Il circuito femminile post COVID-19 sta rientrando alla normalità

di Jeff Sackmann // TennisAbstract

Pubblicato il 17 agosto 2020 – Traduzione di Edoardo Salvati

Negli ultimi due tornei femminili, abbiamo assistito a risultati attesi, oltre a qualche sorpresa. Simona Halep, la chiara favorita a Praga, ha portato a casa il titolo nonostante due partite di primo e secondo turno al terzo set. Nell’altro torneo della settimana a Lexington, le cose sono andate diversamente. Serena Williams e Aryna Sabalenka, le più forti nelle rispettive metà del tabellone, hanno raccolto insieme solo tre vittorie, con le quattro semifinaliste fuori dalle teste di serie.

In un precedente articolo ho sottolineato come Palermo, il primo torneo alla ripresa dell’interruzione, era così imprevedibile che per fare pronostici sarebbe stato meglio lanciare una moneta invece che affidarsi a valutazioni (come Elo) sulla bravura delle giocatrici aggiornate a prima della pandemia. Non è la prima volta di un evento con così tante vittorie insolite, ma è indicazione del fatto che il circuito femminile non è ancora tornato alle dinamiche di dominio più classiche.

Con Praga e Lexington abbiamo ora il triplo dei dati con cui lavorare. Inoltre, si potrebbe teorizzare una maggiore prevedibilità, seppur contenuta, per Praga visto che molte delle giocatrici erano impegnate anche a Palermo, vale a dire in possesso di fresca condizione di partita. Pur rimanendo con un campione risicato di 93 partite, ci avviciniamo a una migliore comprensione di come il tradizionale metodo previsionale operi in tempi di incertezza.

Una sequenza Brier altalenante

La statistica che uso per quantificare la prevedibilità — detta in altro modo, la validità delle valutazioni relative allo stato di forma delle giocatrici prima dell’interruzione — si chiama indice di Brier, e tiene conto sia dell’accuratezza grezza (il pronostico ha indovinato la vincitrice) che del livello di confidenza (il pronostico ha ecceduto in sicurezza, ha mancato in fiducia, o è stato semplicemente giusto). Indici di Brier complessivi per il circuito solitamente si aggirano intorno allo 0.21, mentre un valore di 0.25 indica che la previsione non era meglio di un lancio della moneta. Un punteggio più basso segnala una previsione più precisa.

La tabella riepiloga l’indice di Brier per Palermo, Lexington e Praga, insieme alla media dei tre tornei, alla media di tutti i tornei della categoria International (a prescindere dalla superficie) dal 2017 (i valori sono ottenuti sulla base delle mie valutazioni Elo). Ci potremmo aspettare un primo turno diverso, proprio perché le giocatrici sono più “arrugginite”, quindi ho calcolato anche l’indice per i primi turni (Brier R32) per ciascun torneo e le rispettive medie.

Torneo          Brier   Brier R32   
Palermo         0.268   0.295   
Lexington       0.226   0.170   
Praga           0.212   0.247   
Media rientro   0.235   0.237   
Media Intern.   0.217   0.213

Palermo fa eccezione

Come già visto, i risultati di Palermo disattendono le aspettative. Più della metà delle partite si è conclusa con una vittoria a sorpresa (stando alle mie valutazioni Elo), con un primo turno davvero difficile da pronosticare. Poi però non è durata a lungo. Il primo turno di Praga aveva un valore di 0.247, di niente superiore al lancio della moneta, ma la confusione non è andata oltre i primi due giorni. L’indice di Brier totale per il torneo è stato di 0.212, di poco meglio della media degli International. In altre parole, questo gruppo di 32 giocatrici al rientro da una pausa di diversi mesi, ha generato risultati in sostanza esattamente prevedibili come quanto ci saremmo attesi nel mezzo di una stagione regolare.

Più difficile è dare un senso ai numeri di Lexington ma, come per Praga, puntano a un mondo post COVID-19 che non è poi così surreale. Il primo turno ha replicato il copione, con un indice di Brier di 0.170. Degli ultimi 115 tornei International, solo 22 sono stati più prevedibili. L’accuratezza non ha avuto vita lunga, principalmente per la sconfitta di Serena Williams contro Shelby Rogers. Il valore per l’intero torneo è stato di 0.266, meno pronosticabile del solito, ma molto meglio di una previsione casuale e più vicino alla media del circuito di quanto non lo fosse Palermo.

Stime riviste

Sono ancora le prime fasi nel processo valutativo delle attese risposte sulle giocatrici dopo un’interruzione così lunga. Più si giocano tornei, più siamo in grado di vedere se la prevedibilità dei risultati aumenta all’aumentare del numero di partite (forse a Praga era più difficile prevedere il comportamento delle giocatrici che hanno saltato Palermo, con l’ovvia eccezione di Halep).

In questo particolare momento, può succedere qualsiasi cosa. Da un lato, potremmo tornare alle dinamiche di sempre. Dall’altro, le nuove regole che impongono il distanziamento fisico — tra cui l’assenza di pubblico, la vita serale limitata a Netflix, gli asciugamani da andarsi a prendere in autonomia, e modalità di coaching in campo differenti — potrebbero andare a detrimento di alcune e favorire altre. Se così fosse, le valutazioni Elo passeranno per un periodo inedito di aggiustamento per riflettere chi è stata abile a fiorire dopo l’interruzione.

È troppo presto per affermazioni più perentorie su un argomento così importante. Nell’ultima settimana, abbiamo visto pronostici essere palesemente errati (Palermo) o una via di mezzo (Lexington e Praga). Siamo diventati più esperti in merito a tanti cambiamenti accaduti da marzo, ma la metodologia di valutazione delle giocatrici potrebbe rimanere identica in quasi tutto e per tutto.

The Post-Covid WTA is Drifting Back to Normal