo, punto dopo punto. Ha scelto di andare di rovescio incrociato il 71% delle volte, ben al di sopra della media del circuito del 50%. Anche con il dritto ha mirato il lato debole di Dimitrov, colpendo a uscire il 38% delle volte, rispetto a una frequenza tipica del 24%. Il risultato? 6-4 6-3 per Paul e sette miseri vincenti dallo scambio per Dimitrov, che è stato costretto a usare il rovescio nel 58% dei colpi a rimbalzo nei game al servizio, quando per lui sul sintetico il valore di riferimento è del 43%.
Paul non possiede colpi clamorosi, deve quindi vincere neutralizzando gli avversari (45 partite in totale nel 2024, n.d.t.). Così è stato in finale, mettendo in difficoltà un caratteristico rovescio a una mano, quello di Dimitrov, che è più bello da vedere di quanto sia efficace: non è il peggiore del circuito, ma non lo si può nemmeno considerare un grande vantaggio. In carriera, il suo Indice di Potenza del Rovescio è negativo, cioè gli costa più punti di quelli vinti. La bravura di Paul negli spostamenti gli ha consentito di sfruttare una debolezza che Dimitrov di solito è in grado di nascondere. E non è l’unico sul circuito che predilige il dritto: anche giocatori con un rovescio da primi della classe decidono spesso di colpire di dritto per sfruttare gli angoli che si aprono. E quindi l’abilità di Paul di affondare sul rovescio viene di sovente chiamata in causa. Contro Jannik Sinner agli US Open 2024, Paul ha scelto il rovescio incrociato il 60% delle volte, costringendo il numero 1 del mondo a due tiebreak. A Indian Wells 2024 contro Casper Ruud, i rovesci incrociati sono stati il 61%, un contributo decisivo per la prima vittoria dell’anno contro uno dei primi 10. In pochi a questo livello giocano così. Meglio ancora, in pochi sono in grado di giocare così. Nel Match Charting Project ci sono almeno 20 partite su cemento tra destrimani per almeno 100 giocatori diversi. La tabella riepiloga le prime quindici sulla base della frequenza di rovesci incrociati.
Giocatore % Rovescio Incrociato
Lleyton Hewitt 70.0%
Andre Agassi 65.9%
Marat Safin 62.8%
Yevgeny Kafelnikov 62.8%
Richard Gasquet 59.8%
Daniil Medvedev 59.4%
Jenson Brooksby 59.3%
James Blake 59.0%
Kei Nishikori 58.7%
Pete Sampras 58.6%
Tommy Paul 58.6%
Borna Coric 58.1%
David Ferrer 58.0%
Juan Martin del Potro 58.0%
David Nalbandian 57.9%
Paul è in ottima compagnia. I due giocatori in attività più in alto — Daniil Medvedev e Richard Gasquet — sono noti per accamparsi ben oltre la linea di fondo, in modo da avere tempo addizionale per la selezione del colpo. Paul e Kei Nishikori (con l’anomala presenza di Jenson Brooksby) agiscono più velocemente, affidandosi ad anticipo, rapidità di piedi e controllo della racchetta, così da direzionare la pallina dove l’avversario non vuole che arrivi. Ecco un altro elenco simile al precedente, sempre con circa un centinaio di giocatori, sulla base della frequenza di dritti a uscire. Stesso obiettivo, altro tipo di colpo.
Giocatore % Dritto a uscire
Milos Raonic 39.5%
Jack Sock 38.4%
John Isner 38.1%
Jim Courier 37.9%
Reilly Opelka 33.3%
Robin Haase 33.1%
Andrey Rublev 33.0%
Holger Rune 32.5%
Daniel Evans 32.3%
David Ferrer 32.3%
Marin Cilic 31.8%
Felix Auger-Aliassime 31.7%
Thanasi Kokkinakis 31.6%
Fabio Fognini 31.3%
Kevin Anderson 31.1%
Jo-Wilfried Tsonga 30.6%
James Blake 30.1%
Roberto Bautista Agut 30.0%
Matteo Berrettini 29.9%
Tommy Paul 29.7%
Molti di questi nomi compaiono o perché sfruttano alla risposta dei servizi deboli, o perché si avventurano in colpi ad alto rischio girando intorno al rovescio. Pur fuori da queste categorie, Paul si trova in alto anche rispetto a questo indice. C’è poca sovrapposizione tra le due liste e solo James Blake ha una posizione migliore di Paul in entrambe. In breve, chiunque (normalmente) vuole mirare al rovescio, ma pochi riescono a farlo spesso quanto Paul.
Quando la tattica fallisce
Con il trofeo di Stoccolma in bacheca, Paul si è presentato al torneo di Vienna in striscia vincente, dovendo affrontare subito il compatriota Brandon Nakashima, che è una vera e propria spina nel fianco per lui, con tre vittorie sul circuito maggiore su tre diverse superfici. L’unica volta in cui Paul ha prevalso è stato in un Challenger nel 2019, quando Nakashima aveva appena 18 anni e una classifica al 942esimo posto. Nulla è cambiato, Nakashima ha vinto per 6-4 6-4 e portato gli scontri diretti sul 4-1. Paul ha sviscerato lo stesso piano tattico visto contro Dimitrov, scoprendo che — e non è la prima volta — non è così efficace contro un rovescio più solido. Paul ha giocato quasi lo stesso numero di rovesci incrociati che nella finale di Stoccolma ma, a differenza di Dimitrov, Nakashima si è difeso testa a testa da quell’angolo. Mentre Dimitrov è ricorso al rovescio tagliato metà delle volte, lasciando il fianco incidentalmente a molte opportunità per Paul per chiudere di dritto incrociato, Nakashima lo ha fatto poco meno di un quarto delle volte. Il 12% dei rovesci non tagliati di Dimitrov si è trasformato in errori non forzati, per Nakashima la percentuale è stata solo del 5%. Non si può attribuire l’esito finale solo alla tattica messa in campo da Paul, perché è sembrato un po’ spento per tutta la partita, commettendo 31 errori non forzati contro i 20 della finale di Stoccolma. Le cause possono essere molteplici: Nakashima non gli ha concesso di imporre quel gioco pulito e logico che ha portato alla vittoria in Svezia, e Paul ha faticato a trovare un’altra soluzione.
C’è un giocatore con cui Paul ha un record di scontri diretti negativo in modo simile, e cioè Alex De Minaur, avendoci perso le prime cinque partite (vincendo però poi le ultime due sulla terra battuta nel 2025 e 2026, n.d.t.), il cui rovescio raramente lo abbandona. Nelle due partite giocate nel 2023, Paul ha colpito di rovescio incrociato più del 62% delle volte. Ad Acapulco, Paul ha usato il dritto a uscire più del 40% delle volte, il valore più alto nel database del Match Charting Project. De Minaur non lo spinge fuori dal campo, consentendogli i colpi che desidera: a prescindere dalle specificità di De Minaur, Paul mira sempre all’angolo del rovescio. Però contro Nakashima o De Minaur, è una tattica che non funziona. Molti dritti a uscire sono garanzia di successo quasi automatico contro giocatori come Dimitrov, ma l’abilità difensiva di De Minaur è troppo efficace perché funzioni. Ad Acapulco infatti Paul ha vinto solo metà di quegli scambi, ben al di sotto della media del circuito. Paul è riuscito a giocare grossomodo come voleva, forzando De Minaur a ricorrere a un incredibile 66% di colpi a rimbalzo dal lato del rovescio, senza che però facesse una piega. Almeno in quel tipo di partite, Paul non ha dato da intendere di possedere un piano B.
Un altro dilemma per Paul è quando qualcuno gli toglie il beneficio della tattica principale. Anche Andrey Rublev lo ha sconfitto cinque volte, e non è di certo il giocatore che viene in mente per una dimostrazione sull’uso del rovescio. È facile immaginare cosa non funzioni per Paul contro Rublev (pur avendo un sola partita nel database, n.d.t.). Per direzionare un numero davvero insolito di colpi verso uno specifico punto del campo o uno specifico angolo serve avere una certa dose di controllo su quello che sta succedendo. Con un dritto devastante e una mentalità iper offensiva, Rublev è uno dei pochi giocatori sul circuito in grado di surclassare la velocità di colpo di Paul. Le sconfitte di Paul mostrano con chiarezza quanto sia difficile eccellere al massimo livello di tennis professionistico. Si può dire di lui che è forte come chiunque altro a prendere controllo dello scambio da fondo e mantenerlo, ma anche quel talento di primissima caratura si espone a essere offuscato da un dritto esplosivo o un rovescio impenetrabile. Due volte Paul ha vinto contro Carlos Alcaraz (in attesa del loro ottavo di finale proprio agli US Open 2026 in corso di svolgimento, n.d.t.), di fronte però a un avversario di primo turno con un rovescio solido, come a Vienna, gli capita che, a volte, il suo massimo non è massimo abbastanza. ◼︎

