Il più grande archivio italiano di analisi statistiche sul tennis professionistico. Parte di Tennis Abstract

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Servendo con un miglio orario in più di velocità

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Pubblicato il 13 ottobre 2011 su TennisAbstract – Traduzione di Edoardo Salvati

// A parità di condizioni, aumentare la velocità della prima di servizio è un aspetto positivo…ma quanto è utile? In un precedente articolo, ho introdotto alcuni numeri generici, che sono però troppo grezzi per rispondere a questa domanda.

Abbiamo invece bisogno di vedere cosa succede quando determinati giocatori servono un po’ più velocemente o un po’ più lentamente. Ci sono delle volte in cui la velocità del servizio è modificata di proposito (come ad esempio in servizi a uscire con molta rotazione) ma, nella maggior parte dei casi, ogni giocatore rimane in un intervallo di alternative al servizio abbastanza limitato e definito dalla potenza e dal tocco che è in grado di esprimere.

Ho costruito un algoritmo molto complicato, quindi inizio con l’esporre i risultati.

I risultati

Sembra che per un buon numero di giocatori l’aumento di un miglio orario (mph), pari a 1.6 km/h, nella velocità del servizio si traduca in una vittoria dello 0.2% in più di punti sulla prima di servizio. Non sono tanti, non è nemmeno un punto a partita. 

Ogni aiuto è prezioso e, sulla base dei miei modelli di probabilità di vittoria, vincere lo 0.2% di punti in più sulla prima di servizio può aumentare la probabilità di vincere una partita equilibrata dal 50% a quasi il 51%. Tranne forse agli estremi, questo rimane valido anche per incrementi di 2 mph (3.2 km/h), 3 mph (4.8 km/h) o superiori, quindi un aumento di 5 mph (8 km/h) trasforma una partita con il 50% di probabilità in una con il 54% (nell’ipotesi che tutti i giocatori gestiscano incrementi nella velocità del servizio allo stesso modo. Sono convinto che non sia così, ma in questa fase è un’ipotesi da prendere per vera).   

L’effetto di un aumento della velocità è ancora più evidente per la frequenza di ace e di servizi vincenti. Ogni mph in più nel servizio di un giocatore contribuisce a migliorare la frequenza di ace di circa lo 0.4% e quella di servizi vincenti di circa lo 0.5%.

Qualche parola sull’algoritmo e alcune avvertenze.

Il procedimento

L’algoritmo è stato implementato per considerare (nella massima misura possibile) quattro diversi tipi di servizi e di stili di gioco, di diverse medie di velocità al servizio sulla lato della parità e dei vantaggi, così come di diverse direzioni (esterna, al corpo, al centro).

18 giocatori con più di 150 punti

Ho utilizzato solamente i dati relativi agli US Open 2011 in modo da evitare differenze tra superfici e tra apparecchi di registrazione della velocità nei tornei in cui sono disponibili. Ho considerato solo i 18 giocatori con più di 150 punti sulla prima di servizio secondo le rilevazioni di Pointstream.

Velocità media della prima per diverse direzioni

Per ciascuno, ho calcolato la velocità media della prima di servizio per le seguenti sei direzioni: esterna, al corpo e al centro nel lato della parità ed esterna, al centro e al corpo nel lato dei vantaggi. Ho poi selezionato casualmente 150 dei punti sulla prima di servizio e, per ogni punto, segnato la differenza tra la velocità del servizio in quello specifico punto e la media del giocatore per la direzione/lato di riferimento.

Categorizzazione

Infine, ciascuno dei 2700 punti è stato categorizzato come 0 (media per quel giocatore/lato/direzione), o +1 (un miglio sopra la media) o -4 e così via, dando vita a molti gruppi di punti per ogni categoria. Di questi, alcuni erano troppo piccoli ai fini dell’analisi, quindi li ho accorpati in serie di cinque (-2, -1, 0, +1, +2), (-1, 0, +1, +2, +3) e così via. In questo modo i gruppi sono diventati utili da circa -15 a +15.   

Confronto tra frequenze

Successivamente, ho considerato diverse statistiche per ogni gruppo (punti vinti, ace, servizi vincenti) e paragonato le frequenze di ciascuna da un gruppo al successivo. I risultati si sono rivelati abbastanza incostanti – in alcuni casi, un mph in più ha determinato meno ace o meno punti vincenti – ma su un campione di 31 gruppi i valori sono tendenzialmente saliti. I numeri citati in precedenza sono le medie per ogni cambiamento di un mph di velocità.

Avvertenze

Non è un campione molto grande, specialmente separando i servizi in gruppi di 0, +1, +2 e così via.

Il giocatore alla risposta è sotto la media

Un problema con i dati a disposizione è dovuto al fatto che i 18 giocatori al servizio stavano solitamente vincendo, ed è il motivo per il quale hanno accumulato prime a sufficienza per essere inclusi. Così, il giocatore alla risposta nel campione è sotto la media. Non è necessariamente un aspetto negativo – forse i giocatori alla risposta sotto la media reagiscono a variazioni di velocità nello stesso modo dei giocatori alla risposta sopra la media – ma in assenza di più dati è difficile stabilirlo. 

Velocità di 5 mph sotto la media

Una seconda preoccupazione emerge da quello che i numeri dicono per velocità di circa 5 mph (8 km/h) sotto la media. L’algoritmo funziona nell’ipotesi che un servizio da 120 mph (193 km/h) sia lo stesso di un servizio da 121 mph (195 km/h), solo più lento. Confrontando 120 mph con 121 mph probabilmente è vero. Nel confronto però tra 120 e 108 (174 km/h) – con lo stesso giocatore e nella stessa direzione – probabilmente non lo è. 108 mph non sono una simulazione di cosa succede se il giocatore non è così bravo al servizio; è probabile che si tratti invece  di una scelta voluta, magari di un servizio con aggiunta di effetto.

Detto questo, l’algoritmo non fa un confronto diretto tra 120 e 108, ma tra 108 e 109 mph (175 km/h) e forse in aggregato si possono derivare informazioni interessanti dal confronto tra una prima di servizio strategicamente a effetto e una prima identica ma più veloce di un mph. In ogni caso, limitare l’intervallo tra -10 e +10 o anche -7 e +7 non cambia molto i risultati.

Inadeguatezza per gli estremi

In ultimo, il campione è completamente inadeguato per dare delucidazioni agli estremi. Il giocatore medio sembra poter migliorare la sua probabilità di vittoria aggiungendo un po’ di velocità, ma è così anche per John Isner? Potrebbe esserci un intervallo entro il quale un giocatore ricava il massimo vantaggio da una prima di servizio più veloce di 1, 5 o 10 mph (16 km/h), oltre il quale però il vantaggio è più limitato. ◼︎

The Effect of One More MPH

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