Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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I ritiri non significano necessariamente manipolare il sistema

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Pubblicato il 5 luglio 2017 su HiddenGameOfTennis – Traduzione di Edoardo Salvati

// Ci sono stati sette ritiri nelle partite di primo turno del tabellone di singolare maschile di Wimbledon 2017, di fronte ai quali è stata invocata l’introduzione di regole per negare ai giocatori – in queste situazioni – il premio partita. Parte della motivazione è di carattere punitivo, parte cerca di evitare la delusione degli appassionati che sono accorsi per vedere i migliori del mondo, e parte è compassione per i giocatori esclusi che avrebbero potuto essere al posto dei ritirati.

Chi fa appello alle regole però non sembra in grado di proporre valide soluzioni. Presumibilmente è una sede in cui non si sta prendendo in considerazione un approccio del tipo “se il giocatore si ritira, deve rinunciare al premio partita”.

Una linea argomentativa come questa può essere utile a coloro che sostengono che i giocatori delle retrovie stiano fingendo infortuni solo per accumulare premi e punti del primo turno di uno Slam. Analizziamo uno per uno i sette ritiri del primo turno di Wimbledon.

I sette ritiri al primo turno di Wimbledon 2017

Martin Klizan c. Novak Djokovic

Martin Klizan si ritira contro Novak Djokovic sul punteggio di 3-6 0-2. Klizan non è un giocatore da frequenti ritiri, questa è solo l’undicesima volta che abbandona una partita del tabellone principale in tutta la sua carriera (al momento, 237 partite sul circuito maggiore, n.d.t.). Klizan però si è ritirato anche la scorsa settimana nel primo turno del torneo di Antalya, sul 6-6 del primo set contro Marsel Ilhan, un giocatore con 250 posizioni in meno in classifica. Klizan è il numero 47 del mondo e ha guadagnato 4.2 milioni di dollari in premi partita a 27 anni.

Cosa penso: non sta fingendo (certamente non è andato ad Antalya per premi e punti del primo turno), ma è probabile che non fosse fisicamente in ordine per giocare a Wimbledon. Era consapevole di non esserlo o comunque pensava di avere una possibilità di superare il turno?

Alexander Dolgopolov c. Roger Federer

Alexandr Dolgopolov si ritira contro Roger Federer sul punteggio di 3-6 0-3. Pur non avendo un fisico imponente, Dolgopolov non è particolarmente fragile: si tratta anche per lui dell’undicesimo ritiro di una lunga carriera (al momento, 384 partite sul circuito maggiore, n.d.t.), in questo caso per un problema alla caviglia, la stessa che si era infortunato due settimane fa in una partita molto equilibrata con Vasek Pospisil a ’s-Hertogenbosch. Il ritiro era stato immediato, quindi era sicuramente un infortunio importante allora. Dolgopolov è il numero 84 del mondo, ben al di sotto delle sue abitudini di classifica. Ha guadagnato 6.3 milioni di dollari in premi partita a 28 anni.

Cosa penso: non sta fingendo. A due settimane dal primo infortunio, è ragionevole pensare di poter giocare a Wimbledon, anche se poi il sorteggio lo ha messo contro Federer, con cui non aveva possibilità se non al 100% della condizione. Si sarebbe dovuto ritirare quando è uscito il tabellone o avrebbe dovuto rimanere con un avversario diverso al primo turno?

Feliciano Lopez c. Adrian Mannarino

Feliciano Lopez si ritira contro Adrian Mannarino sul punteggio di 7-5 1-6 1-6 3-4. Lopez è un giocatore di ferro negli Slam e ha solo 11 ritiri nella sua lunga carriera (al momento, 845 partite, di cui 153 negli Slam, n.d.t.). Ma ha anche 35 anni e ha giocato dieci partite sull’erba nelle ultime due settimane, raggiungendo due finali e vincendone una. È il numero 25 del mondo e ha vinto 14 milioni di dollari in premi partita (e, con quella bella presenza, immagino anche molte sponsorizzazioni, almeno in Spagna).

Cosa penso: non sta fingendo. Semplicemente, è esausto per una preparazione sull’erba molto intensa. L’ironia è che se avesse dovuto giocare un ATP 250, quasi sicuramente si sarebbe ritirato prima dell’inizio del torneo. Sarebbe stato normale per un giocatore che ha appena vinto un torneo, ancora di più per uno che ha fatto due finali consecutive. D’altro canto però non era irragionevole per lui pensare di avere una possibilità di andare avanti, visto che fondamentalmente è stato il giocatore con i risultati migliori sull’erba nel 2017.

Janko Tipsarevic c. Jared Donaldson

Janko Tipsarevic si ritira contro Jared Donaldson sul punteggio di 0-5 dopo essersi stirato un muscolo della gamba. Tipsarevic è stato anche tra i primi 10 del mondo, ma il suo fisico lo espone a infortuni e questo si riflette in una lista relativamente lunga di ritiri, oltre al fatto che per quasi due anni è dovuto stare lontano dal tennis. Ora è tornato al numero 63 e ha vinto 8 milioni di dollari in premi partita a 33 anni.

Cosa penso: pur non avendo molte informazioni al riguardo, dubito seriamente che un giocatore come Tipsarevic abbia risalito così faticosamente la china per tornare a una classifica che gli dia accesso diretto agli Slam e poi finga un infortunio per uscire al primo turno, con relativi punti e premi partita.

Viktor Troicki c. Florian Mayer

Viktor Troicki si ritira contro Florian Mayer sul punteggio di 1-6. Potrebbe sorprendere, ma Troicki ha solo 11 ritiri in carriera (al momento, su 510 partite del circuito maggiore, n.d.t.) e nessuno (si, nessuno!) dal 2013 (va detto che ha subito anche una squalifica per parte di quel periodo). Come Tipsarevic, anche Troicki ha lavorato molto per tornare a essere un giocatore rilevante, anche la sua ascesa è stata più veloce di quella del connazionale. È il numero 40 del mondo e ha vinto 7.5 milioni di dollari in premi partita a 31 anni.

Cosa penso: il comportamento in campo di Troicki in qualche occasione può diventare avvilito, e questo induce a ritenere che stia rinunciando alla partita. Non trovo però questo aspetto nel numero di volte in cui si è ritirato. Non aveva molti punti da difendere, ma uno del calibro di Troicki che è soddisfatto dei punti e premi di un primo turno di uno Slam? Non è il giocatore delle retrovie che cerca un guadagno facile, come espresso da qualche giornale.

Denis Istomin c. Donal Young

Denis Istomin si ritira contro Donald Young sul punteggio di 7-5 4-6 4-6 2-4. Ognuno è libero di esprimersi al riguardo, ma questa partita è stata interrotta per pioggia ed è proseguita nell’oscurità. Non conosco i dettagli dell’infortunio di Istomin. Si ritira un po’ più della media, tra cui due volte al primo turno di Wimbledon e una volta al primo turno degli US Open. È il numero 72 del mondo e ha guadagnato 5 milioni di dollari in premi partita a 30 anni.

Cosa penso: non ci sono stati ritiri nelle ultime partite, quindi non c’è nemmeno indicazione che Troicki non fosse in condizione. Probabilmente è il candidato numero uno per coloro che sostengono la teoria dei ritiri finalizzati ai premi partita e probabilmente rientra anche nella definizione di giocatore delle retrovie, ma davvero continuerebbe a giocare fino al quarto set – dopo aver vinto il primo e con interruzione per pioggia – solo per portare a casa i soldi del primo turno?

Nick Kyrgios c. Pierre Hugues Herbert

Nick Kyrgios si ritira contro Pierre Hugues Herbert sul punteggio di 3-6 4-6. È da un po’ che soffre all’anca e al Roland Garros si sono viste le sue espressioni di dolore a ogni cambio di campo. Prima di Wimbledon ha anche dichiarato di essere al 60-65%, quindi nessuno è rimasto sorpreso dal suo ritiro. Kyrgios è il numero 20 del mondo e ha già guadagnato 4.5 milioni di dollari in premi partita a 22 anni, oltre a essere ormai una celebrità del tennis.

Cosa penso: ovviamente non sta fingendo, ma era anche non in condizione di giocare, per sua stessa ammissione. Sapeva che non avrebbe fatto troppa strada con un anca malconcia. Aveva però molti punti da difendere con gli ottavi di finale a Wimbledon 2016, è comprensibile quindi che volesse cercare di superare qualche turno per limitare il differenziale. Kyrgios è in grado di vincere partite contro giocatori delle retrovie pur essendo limitato negli spostamenti.

Buoni e cattivi?

A questo punto, come si può riuscire a suddividere i giocatori in bravi e cattivi e stabilire una regola che punisca quelli cattivi senza accidentalmente generare conseguenze anche per quelli bravi? Rifacendosi all’elenco, ipotizzo che nessuno metta Lopez tra i cattivi. Supponiamo di avere solo Kyrgios tra i cattivi: davvero deve esserci una regola secondo la quale se un giocatore ammette di non essere al massimo della condizione viene punito? E quale percentuale rappresenta il massimo? Non fa molta differenza perché qualsiasi la soglia, si ottiene l’effetto indesiderato di far parlare ancor meno i giocatori della loro condizione rispetto a quanto già non facciano.

O forse Klizan e Dolgolopov sono tra i cattivi? Davvero deve esserci una regola secondo la quale se un giocatore si è ritirato recentemente, non può giocare nel primo turno di uno Slam? Come si distinguerebbe tra chi ha recuperato e chi non ci è riuscito? Magari una regola così comporta che Klizan e Dolgolopov non si ritirino da Antalya e ’s-Hertogenbosch ma, per evitare di infortunarsi ulteriormente, perdano quelle partite di proposito. Credo che una situazione del genere sarebbe ancora più dannosa per tifosi e spettatori di quanto non lo sia un ritiro.

O ancora, forse ci sono Tipsarevic, Istomin e Troicki tra i cattivi. Ma si è in grado di spiegarne esattamente il motivo? Non ci si può basare su delle sensazioni. Su cosa farebbe leva la regola come cartina di tornasole della loro violazione?

I ritiri ci saranno sempre

Sono state completate altre 57 partite di primo turno del singolare maschile, cioè più del doppio di quante ce ne siano in una ordinaria settimana di tennis. Tra un po’ di giorni, la maggior parte di noi si sarà dimenticata dei giocatori che si sono ritirati al primo turno a Wimbledon 2017 e dei motivi.

Gli appassionati dovrebbero imparare a sopravvivere e andare avanti, come fanno i giocatori di ogni torneo di tennis. ◼︎

Just Because A Player Retires, Doesn’t Mean He is Gaming the System

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