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Il servizio dal basso: quando e perché?

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Pubblicato il 10 febbraio 2021 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Il servizio dal basso ha due obiettivi, uno più immediato, uno a più lunga durata. Quello immediato è di vincere il singolo punto. Con l’avversario pronto a ricevere ben dietro la linea di fondo, un servizio simile a una palla corta può portare a un ace con velocità contenuta. L’obiettivo a più lunga durata è di dare all’avversario una preoccupazione, magari distraendolo o costringendolo a cambiare posizione alla risposta nei game o nei set a venire. Non è quindi la vittoria del singolo punto, ma un leggero aumento dalla probabilità di vincere molti dei punti successivi.

Nel secondo turno degli Australian Open contro Ugo Humbert, Nick Kyrgios ha deciso di inseguire entrambi gli obiettivi. Due volte ha servito dal basso, la prima sul 40-0 nel suo secondo game al servizio, e poi ancora sul 5-5, 40-30 nel quarto set. Se c’è un punto privo di alcun significato su cui servire dal basso è proprio la prima delle due occasioni. La probabilità di vincere un game al servizio sul 40-0 è di circa il 99.6% (non scherzo!), quindi il rischio di perdere il game dopo aver buttato via un punto è di fatto nullo. Ha concluso poi quel punto con un vincente di rovescio al colpo successivo, ma lo scopo dell’esercizio — ipotizzando ce ne fosse uno di tipo tattico, e diamo a Kyrgios il beneficio del dubbio su questo — era quello di più lunga durata.

L’altro servizio dal basso è arrivato su una situazione di punteggio decisamente più delicata. Kyrgios ha comunque i favori del pronostico quando serve sul 40-30, ma si può capire la volontà di cercare un punto gratuito di fronte a maggiore pressione. Questa volta però il servizio dal basso è finito in rete, ma ha comunque vinto il punto con una seconda convenzionale. (Kyrgios ha perso al terzo turno contro Dominic Thiem, dopo essere andato avanti per due set a zero. Sul 5-4, 40-0 del secondo set, ha servito dal basso, prendendo Thiem alla sprovvista e chiudendo il set con un ace, n.d.t.)

A corto di dati

Quando un paio di anni fa si è iniziato a vedere il servizio dal basso più spesso, ho aggiornato la raccolta dati del Match Charting Project in modo da poterne tenere traccia. Anche considerando la partita tra Kyrgios e Humbert, abbiamo ora 35 punti iniziati con un servizio dal basso su 20 partite maschili (ce ne sono molti anche in partite femminili, ma la maggior parte arriva da Sara Errani, che, nell’impiegare il servizio dal basso, ha obiettivi di altro tipo). Di fronte a 35 punti, non si può proprio parlare di grande quantitativo di dati, ma bastano per avere un assaggio della modalità con cui una manciata di giocatori fa uso di questo colpo inusuale.

Il punteggio più frequente è sul 40-0. Di 35 tentativi, per 12 volte si era sul 40-0. Altre 4 sono arrivate sul 40-15, più altre 2 sul 30-0: circa metà dei servizi dal basso si presentano quando la vittoria del game è più o meno archiviata. Tra i rimanenti, si è verificato sempre su punti poco importanti, come quello di Daniil Medvedev sullo 0-40 verso la fine del secondo turno contro Hugo Dellien agli US Open 2019 (vinto da Medvedev in 4 set, n.d.t.), e come i due tentativi di seguito di Alexander Bublik sullo 0-5 e 1-5 nel tiebreak della finale di Newport 2019 persa contro John Isner. Bublik è la fonte principale di servizi dal basso in punti poco importanti. Ne ha 19 dei 35 del campione, 16 dei quali sul 40-0, 40-15, 30-0 e nel tiebreak di cui sopra.

Cosa se ne può dedurre?

Visto che molti servizi dal basso sono associati a situazioni “tranquille” di punteggio, viene la tentazione di pensare che vi sia dietro uno scopo a più lunga durata. Di converso, i pochi punti che abbiamo a disposizione, anche quelli sul 40-0, non si verificano necessariamente all’inizio della partita. Ad esempio, ci sono due partite in cui Robin Haase ha giocato un servizio dal basso: a Budapest 2019 contro Borna Coric nel terzo game e in un turno di Coppa Davis 2020, ma non prima del trentaduesimo game.

Anche Bublik, rappresentante per eccellenza della pratica, mostra discontinuità. Due volte nel secondo game, una nella partita contro Isner e un’altra contro Bradley Klah a Washington la stessa estate. Eppure qualche settimana dopo contro Thomas Fabbiano agli US Open ha aspettato fino al 40-0 nel trentaduesimo game. Lo ammetto, sarebbe quantomeno pretenzioso identificare uno schema di ordine generale nel comportamento tennistico di Bublik.

Però funziona

E va bene, 35 punti sono ben pochi, ma…il giocatore al servizio ne ha vinti 27! Cioè il 77%, compresi punti in cui il servizio dal basso sulla prima è andato in rete. Quando ha poi servito la seconda normalmente, ha vinto 7 punti su 10, che è una frequenza di punti vinti con la seconda su cui qualsiasi giocatore farebbe la firma.

Per quanto da trattare con le pinze, questi numeri suggeriscono che il servizio dal basso ha ancora molto potenziale di applicazione. I pochi che osano rischiare il ridicolo, comunque lo usano meno di due volte a partita, e naturalmente la stragrande maggioranza di giocatori sul circuito maggiore non lo prende nemmeno in considerazione. Dovesse diffondersene l’uso, diventerebbe meno efficace naturalmente, ma c’è parecchio margine tra il 77% di vittoria del punto e una tipica frequenza di punti vinti al servizio. Sul circuito, si parla in media del 65%, e solo i più forti al servizio vanno oltre il 70%.

Come Bublik e soci hanno scoperto, mischiare le cose comporta rischio minimo. Chi ha un servizio potente, come lui o Kyrgios, ha molte opportunità a bassa leva per far intuire agli avversari di possibili sorprese in fasi avanzate della partita, quando la posta in palio si alza. Una prima analisi suggerisce che il resto del circuito potrebbe seguire con successo le orme di Kyrgios. ◼︎

The Underhand Serve: When and Why?

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