Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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Le palle break convertite e le partite molto equilibrate che Federer non vince

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Pubblicato il 14 settembre 2015 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// Alla data di traduzione, negli scontri diretti Djokovic conduce su Federer per 23 vittorie a 22. Per mantenere i successivi riferimenti numerici, si è lasciato inalterato il valore riportato nel testo originale, n.d.t. 

Negli scontri diretti, Roger Federer e Novak Djokovic hanno 21 vittorie a testa, ma la loro più recente rivalità è stata decisamente a favore di Djokovic che, dal 2011, ha vinto 15 delle ultime 23 partite, compresa la finale degli US Open 2015 giocata la scorsa notte.

Le partite lotteria

Sono partite, le loro, generalmente caratterizzate da un punteggio molto ravvicinato. Infatti, solo in 7 su 23 uno dei due ha vinto più del 55% dei punti, e in più della metà (12 su 23) nessuno ha vinto più del 53% dei punti, facendole rientrare nella mia definizione di partite lotteria

Nelle 12 partite lotteria giocate tra Federer e Djokovic dal 2011, il giocatore che ha vinto più punti ha poi vinto anche la partita. Però Djokovic ha vinto molti più di queste partite tirate, ben 9 su 12. La finale degli US Open 2015 è stata l’esempio perfetto: Federer ha vinto più punti alla risposta del suo avversario, ed è stata la terza volta dalle Finali di stagione del 2012 che Djokovic ha battuto Federer vincendo il 50.3% dei punti.    

Quando un giocatore vince il 50.3% dei punti, vince poi la partita solo il 59% delle volte. Anche con il 51.8% dei punti vinti, vale a dire la percentuale dei punti totali vinti da Djokovic in altre tre partite giocate contro Federer, il giocatore con più punti ha poi vinto la partita solo il 91% delle volte. 

Se molte di queste partite sono estremamente equilibrate, e uno dei due giocatori ne vince comunque così tante, deve esserci un’altra spiegazione. 

Di nuovo le palle break

Chiaramente, Djokovic vince più punti importanti di Federer. Considerando inoltre che Federer ha vinto più della metà dei tiebreak giocati contro Djokovic, come passaggio logico successivo vanno analizzate le palle break. 

La presunta incapacità di Federer di trasformare le palle break è da lungo tempo fonte di preoccupazione per i suoi tifosi. All’inizio dello scorso anno, analizzando la percentuale di conversione delle palle break, ho scoperto che Federer in effetti trasforma meno palle break di quelle che dovrebbe trasformare, ma solo di qualche punto percentuale. Inoltre, come detto, non è un problema di questi giorni: Federer convertiva meno palle break di quanto avesse dovuto anche nel periodo in cui il suo dominio era incontrastato.  

Non può più essere solo un’eccezione 

Djokovic però rappresenta un altro livello di tennis, e, visto che giocano uno contro l’altro così frequentemente, non è più possibile considerare la scarsa trasformazione delle palle break da parte di Federer come una semplice eccezione.

Nelle ultime 23 partite, compresa la finale degli US Open 2015 di ieri in cui Federer ha fatto 4 su 23 nelle palle break, Federer ha trasformato il 15% delle palle break in meno rispetto a quanto avrebbe dovuto, vale a dire il doppio, in negativo, della sua più bassa percentuale di conversione per singola stagione. Djokovic invece ha trasformato le palle break a sua disposizione in una percentuale simile a quella con cui ha vinto gli altri punti in risposta.    

Ipotizzare che Federer non sia in grado di reggere la pressione sembra più un esercizio di fantasia, ma l’evidenza dimostra che, nelle situazioni di particolare importanza di punteggio, anche Federer sviluppa il così detto “braccino”.

Si può pensare di escludere a priori due di spiegazioni di questa tendenza, da una parte le opportunità di break, dall’altra il livello di gioco espresso in risposta da sinistra, cioè il lato di campo dei vantaggi.

Le opportunità di break

Iniziamo con le opportunità di break. 4 palle break su 23 è senza dubbio un rapporto di conversione deficitario, ma c’è un aspetto positivo: se si riesce ad avere 23 opportunità per fare break contro un giocatore del calibro di Djokovic, significa che si sta giocando un ottimo tennis.

Di più, c’è una dipendenza molto chiara, quasi diretta, tra i punti vinti in risposta e le opportunità di break generate e nella finale di ieri Federer ha superato le attese del 77%. Su 21 game in risposta un giocatore che vince il 39% di punti come ha fatto Federer dovrebbe creare solo 13 opportunità di break. Una conversione di 4 su 13 sarebbe comunque deludente, ma non così negativa come 4 su 23. 

In queste 23 partite, Federer ha ottenuto opportunità di break per quanto ci si attendesse e lo stesso ha fatto Djokovic. Si tratta evidentemente del livello di gioco espresso sul 30-40 o sul vantaggio esterno (40-AD), non invece di quello in situazioni più tranquille di punteggio. Ad esempio, nei punti che non fossero palle break, Federer ieri ha risposto molto efficacemente.

Risposta dal lato dei vantaggi

La seconda possibile spiegazione ha a che fare con il gioco di Federer in risposta dal lato di campo dei vantaggi. Può essere questo il caso contro Rafael Nadal, che sfrutta abilmente il servizio mancino per salvare le palle break. Non vale però negli scontri diretti con Djokovic.

Secondo i dati raccolti dal Match Charting Project, nessuno dei due giocatori gioca decisamente meglio in un lato del campo piuttosto che nell’altro. Djokovic vince più punti al servizio sul lato destro – il 65% contro il 64% sul lato sinistro, il 66% contro il 64% sui campi in cemento – e Federer vince punti in risposta nella stessa percentuale su entrambi i lati del campo. 

Agli esperti piace dire che il tennis è un confronto di tecnica e stile, e in questa rivalità entrambi i giocatori hanno messo i discussione i rispettivi canoni.

Nella sua carriera Djokovic ha salvato palle break con più successo della media, ma mai così bene come riesce a fare contro Federer. Federer, di converso, ha prodotto alcune delle sue migliori prestazioni alla risposta contro Djokovic…se si esclude la scarsa percentuale di trasformazione di palle break, che è più bassa della sue già non proprio brillanti medie storiche.

Conclusioni

Forse l’unica soluzione per Federer è quella di trovare un modo per migliorare i game in battuta, in cui però si esprime già su standard altissimi.

Nella finale del Cincinnati Masters 2015 – l’ultima partita tra i due prima della finale degli US Open – Federer ha trasformato 1 sola palla break sulle 8 concesse da Djokovic, un tipo di statistica che farebbe immediatamente pensare a una sconfitta. In quella partita invece, il solo break di Federer è stato sufficiente, visto che Djokovic non ha mai strappato il servizio all’avversario.

Federer ha vinto il 56.4% dei punti totali, la terza più alta percentuale nelle partite contro Djokovic dal 2011. Se Djokovic continuerà a giocare meglio nei punti più importanti e vincere le partite combattute, per vincere Federer avrà a disposizione solamente la non invidiabile alternativa di dover giocare decisamente meglio del più forte giocatore al momento in circolazione. ◼︎

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