La fortuna del sorteggio: Australian Open 2020 (donne)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato il 19 gennaio 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come per gli uomini, anche per le donne ho eseguito una simulazione (con la mia variante Elo) di 100.000 configurazioni del tabellone principale, utilizzando lo stesso metodo che gli organizzatori usano per assegnare ai giocatori la loro posizione. L’ho poi confrontata con la previsione per il torneo su base Elo rispetto al tabellone effettivo.

La tabella mette a confronto la previsione effettiva del tabellone con i risultati dalle simulazioni di rimescolamento, in modo da avere alcune indicazioni sull’accessibilità del tabellone effettivo rispetto alle altre configurazioni. Tonalità di rosso (e arancione) evidenziano la sfortuna del giocatore. Al contrario, tonalità di verde rappresentano la fortuna ricevuta nel tabellone effettivo, in riferimento a un particolare turno. Il giallo simboleggia neutralità, e si può di fatto ignorare qualsiasi valore superiore o inferiore allo 0.2%.

Per una presentazione più compatta rispetto al passato, ho riportato nella tabella solo le teste di serie, e organizzato nella tabella successiva quei giocatori fuori dalle teste di serie per i quali c’è stata un’incidenza degna di nota (almeno l’1.0% di segno positivo o negativo).

Tabellone effettivo e simulato a confronto per le teste di serie

Generalmente, si vedono un po’ di tonalità di rosso e di verde nei numeri relativi ai quarti di finale, ma da li in avanti è quasi tutto giallo o sui toni dell’arancione. In questo senso la riga di Naomi Osaka appare particolarmente negativa (che ha superato il primo turno, n.d.t.), all’opposto quella di Serena Williams decisamente positiva (anche lei vincitrice al primo turno, n.d.t.). Forse è la volta buona per Williams di raggiungere il record di Slam di Margaret Court.

IMMAGINE 1 – Confronto tra tabellone effettivo e simulazioni per le teste di serie

Effetti di rilievo su una selezione di giocatrici fuori dalle teste di serie

A Maria Sharapova non era andata bene agli US Open 2019, forse in Australia la fortuna sta cercando di recuperare (ha però perso subito al primo turno, n.d.t.). Caroline Wozniacki invece non ha ricevuto nessun regalo di addio alle competizioni (ma ha superato il primo turno, n.d.t.).

IMMAGINE 2 – Effetti della casualità del sorteggio su alcune non teste di serie

Luck of the Draw: Australian Open 2020 (Women)

La fortuna del sorteggio: Australian Open 2020 (uomini)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato il 19 gennaio 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come d’abitudine per gli Slam, ho eseguito una simulazione (con la mia variante Elo) di 100.000 configurazioni del tabellone principale, utilizzando lo stesso metodo che gli organizzatori usano per assegnare ai giocatori la loro posizione. L’ho poi confrontata con la previsione per il torneo su base Elo rispetto al tabellone effettivo.

La tabella mette a confronto la previsione effettiva del tabellone con i risultati dalle simulazioni di rimescolamento, in modo da avere alcune indicazioni sull’accessibilità del tabellone effettivo rispetto alle altre configurazioni. Tonalità di rosso (e arancione) evidenziano la sfortuna del giocatore. Al contrario, tonalità di verde rappresentano la fortuna ricevuta nel tabellone effettivo, in riferimento a un particolare turno. Il giallo simboleggia neutralità, e si può di fatto ignorare qualsiasi valore superiore o inferiore allo 0.3%.

Per una presentazione più compatta rispetto al passato, ho riportato nella tabella solo le teste di serie, e organizzato nella tabella successiva quei giocatori fuori dalle teste di serie per i quali c’è stata un’incidenza degna di nota (almeno lo 0.5% di segno positivo o negativo).

Tabellone effettivo e simulato a confronto per le teste di serie

Rispetto a tabelloni casuali, la parte bassa del tabellone principale è più difficile di quella alta. A David Goffin non è andata proprio bene essendo finito nella sezione del giocatore più in forma del momento, Andrey Rublev, che invece è tra i più fortunati, come Matteo Berrettini. Pensavo che la testa di serie numero 8 per Berrettini fosse eccessiva, perché non mi sembra tra i primi otto favoriti, ma so che le teste di serie procedono in automatico. Comunque, ha il tabellone più fortunato tra tutte le teste di serie.

IMMAGINE 1 – Confronto tra tabellone effettivo e simulazioni per le teste di serie

Effetti di rilievo su una selezione di giocatori fuori dalle teste di serie

Kevin Anderson ha giocato abbastanza bene all’ATP Cup. Con un pò di fortuna potrebbe superare un po’ di turni, magari fino agli ottavi. I quarti di finale sembrano troppo ambiziosi. Fresco vincitore del primo torneo, Ugo Humbert non è stato ricompensato con un percorso semplice. Ma non credo farà troppa differenza perché, anche scarico di adrenalina, dovrebbe perdere da John Millman al primo turno.

IMMAGINE 2 – Effetti della casualità del sorteggio su alcune non teste di serie

Luck of the Draw: Australian Open 2020 (Men)

I favoriti agli Australian Open 2020

di Stephanie Kovalchik // StatsOnTheT

Pubblicato il 17 gennaio 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

Dopo aver visto le favorite per gli Australian Open 2020, a tabellone maschile completo quali sono le probabilità di vittoria dei Grandi Tre per il primo Slam dell’anno? E ci sono altri seri contendenti al titolo?

Con l’avvio delle competizioni, tutti si chiedono quale dei Grandi Tre sarà il primo a vincere uno Slam nel 2020. Sulla base delle mie valutazioni, Novak Djokovic e Rafael Nadal hanno la probabilità più alta, con un leggero margine per Djokovic dopo il solido livello di gioco mostrato durante l’ATP Cup.

I soliti noti

Djokovic ha quasi una probabilità su tre di titolo, Nadal quasi una su quattro, e la finale tra i due è l’esito più probabile. I molti appassionati di tennis che si sono entusiasmati per il secondo set della loro partita all’ATP Cup sono certamente in trepidante attesa a Melbourne per un altro episodio della saga.

La terza posizione di Roger Federer non dovrebbe rappresentare una sorpresa, almeno per i più attenti. Più sorprendente potrebbe invece essere il fatto che la distanza di Federer da Djokovic e Nadal sia così ampia, visto che entrambi hanno più del doppio della probabilità di vincere il torneo. Questo dipende solo in parte dalla valutazione attuale della forma di Federer. Dal lato di Djokovic e con giovani pericolosi come Filip Krajinovic, Hubert Hurkacz, Denis Shapovalov e Matteo Berrettini, la strada di Federer per il titolo è particolarmente in salita.

Alle spalle dei Grandi Tre, la probabilità di vittoria diminuisce vertiginosamente. Non si possono però ignorare le possibilità di un gruppo di giocatori che si sono messi in luce nel 2019, primi fra tutti Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas che, pur non avendo ancora vinto uno Slam, hanno la probabilità più alta di detronizzare uno dei Grandi Tre.

Non possiamo poi dimenticare di menzionare diversi altri giovani per un risultato di prestigio. Dall’alto verso il basso troviamo Andrey Rublev, Denis Shapovalov (che però ha perso al primo turno, n.d.t.) e Berrettini. Anche Dominic Thiem e Roberto Bautista Agut rientrano tra i favoriti, ma sono convinta che i più giovani tra i possibili primi vincitori di Slam abbiano il vantaggio dell’età dalla loro parte.

Giocatore       Prob. titolo
Djokovic        29.6%
Nadal           26.9%
Federer         12.8%
Medvedev        6.9%
Tsitsipas       5.0%
Rublev          3.9%
Thiem           1.9%
Shapovalov      1.9%
Berrettini      1.3%
Bautista Agut   1.2%

La gioventù che avanza

È incredibile pensare che una probabilità cumulata di quasi il 50% per la vittoria finale tra Djokovic e Nadal sia inferiore a quella che i due avevano lo scorso anno. E non dipende da un loro calo vistoso, quanto dalla crescita degli altri, per alcuni in modo drammatico.

Lo si può osservare nell’andamento delle valutazioni dell’ultimo anno dei primi dieci favoriti. L’aspetto che più colpisce è l’incredibile ascesa dei più giovani dietro ai Grandi Tre, la maggior parte di quali ha guadagnato almeno 100 punti nel corso della passata stagione.

IMMAGINE 1 – Andamento della valutazione dei giocatori nell’ultimo anno

Se davvero esiste un vantaggio psicologico derivante dallo stato di forma, il grafico suggerisce che le aspettative su giocatori come Medvedev, Shapovalov, Berrettini e Rublev dovrebbero essere ancora più alte dell’effettiva previsione di titolo. Perché, tra i primi 10, hanno fatto siglare i miglioramenti più significativi. Anche Tsitsipas è cresciuto naturalmente, solo che un incremento stabile rende la sua evoluzione più insolita rispetto a quella degli altri appartenenti alla Next Gen.

Nonostante abbiano 105 anni insieme, i Grandi Tre continuano a sfidare la ragione e rimanere al vertice del tennis mondiale. Ancora una volta, sono loro a ottenere i favori del pronostico, ma è il primo Slam da qualche tempo a questa parte in cui la probabilità di altri giocatori per la vittoria finale non è un concetto puramente teorico.

Men’s Title Chances for the 2020 Australian Open

Le favorite agli Australian Open 2020

di Stephanie Kovalchik // StatsOnTheT

Pubblicato il 17 gennaio 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

Le speranze di una nazione saranno sulle spalle di Ashleigh Barty al via degli Australian Open 2020. Il pronostico suggerisce però che dopo quattro finali Slam consecutive perse, potrebbe essere la volta di Serena Williams.

Con la testa di serie numero uno per lo Slam di casa, Barty sarà probabilmente la giocatrice a sentire la pressione maggiore per la vittoria a Melbourne. Dovrà sfidare anche le previsioni basate su diversi sistemi di valutazione che, nonostante un tabellone teorico più abbordabile da prima della classifica, le assegnano solo una possibilità di titolo su dieci, visto che occupa il quarto posto tra le favorite. Con una probabilità su cinque, Williams non ha il trofeo assicurato, ma è comunque avanti rispetto alle altre contendenti. Queste previsioni non tengono però in considerazione il possibile “effetto finale” che sembra aver colpito Williams, che appunto non ha più vinto uno Slam dagli Australian Open 2017, e dopo aver avuto una figlia.

Serena e poi le altre

La forma di Williams è cresciuta di Slam in Slam, con dimostrazioni di potenza fino alla finale di Wimbledon e degli US Open. Ha inoltre vinto il suo torneo di preparazione a Auckland, un’altra iniezione di fiducia alla vigilia del primo Slam dell’anno. Potremmo assistere a una possibile sfida tra Barty e Williams in semifinale, l’ostacolo più duro per Barty per l’eventuale titolo. La testa di serie numero 8 assegnata a Williams ne sottostima il livello di forma, e la mette in rotta di collisione nei quarti di finale con Naomi Osaka, contro cui ha giocato l’ultima volta nella controversa finale degli US Open 2018.

Karolina Pliskova, anche lei non esente da polemiche, potrebbe essere la giocatrice tra le prime quattro favorite a passare meno osservata. Il fatto però di ritrovarsi dalla parte opposta del tabellone rispetto alle altre tre le ha sicuramente offerto la dose più alta di fortuna.

Giocatrice       Prob. titolo
S. Williams      20.4%
Osaka            13.7%
Kar. Pliskova    11.6%
Barty            9.9%
Sabalenka        4.5%
Halep            4.3%
Keys             4.3%
Kvitova          3.7%
Svitolina        3.7%
Bertens          3.0%

Ci siamo abituati a pensare che, sul circuito femminile, la competizione è così serrata da garantire possibilità di vittoria a chiunque in qualunque torneo. Anche se, rispetto a quanto succede per gli uomini, la probabilità di vittoria si distribuisce in modo più uniforme tra le giocatrici, è interessante vedere quanto abbiano oscillato le loro valutazioni nell’ultimo anno. Per le favorite all’inizio degli Australian Open 2020, si è trattato di un anno movimentato. Williams si è migliorata più di tutte, avendo aggiunto 200 punti alla valutazione del 2019.

Pericolose inversioni di forma

Per le altre, l’andamento più tipico è consistito in una curva piatta nella parte iniziale della stagione, seguita da un incremento deciso a partire da agosto. Barty, Simona Halep ed Elina Svitolina sono le uniche del gruppo ad affacciarsi al primo Slam con una chiara inversione negativa di forma.

IMMAGINE 1 – Andamento della valutazione delle giocatrici nell’ultimo anno

Williams gode dei favori delle statistiche e del livello di gioco più alto dopo la maternità. Se i riflettori puntati su Barty l’aiuteranno a superare la pressione subita nelle finali Slam che ha giocato al rientro sul circuito, potrebbe finalmente raggiungere il record di Margaret Court proprio in Australia.

Women’s Title Chances for the 2020 Australian Open

Il futuro del tennis con un esperimento sul tabellone di Wimbledon 2019

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato l’1 luglio 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Sono 29 i giocatori di almeno 32 anni nel tabellone del singolare maschile di Wimbledon 2019. Sono invece 24 le giocatrici di almeno 30 anni nel tabellone del singolare femminile (ho scelto un limite di età più basso perché altrimenti per le donne non avrebbe avuto senso proseguire). Cosa succederebbe se li escludessimo dal torneo? Non rimarrebbero solo gli attuali esponenti della Next Gen, ma si infilerebbero giocatori delle due ondate di Next Gen precedenti, se così si può dire. Sarebbe un’approssimazione di Next Gen.

Forse si riesce ad avere un’idea delle sembianze di uno Slam in assenza di giocatori come Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer, Stanislas Wawrinka, o di giocatrici come Serena Williams e Venus Williams e alcune dell’ultima Next Gen in campo femminile. Mi rendo conto che questi giocatori non si tireranno di certo indietro per sottrarsi posizioni in classifica dopo che i grandi nomi si saranno ritirati, e nuova linfa che ancora deve emergere si farà largo. Diventa quindi solo un passatempo per provare a identificare scenari futuri, non un pronostico puntuale di risultati a venire.

I ragazzi saranno uomini

In campo maschile, si perdono le prime 4 teste di serie (e nove teste di serie in tutto). Ventinove giocatori sono molti da rimpiazzare. Per primo, ho rimesso Borna Coric, anche se non riempiva un posto lasciato scoperto. Poi, ho deciso di non aggiungere Juan Martin Del Potro. Il suo fisico ha almeno due anni in più di quanto indichi la data di nascita, e non c’è alcuna certezza del livello di gioco una volta rientrato sul circuito. Da ultimo, ho richiamato tutti i perdenti del terzo turno di qualificazioni. Mi mancavano ancora 13 giocatori, e ho preso le teste di serie perdenti del secondo turno (ma solo se non eccedevano il limite di età). Con ancora 8 posti vuoti, ho scelto a caso tra gli altri perdenti al secondo turno delle qualificazioni.

Le prime 8 teste di serie sono ora Dominic Thiem, Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas, Kei Nishikori, Karen Khachanov, Daniil Medvedev, Marin Cilic e Coric. Altri da tenere d’occhio: Milos Raonic con la numero 9, Felix Auger-Aliassime con la 12, Denis Shapovalov con la 20, Taylor Fritz con la 25, Frances Tiafoe con la 27 e Nick Kyrgios con la 32.

Proviamo a eseguire 100.000 simulazioni solo con le valutazioni Elo, mischiando le posizioni nel tabellone dopo ogni passaggio. Per avere un termine di paragone, nessun giocatore di questi scenari alternativi ha una probabilità di vincere Wimbledon 2019 più alta del 3%, sulla base delle mie previsioni Elo, e solo uno è già campione Slam (Cilic).

La tabella riepiloga i 20 migliori risultati.

IMMAGINE 1 – Probabilità di progressione nei tabelloni alternativi a Wimbledon 2019

A seguito delle 100.000 simulazioni, la probabilità complessiva di vittoria dei 20 giocatori nell’elenco è dell’88.7%. Per rendersi conto dello spostamento di forze associato alla rimozione dal tabellone dei giocatori con almeno 32 anni, sempre secondo i miei calcoli Elo, il quartetto composto da Djokovic, Federer, Nadal e Kevin Anderson ha una probabilità complessiva di vittoria del 76.6% (Djokovic ha vinto il torneo battendo Federer in finale, che a sua volta aveva sconfitto Nadal in semifinale. Anderson non ha partecipato per infortunio, anche se la sua percentuale di vittoria era del 2.9%, n.d.t.)

Donne che (non) aspettano

È scontato dire che l’effetto sul tabellone femminile non è così drastico. Per quanto il numero di giocatrici che viene escluso è simile a quello dei giocatori, le uniche vere pretendenti a uscire di scena sono Angelique Kerber e Serena (se il limite fosse stato a 29 anni, Petra Kvitova non sarebbe rientrata e, un po’ tirato, anche Victoria Azarenka, ma per questo scopo sarebbe stato troppo restrittivo).

Le prime 4 teste di serie rimangono inalterate. Per le successive 6 teste di serie, ho promosso la giocatrice che seguiva immediatamente in classifica. Ho riempito poi le altre posizioni con lo stesso metodo degli uomini. Si perde in tutto circa il 17% della probabilità di vittoria da questi scenari alternativi, mentre per gli uomini era superiore all’80%, pur con un limite più alto. Le donne perdono certamente la maggior parte delle campionesse Slam, senza Serena, Venus, Kerber, Maria Sharapova e Svetlana Kuznetsova.

La tabella riepiloga i 20 migliori risultati.  

IMMAGINE 2 – Probabilità di progressione nei tabelloni alternativi a Wimbledon 2019

A seguito delle 100.000 simulazioni, la probabilità complessiva di vittoria delle 20 giocatrici nell’elenco è dell’93.9%, ancora più che per gli uomini. Nelle mie previsioni Elo, le stesse giocatrici hanno il 78.6% di probabilità complessiva di vittoria, quindi l’eliminazione della vecchia guardia favorisce il consolidamento della loro ascesa.

Sembrano tutti consapevoli della difficoltà del periodo di transizione in cui si troverà l’ATP quando Djokovic, Federer e Nadal non giocheranno più. Non mi sorprenderebbe se la crescente tensione generata dall’incertezza futura si sia già fatta strada nelle dinamiche politiche dell’ATP, rendendo più acceso lo scontro a cui stiamo assistendo con le dimissioni nel comitato giocatori. È davvero un momento critico per il tennis maschile.

Riprendete l’immagine 1 e leggete i nomi. Fermatevi al primo che, di riflesso, vi porta a mugugnare con dubbio “hmm”. Ora fate lo stesso per le donne. Scommetto che arrivate più in basso. Non è del tutto corretto, perché ci sono sicuramente dei nomi di rilievo anche nella parte finale dell’elenco dei giocatori (Auger Aliassime, Shapovalov, e per alcuni Kyrgios). Tranne forse per tre giocatrici, tra le donne il talento è ben distribuito, e con abbondanza.

NextGen-ish Wimbledon

La fortuna del sorteggio: US Open 2019 (donne)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato il 26 agosto 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come per gli uomini, anche per le donne ho eseguito una simulazione (con la mia variante Elo) di 100.000 configurazioni del tabellone principale, utilizzando lo stesso metodo che gli organizzatori usano per assegnare alle giocatrici la loro posizione. L’ho poi confrontata con la previsione per il torneo su base Elo rispetto al tabellone effettivo.

La tabella mette a confronto la previsione effettiva del tabellone con i risultati dalle simulazioni di rimescolamento dell’intero campo partecipanti (a eccezione delle teste di serie numero 1 e 2, naturalmente), in modo da avere alcune indicazioni sull’accessibilità del tabellone effettivo rispetto alle altre configurazioni. Tonalità di rosso (e arancione) evidenziano la sfortuna della giocatrice. Al contrario, tonalità di verde rappresentano la fortuna ricevuta nel tabellone effettivo, in riferimento a un particolare turno. Il giallo simboleggia neutralità, e si può di fatto ignorare qualsiasi valore superiore o inferiore allo 0.2%.

Per una presentazione più compatta rispetto al passato, ho riportato nella tabella solo le teste di serie, e organizzato nella tabella successiva quelle giocatrici fuori dalle teste di serie per le quali c’è stata un’incidenza degna di nota (almeno l’1% di segno positivo o negativo).

Tabellone effettivo e simulato a confronto per le teste di serie

Il quarto di finale di Elina Svitolina ha proprio una brutta faccia (per il momento ha superato facilmente il primo turno contro Whitney Osuigwe, n.d.t.) . Sembra poi che anche Caroline Wozniacki (che ha superato il primo turno contro Yafan Wang, n.d.t.), Aryna Sabalenka (che ha battuto Victoria Azarenka al primo turno, n.d.t.) e Serena Williams siano state penalizzate dal tabellone effettivo, sebbene il sospetto è che sulla cella arancione di Williams al primo turno pesi in qualche modo una valutazione generosa di Elo della bravura di Maria Sharapova (Williams ha vinto infatti con un doppio 6-1, n.d.t.). La campionessa uscente Naomi Osaka ha il percorso più semplice tra le giocatrici con realistiche possibilità di aspirazione al titolo, rispetto a un tabellone casuale (anche se ha faticato al primo turno contro Anna Blinkova, vincendo in tre set dopo due ore e mezzo, n.d.t.).

IMMAGINE 1 – Confronto tra tabellone effettivo e simulazioni per le teste di serie

Effetti di rilievo su una selezione di giocatori fuori dalle teste di serie

Un tabellone più favorevole per Svetlana Kuznetsova con questa metodologia è dovuto in larga parte a rimanenze nella valutazione Elo di uno stato di forma che potrebbe essere scomparso (e così è stato, vista la sconfitta in due set al primo turno contro Kristie Ahn, n.d.t.), oltre ad avere due delle teste di serie più volubili nella sua sezione in Sloane Stephens (che infatti a perso contro Anna Kalinskaya al primo turno, n.d.t.) e Garbine Muguruza (anche lei perdente al primo turno contro Alison Riske, n.d.t.).

Mi sorprende vedere che il dato di Sharapova non sia peggiore, avendo al primo turno una delle tre giocatrici più forti di sempre.

IMMAGINE 2 – Effetti della casualità del sorteggio su alcune non teste di serie

Luck of the Draw US Open 2019 (Women)

La fortuna del sorteggio: US Open 2019 (uomini)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato il 26 agosto 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come d’abitudine per gli Slam, ho eseguito una simulazione (con la mia variante Elo) di 100.000 configurazioni del tabellone principale, utilizzando lo stesso metodo che gli organizzatori usano per assegnare ai giocatori la loro posizione. L’ho poi confrontata con la previsione per il torneo su base Elo rispetto al tabellone effettivo.

L’immagine 1 mette a confronto la previsione effettiva del tabellone con i risultati dalle simulazioni di rimescolamento, in modo da avere alcune indicazioni sull’accessibilità del tabellone effettivo rispetto alle altre configurazioni. Tonalità di rosso (e arancione) evidenziano la sfortuna del giocatore. Al contrario, tonalità di verde rappresentano la fortuna ricevuta nel tabellone effettivo, in riferimento a un particolare turno. Il giallo simboleggia neutralità, e si può di fatto ignorare qualsiasi valore superiore o inferiore allo 0.2%.

Per una presentazione più compatta rispetto al passato, ho riportato nella tabella solo le teste di serie, e organizzato nell’immagine 2 quei giocatori fuori dalle teste di serie per i quali c’è stata un’incidenza degna di nota (almeno l’1% di segno positivo o negativo).

Tabellone effettivo e simulato a confronto per le teste di serie

Rispetto a tabelloni casuali, la parte alta del tabellone principale è più difficile di quella bassa. Accade spesso quando Novak Djokovic e Roger Federer si ritrovano dallo stesso lato (in quella alto, vista la testa di serie numero 1 di Djokovic) in un torneo che non sia su terra battuta. Ho eseguito la stessa simulazione prima che si conoscessero i qualificati e la strada di Djokovic al quarto di finale non era così in discesa. Kevin Anderson non sarebbe stato l’Anderson da potenziale semifinale e Milos Raonic non sarebbe stato al massimo della forma, ma i ritiro di entrambi ha facilitato, almeno in termini di valutazioni Elo, il tabellone di Djokovic. Le cose per lui poi si complicano, vista la presenza di Federer invece che di Dominic Thiem. Per la stessa ragione, il percorso di Nadal alla finale è verniciato di verde.

Non ci si deve sorprendere dal rosso vivo nel tabellone di Stefanos Tsitsipas, visto che il suo primo turno assomiglia di più a un quarto turno (e in effetti Tsitsipas ha perso in quattro set contro Andrey Rublev, n.d.t.). Rispetto a un tabellone casuale, Kei Nishikori ha il cammino più facile fino ai quarti di finale, ma la possibilità di approfittane è molto legata al recupero dall’indisposizione subita a Cincinnati e al livello di umidità a New York. Anche Daniil Medvedev, il giocatore più “infuocato” in questo periodo, ha un percorso più semplice del previsto. Avrà ancora benzina a sufficienza? (Medvedev ha superato il primo turno in tre set contro Prajnesh Gunneswaran, n.d.t.)

Particolare attenzione va data all’apparente fortuna di Diego Schwartzman fino ai quarti di finale. Elo ignora che al primo turno Schwartzman deve giocare contro Robin Haase, per lui una vera e propria kryptonite, considerato un record negli scontri diretti di 0-5 con una sconfitta su ogni superficie (Schwartzman si è riscattato vincendo in tre set, n.d.t.).

IMMAGINE 1 – Confronto tra tabellone effettivo e simulazioni per le teste di serie

Effetti di rilievo su una selezione di giocatori fuori dalle teste di serie

Non ci sono qui problematiche degne di nota. Il vincitore di Winston Salem Hubert Hurkacz ha il percorso peggiore (perdendo al primo turno contro Jeremy Chardy in cinque set, n.d.t.), mentre Philipp Kohlschreiber riesce (purtroppo) a finire di nuovo in questo elenco (perdendo al primo turno contro Lucas Pouille in quattro set, n.d.t.).

IMMAGINE 2 – Effetti della casualità del sorteggio su alcune non teste di serie

Luck of the Draw: US Open 2019 (Men)

La disputa sbagliata

di Matt Zemek // Tennis with an Accent

Pubblicato il 26 giugno 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Sembra che tutti abbiano un’opinione sull’utilizzo da parte degli organizzatori di Wimbledon di una formula specifica per superficie per assegnare le teste di serie del tabellone di singolare maschile. Non è questa una decisione necessariamente negativa, ma comunque degna di approfondimento. Inoltre, la ridotta durata della stagione sull’erba del circuito attuale induce a ritenere ragionevole che proprio l’erba, più di qualsiasi altra superficie, meriti una formula a parte.

Poco tempo fa su Tennis with an Accent ho ripreso in un articolo alcune idee espresse su Twitter: tutti gli Slam dovrebbero usare una formula, eliminando il sorteggio dei tabelloni a favore di una struttura a sezioni nella maniera della NCAA (National Collegiate Athletic Association).

Il fatto che nei quattro tornei più importanti si giochi su tre (abbastanza) diverse superfici, significa che legare ciascuna a una formula separata onora la natura peculiare di ciascun evento. Questa è una argomentazione a sostegno di specifiche formule per l’assegnazione di teste di serie.

Si potrebbe però facilmente replicare in questo modo: i campi sono più omogenei in termini di velocità e di qualità del rimbalzo (o ricettività ai rimbalzi) rispetto al 1985? Senza ombra di dubbio. È quindi possibile sostenere che l’unicità di superficie dei campi non è poi così pronunciata come lo era un tempo, e che quindi non serve usare quel tipo di formule. Assolutamente ragionevole.

C’è poi un’altra ragione a favore: l’assegnazione delle teste di serie senza formule (in altre parole, come normalmente accade nei tornei) rende merito a dodici mesi di lavoro e risultati sul circuito. È positivo che vengano riconosciuti, no? Certamente.

Non è o giusto o sbagliato

Il tema di fondo di queste osservazioni è semplice: il dibatto tra ricorrere alle formule e farne a meno è un confronto tra posizioni che hanno entrambe ragion d’essere. Le formule vanno bene, ma anche la classifica è un giusto criterio. Non siamo di fronte a un nemico che va battuto, perché è tutto plausibile e agevolmente spiegabile.

In questo senso, non dovremmo essere ossessionati dal dibattito. Possiamo e dobbiamo averlo, ma non dovrebbe essere totalizzante. Sopratutto se esiste un problema a Wimbledon che è reale e dà vita a una vera parzialità nonché profonda ingiustizia.

Di cosa sto parlando? Non è difficile capirlo: gli uomini ricevono le teste di serie secondo una formula, le donne invece in assenza di formule. Non ci vuole uno scienziato, no? È un torneo con un tabellone maschile e uno femminile, i premi partita sono identici, il programma di gioco alterna partite praticamente su tutti i campi. Perché l’assegnazione delle teste di serie deve seguire due criteri distinti?

Sulla base dei 1200 punti conquistati con la finale dell’edizione 2018, Kevin Anderson ha ottenuto la numero 4 invece della numero 8 che gli sarebbe arrivata in assenza di una formula specifica per l’erba. Si tratta di un bel salto in avanti e un grande vantaggio, perché non dovrà affrontare nessuno dei Grandi 3 prima delle semifinali. Naturalmente, non è in discussione se Anderson meriti, o non meriti, la sua testa di serie. Il punto invece è che la campionessa di Wimbledon 2018 Angelique Kerber non riceve lo stesso trattamento. Se la formula fosse applicata anche per le donne, Kerber sarebbe più in alto della numero 5, come Serena Williams sarebbe più in alto della numero 11. Stesso discorso per la 18 di Julia Goerges.

Per entrambi o per nessuno

È bizzarro e deludente che l’attenzione sia rivolta quasi esclusivamente alla diatriba della formula o non formula, quando si dovrebbe unicamente fare pressione affinché, a partire dal 2020, Wimbledon applichi le sue regole in modo equo, onde evitare di creare un contesto di gioco per gli uomini e uno di altro tipo per le donne. Kerber non è da meno rispetto a Anderson. Oltretutto, ha vinto Wimbledon, mentre Anderson ha perso in finale. Eppure lui riceve una testa di serie più alta che a Kerber è negata.

Parità? Giustizia? Sono grandi ideali, che però Wimbledon non sta rispettando, almeno non in questa circostanza. La disputa è sbagliata se ci si concentra di più sulla testa di serie di Roger Federer e Rafael Nadal che sul trattamento favorevole concesso ad Anderson e non a Kerber.

Ahimè, il tennis ancora una volta ha commesso una sciocchezza (è toccato a Wimbledon) proprio prima di uno Slam. La morte, le tasse e l’autolesionismo del tennis alla vigilia di uno Slam. Un storia vista e rivista.

The wrong argument

La fortuna del sorteggio: Wimbledon 2019 (donne)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato l’1 luglio 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come d’abitudine per gli Slam, ho eseguito una simulazione (con la mia variante Elo) di 100.000 configurazioni del tabellone principale, utilizzando lo stesso metodo che gli organizzatori usano per assegnare alle giocatrici la loro posizione. L’ho poi confrontata con la previsione per il torneo su base Elo rispetto al tabellone effettivo.

La tabella mette a confronto la previsione effettiva del tabellone con i risultati dalle simulazioni di rimescolamento, in modo da avere alcune indicazioni sull’accessibilità del tabellone effettivo rispetto alle altre configurazioni. Tonalità di rosso (e arancione) evidenziano la sfortuna della giocatrice. Al contrario, tonalità di verde rappresentano la fortuna ricevuta nel tabellone effettivo, in riferimento a un particolare turno. Il giallo simboleggia neutralità, e si può di fatto ignorare qualsiasi valore superiore o inferiore allo 0.2%.

Come per il tabellone di singolare maschile, per una presentazione più compatta rispetto al passato ho riportato nella tabella solo le teste di serie, e organizzato nella tabella successiva quelle giocatrici fuori dalle teste di serie per le quali c’è stata un’incidenza degna di nota (almeno l’1% di segno positivo o negativo).

I benefici si concentrano interamente nel mezzo del tabellone, mentre tutto lo svantaggio si riversa sui quarti più esterni.

Il tabellone effettivo sembra favorire più di tutte Kiki Bertens, anche se la fortuna per lei arriva fino alle opportunità di semifinale. Petra Kvitova e Karolina Pliskova hanno un vantaggio maggiore fino alle semifinali, e nel caso di Pliskova anche oltre (come se ne avesse effettivamente bisogno dopo aver vinto a Eastbourne). Angelique Kerber è la giocatrice che, in generale, ha avuto più sfortuna, ma è Ashleigh Barty ad aver visto la sua probabilità di finale e di vittoria diminuire più drasticamente in finale e per la vittoria.

IMMAGINE 1 – Confronto tra tabellone effettivo e simulazioni per le teste di serie

Effetti di rilievo su una selezione di giocatrici fuori dalle teste di serie

Non sarebbe male se Margarita Gasparyan (che però ha un secondo turno impegnativo con Elina Svitolina, n.d.t.) e Barbora Strycova (che ha appena vinto al primo turno, n.d.t.) potessero avvantaggiarsi della loro probabilità aggiuntiva, per quanto ridotta, per cercare di arrivare fino ai quarti di finale.

IMMAGINE 2 – Effetti della casualità del sorteggio su alcune non teste di serie

Luck of the Draw: Wimbledon 2019 (Women)

La fortuna del sorteggio: Wimbledon 2019 (uomini)

di Chapel Heel // HiddenGameOfTennis

Pubblicato l’1 luglio 2019 – Traduzione di Edoardo Salvati

Come d’abitudine per gli Slam, ho eseguito una simulazione (con la mia variante Elo) di 100.000 configurazioni del tabellone principale, utilizzando lo stesso metodo che gli organizzatori usano per assegnare ai giocatori la loro posizione. L’ho poi confrontata con la previsione per il torneo su base Elo rispetto al tabellone effettivo.

La tabella mette a confronto la previsione effettiva del tabellone con i risultati dalle simulazioni di rimescolamento, in modo da avere alcune indicazioni sull’accessibilità del tabellone effettivo rispetto alle altre configurazioni. Tonalità di rosso (e arancione) evidenziano la sfortuna del giocatore. Al contrario, tonalità di verde rappresentano la fortuna ricevuta nel tabellone effettivo, in riferimento a un particolare turno. Il giallo simboleggia neutralità, e si può di fatto ignorare qualsiasi valore superiore o inferiore allo 0.2%.

Per una presentazione più compatta rispetto al passato, ho riportato nella tabella solo le teste di serie, e organizzato nella tabella successiva quei giocatori fuori dalle teste di serie per i quali c’è stata un’incidenza degna di nota (almeno l’1% di segno positivo o negativo).

Si è discusso molto prima del sorteggio sull’assegnazione a Nadal della testa di serie numero 3 rispetto alla 2, come da classifica ufficiale. Ho parlato degli effetti di questa scelta in un altro articolo. Il sorteggio non lo favorisce fino ai quarti di finale, ma per i turni successivi è sostanzialmente neutro. E non è niente a confronto dello svantaggio subito da Felix Auger-Aliassime. Milos Raonic invece ha ricevuto una spinta sostanziale fino alle semifinale e forse il suo percorso è proprio quello che servirebbe ad Alexander Zverev per raggiungere le fasi finali di uno Slam (che per non smentirsi ha perso al primo turno in quattro set contro Jiri Vesely, n.d.t.).

IMMAGINE 1 – Confronto tra tabellone effettivo e simulazioni per le teste di serie

Effetti di rilievo su una selezione di giocatori fuori dalle teste di serie

Sono Nick Kyrgios e Grigor Dimitrov i giocatori non testa di serie a subire maggiore penalizzazione dalla casualità del sorteggio, quando un po’ di fortuna avrebbe fatto loro comodo. Sono stati invece John Millman e Marton Fucsovics a ricevere maggior beneficio.

IMMAGINE 2 – Effetti della casualità del sorteggio su alcune non teste di serie

Luck of the Draw: Wimbledon 2019 (Men)