Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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Due prime di servizio sono sempre meglio di una?

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Pubblicato il 2 novembre 2015 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// È uno di quei pensieri che poi diventano chiodo fisso. Ci sono alcuni giocatori dalla prima di servizio così potente che spesso ci si chiede cosa succederebbe se servissero solo prime. Vale a dire: se un giocatore servisse al massimo ogni volta, otterrebbe risultati migliori?

L’anno scorso, Carl Bialik ha risposto a questa domanda su FiveThirtyEight con un onesto e diretto no, mostrando come per il 2014 solo Ivo Karlovic, tra i giocatori del circuito maggiore, avrebbe tratto benefici dalla strategia che chiamerò “due-prime”, e sarebbe stato comunque un vantaggio minimo. Facendo gli stessi calcoli per il 2015 – nell’ipotesi in cui la frequenza di prime di servizio e di punti vinti con la prima rimanga invariata per tutti i giocatori – ho trovato che per Karlovic sarebbe indifferente servire un’altra prima al posto di una seconda. Dal 2010, il 2014 di Karlovic è la sola stagione-giocatore con almeno 40 partite nella quale due prime di servizio sarebbero state meglio di una.

Lo svantaggio di una stratega due-prime sarebbe ridotto

Non è però un caso chiuso a priori. L’aspetto che più mi colpisce è che lo svantaggio di una strategia due-prime sarebbe veramente ridotto. Per Karlovic (e per altri, principalmente giocatori dal servizio potente come Jerzy Janowicz, Milos Raonic, e John Isner), servire due prime farebbe diminuire solo lievemente la frequenza complessiva di punti vinti al servizio. Per Rafael Nadal e Andy Murray, scegliere una strategia due-prime ridurrebbe la frequenza di punti vinti al servizio di poco meno di due punti percentuali.

L’immagine 1 mostra l’ipotetico svantaggio di due prime di servizio per i giocatori con almeno 30 partite sul circuito maggiore nel 2015. La diagonale rappresenta il punto di pareggio (cioè quello in cui servire due prime o una prima e una seconda è indifferente rispetto alla frequenza di punti vinti al servizio, n.d.t.). Karlovic, Janovicz e Isner sono i tre pallini quasi sopra la linea.

IMMAGINE 1 – Ipotetico svantaggio di una strategia due-prime per giocatori al servizio

Considerando l’estrema vicinanza al punto di pareggio da parte di alcuni giocatori, ho iniziato a chiedermi se ci siano avversari contro i quali la strategia due-prime possa essere davvero vincente. Ad esempio, Novak Djokovic ha un predominio tale in risposta alla seconda di servizio che, forse, gli avversari farebbero meglio a servire solo prime.

Contro Djokovic è meglio una prima e una seconda

Contro Djokovic rimane però una buona idea, almeno in linea generale, mantenere la configurazione tradizionale. Ipoteticamente, se Djokovic dovesse rispondere sempre a due prime di servizio la frequenza di punti alla risposta da lui vinti aumenterebbe di 1.2 punti percentuali. Gilles Simon e Murray sono in una situazione simile, circa un punto percentuale.

L’immagine 2 mostra il grafico visto in precedenza per lo svantaggio di una strategia due-prime contro giocatori alla risposta con almeno 30 partite sul circuito maggiore nel 2015

IMMAGINE 2 – Svantaggio di una strategia due-prime contro giocatori alla risposta

Non ci sono giocatori alla risposta contro i quali è possibile avvicinarsi al punto di pareggio, come riescono a farlo alcuni giocatori dal servizio potente quando si trovano a servire.

La tattica in campo

Cosa succede se un giocatore al servizio vicino al punto di pareggio, come Karlovic, affronta un giocatore alla risposta non troppo lontano dal punto di pareggio, come Djokovic? Se scegliere una strategia due-prime è quasi una buona idea per Karlovic contro un giocatore medio alla risposta, cosa succede quando deve giocare contro un giocatore che possiede un talento spiccato per aggredire le seconde di servizio?

Naturalmente, ci sono molte partite nelle quali due-prime sarebbero state meglio di una. Ho trovato circa 1300 partite tra giocatori con almeno 30 partite giocate nel 2015 e, per ciascuna, ho calcolato la percentuale effettiva di punti vinti al servizio e la stima percentuale di punti che avrebbero vinto servendo due prime. Circa un quarto delle volte la strategia due-prime avrebbe rappresentato un miglioramento.

È un risultato valido anche per partite più lunghe, eliminando così alcune delle limitazioni dei piccoli campioni di dati in partite brevi. In un quarto delle partite più lunghe della media, un giocatore avrebbe tratto beneficio nel servire due prime. L’immagine 3 mostra come siano distribuite quelle partite.

IMMAGINE 3 – Distribuzione delle partite più lunghe della media con una strategia due-prime

Anche la parte sinistra si attiva

Finalmente troviamo del movimento anche nella parte sinistra della linea! Uno di quei valori estremi in alto a destra del grafico è proprio la vittoria a sorpresa di Karlovic contro Djokovic nel torneo di Doha 2015. Karlovic ha vinto l’85% dei punti sulla prima di servizio ma solo il 50% dei punti sulla seconda. Avesse servito solo prime, avrebbe vinto il 79% dei punti al servizio anziché il 75% effettivamente vinto quel giorno.

Un altro esempio che si discosta dalla media è la partita di Karlovic contro Simon al Cincinnati Masters 2015. Karlovic ha vinto l’81% dei punti sulla prima e solo il 39% sulla seconda. Ha comunque poi vinto la partita, ma se avesse seguito una strategia due-prime Simon avrebbe perso più rapidamente.

Prevedere le opportunità di una strategia due-prime

Anche con questi dati a disposizione, resta comunque difficile identificare opportunità da cui trarre vantaggio applicando una strategia due-prime.

Per ogni giocatore di ciascuna partita, ho moltiplicato lo “svantaggio due-prime” (i punti percentuali che verrebbero persi nella frequenza di punti vinti al servizio servendo due prime) per lo svantaggio due-prime del giocatore alla risposta. Facendo una classifica di tutte le partite in funzione del prodotto ottenuto, combinazioni come Karlovic-Djokovic e Murray-Isner si presentano raggruppate in un estremo. Se vogliamo trovare esempi in cui potremmo retroattivamente prevedere un vantaggio derivante dal servire due prime, è il posto in cui dobbiamo cercare.

Suddividendo tutte queste partite in quintili, osserviamo una forte correlazione tra i risultati della strategia due-prime che verrebbero pronosticati utilizzando valori stagionali aggregati e i risultati effettivamente osservati nelle singole partite. Tuttavia, anche nel quintile più favorevole alla strategia due-prime – quello con Karlovic al servizio e Djokovic alla risposta – la tradizionale tattica di servire una prima e una seconda è comunque superiore di un punto percentuale.

È solo ai lontani estremi che potemmo considerare di suggerire una strategia due-prime. Quando consideriamo il 2% delle partite con il prodotto più basso – vale a dire le partite da cui ci attenderemmo un maggiore vantaggio dal servire due prime – troviamo che in 26 di quelle 50 il giocatore al servizio avrebbe fatto meglio a servire due prime.

In altre parole, siamo di fronte a un’enorme varianza nelle singole partite e, visto che il margine è così ridotto, non ci sono praticamente situazioni nelle quali avrebbe senso per un giocatore servire due prime invece che una prima e una seconda di servizio.

Un veloce commento finale per il mondo reale

Ci sono alcune ipotesi di semplificazione alla base di quest’analisi, fra tutte che i giocatori mantengano la stessa frequenza di prime di servizio anche servendo due prime e che vincerebbero lo stesso numero di punti con la prima di servizio anche servendone una quantità doppia.

Possiamo poi fare solamente delle congetture su quanto quelle ipotesi nascondano. Ho il sospetto che se un giocatore servisse solo prime, andrebbe più probabilmente incontro a sequenze di punti vincenti o di punti persi; senza l’imprevedibilità della seconda di servizio, un giocatore si ritroverebbe più facilmente a ripetere schemi predefiniti, che siano o non siano perfetti.

Questa seconda ipotesi è probabilmente la più importante. Se un giocatore servisse solo prime, la sua abilità nell’alternare tattiche di gioco e mascherare schemi al servizio ne verrebbe limitata. Non ho idea di che impatto avrebbe sull’esito dei punti al servizio, ma è probabile che andrebbe a vantaggio del giocatore alla risposta.

Con un margine così limitato, è una strategia che può avere un senso

Detto questo, anche se non possiamo suggerire di servire due prime se non nei più estremi degli accoppiamenti, vale la pena sottolineare che il margine in discussione è davvero minimo. E appunto, con un margine di questo tipo il rischio di servire una seconda quasi come se fosse una prima non è così alto. Potrebbe esserci occasione per alcuni giocatori di sperimentare con successo strategie di seconde di servizio più offensive, specialmente quando l’avversario inizia a rispondere con grande efficacia sulle seconde.

Cedere il vantaggio dei punti giocati sulla seconda a giocatori come Djokovic deve essere scoraggiante. Se il rischio di qualche doppio fallo in più è tollerabile, potrebbe rivelarsi una nuova modalità a disposizione del giocatore al servizio per frenare, almeno occasionalmente, la caduta libera. ◼︎

Are Two First Serves Ever Better Than One?

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